Cosa succedeva quando sono nata, il 21 aprile 1989

by azione azione
3 Giugno 2026

Dalla caduta della «cortina di ferro» ai giovani di Piazza Tienanmen, passando per la macchina da scrivere di Montanelli e il Game Boy

Sono nata il 21 aprile 1989, ad Arbedo, e ho radici svizzere e brasiliane. Di professione sono psicologa. Ho sempre adorato la musica e le persone. Da piccola mi appassionavo ai discorsi dei grandi e trascorrevo ore nello studio di massaggi e chiropratica di mia nonna, dove vedevo uomini e donne in difficoltà trovare sollievo. Lì ho imparato ad ascoltare e ad amare gli altri. Ricordo anche che lasciavo piccoli regalini anonimi ai vicini, per farli sorridere. (Jacqueline)

Cara Jacqueline, sei nata in un anno in cui il mondo cambia direzione. A partire dalla primavera del 1989 i Paesi dell’Europa orientale iniziano a svincolarsi dai regimi comunisti: in Polonia si tengono le prime elezioni parzialmente libere, in Ungheria cade la «cortina di ferro» e poco dopo, in Cecoslovacchia, prende forma la Rivoluzione di velluto. Una serie di trasformazioni pacifiche ridisegna la mappa politica del Continente. Poi, il 9 novembre, crolla il Muro di Berlino: la fine della Guerra fredda, la fine di un’epoca.

Più libertà e democrazia

Intanto, dall’altra parte del mondo, i giovani di Piazza Tienanmen chiedono riforme e libertà (vedi foto del 22 maggio 1989). Ne parla «Azione» del 27 aprile 1989: «Da dieci giorni la Cina è scossa dalla più vasta ondata di proteste della sua storia postmaoista. Centinaia di migliaia di persone, per la maggior parte studenti, sono scese in piazza, reclamando più libertà e democrazia» e contestando un sistema basato su burocrazia, corruzione e repressione. Chi scrive sottolinea la relativa assenza – fino a quel momento – di derive violente, sia da parte dei «contestatori» sia da parte del «potere». Ma sappiamo come purtroppo va a finire. Quando l’esercito entra in piazza con i carri armati, il sangue scorre: un segnale brutale di quanto il regime sia disposto a spingersi pur di fermare il cambiamento.

Passiamo ai compleanni. Sull’edizione citata del settimanale si parla di due figure celebri nate proprio negli stessi giorni in cui nascevi tu, ma un secolo prima: Charlie Chaplin (16 aprile 1889) e Adolf Hitler (20 aprile 1889). Un articolo racconta che «quando nel 1939 entrambi compirono cinquant’anni, una rivista americana (“Spectator”) presentò una dissertazione sulla straordinaria vicinanza biografica dei due personaggi che in quei momenti avevano in mano mezzo mondo: Chaplin quello della finizione cinematografica, Hitler invece quello della politica e della demagogia». Nati dunque nello stesso periodo, una certa somiglianza fisica, l’uno destinato a diventare l’angelo del cinema muto, l’altro il demone della storia. L’articolo racconta di come Hitler avesse copiato i baffetti di Charlot e di come Chaplin avesse risposto con Il grande dittatore, trasformando la satira in una forma di resistenza morale.

La macchina da scrivere di Montanelli

Le pagine di «Azione» (ed. 20 aprile 1989) celebrano anche l’ottantesimo compleanno di Indro Montanelli, definito il giornalista «più famoso e capace» d’Italia. Il giornale lo ritrae ancora in redazione, fedele alla sua vecchia macchina da scrivere: lui non molla, mentre il mondo dell’informazione intorno cambia e perde «pezzi» importanti. Lo conferma l’edizione del 27 aprile, che titola: Fleet Street, un altro santuario smantellato. La storica via londinese delle grandi redazioni («The Times», «The Observer», «The Guardian», «Daily Mail» ecc.) è ormai svanita, con le testate «emigrate nella periferia industriale, dove hanno trovato spazi adeguati agli impianti imposti dalla tecnologia moderna».

A proposito di nuove tecnologie: proprio nel 1989, nei laboratori del CERN, Tim Berners-Lee scrive il progetto che avrebbe dato vita al World Wide Web. E, curiosità, il giorno del tuo compleanno viene commercializzato in Giappone l’iconico Game Boy: te lo ricordi? Ma torniamo al settimanale, edizione 20 aprile. Si parla anche di due tragedie: la strage allo stadio Hillsborough di Sheffield, in Inghilterra. A causa di una gestione caotica della folla da parte della polizia e di una struttura vetusta «trasformata in tritacarne», morirono un centinaio di persone. Non fu colpa degli hooligan: come scrisse «Azione», «stavolta è l’imbecillità umana a prevalere». E poi l’allarme AIDS, allora definita «nuova malattia infettiva»: «il peggio deve ancora venire?». Chiudiamo però con ciò che ami: la musica. Il nostro giornale si perde nella fantasia di Sonny Rollins: un invito diretto a Falling in Love with Jazz.

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