Di recente sono stati pubblicati i risultati del Consuntivo del Cantone per il 2025. Essi mostrano, per il conto d’esercizio, un disavanzo di 32 milioni. Siccome nel Preventivo il disavanzo anticipato era di 96,6 milioni, a conti fatti ci ritroviamo con un errore di stima dell’ordine del 67%. Questa enorme differenza tra stima e realtà ha suggerito al nostro collega Ovidio Biffi, in un suo articolo di un paio di settimane fa, di mettere in relazione la gestione ordinaria del Cantone con le molte situazioni di caos in cui viviamo oggi. Si tratta di una geniale intuizione. Infatti, come cercheremo di dimostrare, l’ampiezza del disavanzo del Canton Ticino può essere considerato come un esempio della teoria matematica del caos. Uno dei principi di questa teoria è «l’effetto farfalla», stando al quale piccole variazioni nelle condizioni iniziali di un sistema complesso possono generare grandi e imprevedibili cambiamenti a lungo termine, anche a molta distanza dal punto in cui si manifesta la variazione iniziale. La catena delle ripercussioni è quindi lunga.
L’effetto farfalla
Per chi scrive «l’effetto farfalla» vale anche nel caso della gestione finanziaria del Canton Ticino. Che le stime dei Preventivi non corrispondano, di gran lunga, ai risultati che un anno e mezzo più tardi emergono dai Consuntivi non è una situazione nuova. All’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso, quando i primi scricchiolii avevano cominciato a farsi sentire nell’impianto delle nostre finanze pubbliche, la commissione di gestione del Gran Consiglio aveva addirittura deciso di entrare in materia sul Preventivo solo quando lo stesso avesse ricevuto la benedizione della Commissione delle ricerche economiche. E così per 4 anni, con gli altri due membri della commissione, nella tarda estate, passavo una mattinata al Dipartimento finanze, cercando di valutare se le previsioni per i conti dell’anno successivo, soprattutto quelle sulle risorse fiscali, erano ben fondate o meno. Allora le difficoltà erano ancora poche perché l’evoluzione delle entrate fiscali dipendeva da un pugno di aziende con le quali l’amministrazione delle finanze era in stretto contatto e che quindi potevano comunicare, nel corso dell’anno, come i loro affari si sarebbero sviluppati. Verso la fine del secolo scorso, l’errore di previsione medio sul risultato del Preventivo dei Cantoni era circa del 7%. Una norma che valeva anche per il Preventivo del nostro Cantone. Oggi, come dimostra la gestione 2025, siamo molto lontani da queste prestazioni. Perché? Vediamo! La stima della spesa dello Stato, anche su più anni, può essere fatta, oggi come ieri, con una certa affidabilità. Con la globalizzazione dell’economia e la ristrutturazione del settore bancario, invece, stimare le entrate è diventato un compito arduo. Negli ultimi due decenni poi, la stima delle risorse dello Stato è diventata quasi impossibile perché nessuno è in grado di apprezzare, con una certa approssimazione al valore effettivo, il contributo alle entrate del Cantone di quello che, nel frattempo, è diventato uno dei suoi maggiori contribuenti, vale a dire la Banca nazionale svizzera (BNS).
Da qualche anno gli scarti tra il risultato del conto di esercizio del Preventivo e quello del Consuntivo dipendono infatti largamente da quelli della BNS che, quando realizza profitti, può versare al fisco ticinese anche decine di milioni di franchi. Di norma la Banca nazionale realizza grandi utili quando cresce l’instabilità internazionale e salgono franco e oro. Oggi i mercati sono fortemente influenzati dalle decisioni imprevedibili della Casa Bianca: uno “starnuto” di Trump può muovere cambi e oro e, a cascata, incidere sui risultati della BNS e sul conto d’esercizio del Canton Ticino. In una situazione del genere, l’esperto di statistica David Champernowne avrebbe consigliato di lavorare con varianti previsionali, tenendo conto dei possibili effetti del contributo della BNS. Purtroppo l’aula del Gran Consiglio non è il luogo adatto per esercizi di questo tipo, quasi che ipotesi con diversi importi BNS fossero controprogetti a una previsione di base che ne esclude l’apporto. Finché il contributo della BNS resterà irregolare, dovremo quindi accettare ampi scarti tra Preventivo e Consuntivo. Ci consola almeno il fatto che, quando i milioni della BNS arrivano, il risultato del conto d’esercizio non può che migliorare rispetto ai deficit previsti.