Lugano esoterica, tra storia e suggestione

by azione azione
3 Giugno 2026

Un curioso volume di Lucia e Filippo Rossi propone una visione molto alternativa della «Perla del Ceresio»

Con Lugano svelata (Liberamentis, 2026), Lucia e Filippo Rossi propongono un’opera fuori dagli schemi: una rilettura della città attraverso una lente esoterica, dove storia, simboli e tradizioni – anche orali – si intrecciano in un racconto denso e ambizioso. Il libro si muove tra guida urbana alternativa e saggio interpretativo, offrendo un itinerario sorprendente.

Sin dalle prime pagine emerge l’amore degli autori per la loro città. Lugano non è semplicemente uno scenario, ma un organismo vivo, stratificato, attraversato da energie e significati nascosti. Un filone che in Ticino è stato esplorato soprattutto da Claudio Andreetta che promuove studi di geobiologia non scientifica. Il lettore è accompagnato con passione attraverso luoghi noti che assumono una dimensione nuova. Il Parco Ciani, per esempio, non è più soltanto un elegante spazio verde, ma diventa – nella lettura proposta – un punto di incrocio di flussi energetici tra il Monte Brè e il San Salvatore, con alberi «deformati» interpretati come segnali visibili di nodi geomantici.

Notevole il lavoro di raccolta delle informazioni, da maneggiare però con prudenza. Gli autori attingono a una vasta gamma di materiali: fonti storiche, ipotesi di studiosi di esoterismo, testimonianze raccolte nella libreria luganese di cui i coniugi Rossi sono titolari o tramandate oralmente. Il risultato è una narrazione vivace, in cui trovano spazio episodi storici – come il ruolo di Lugano nel Risorgimento – e interpretazioni simboliche di edifici e spazi urbani. Proprio su questo punto si apre una prima riserva: l’apparato bibliografico è piuttosto limitato rispetto alla sitografia, suggerendo una ricerca meno ancorata alla solidità accademica e più esposta a contributi meno rigorosi, se non proprio fantasiosi. Quanto è fondato, per esempio, che l’arciconfraternita luganese di Santa Marta, originariamente preposta all’accompagnamento spirituale dei condannati a morte, fosse legata a non meglio precisati culti esoterici? Ed è credibile, come sostengono gli autori, che i Gesuiti fossero dediti al culto di Saturno?

Della Cattedrale di San Lorenzo si evidenzia la presenza ricorrente del simbolo della conchiglia, interpretata come richiamo al femminino sacro, e dell’ottagono nella struttura del rosone, segno – in chiave esoterica – del punto di equilibrio tra umano e divino. Analogamente, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la disposizione del tramezzo e le variazioni «energetiche» tra la navata e l’altare vengono lette come una sorta di percorso iniziatico, rafforzato dalla presenza nel celebre affresco del Luini di simboli interpretabili – secondo gli autori – in chiave cabalistica o mitraica. Le due chiese, osservano Lucia e Filippo Rossi, hanno l’abside orientata a Ovest e non ad Est, come vorrebbe la tradizione, e ne danno un’interpretazione esoterica. Ma il diverso orientamento si potrebbe più prosaicamente spiegare col fatto che questo «rovesciamento» consente ai due edifici sacri di avere l’entrata e la facciata dirimpetto al lago.

Villa Ciani è un concentrato di simbologie: le statue dei leoni sui pilastri all’ingresso richiamerebbero la dea Iside e le forme architettoniche risponderebbero a principi di geometria sacra. Anche il tempietto Washington sul lungolago spunta in un luogo descritto come contrappunto tra energie maschili e femminili, con il busto del presidente americano a incarnare ideali massonici. Questa la cifra del libro: una continua lettura «altra» degli spazi, in cui ogni dettaglio può diventare indizio di una trama nascosta.

Il problema è proprio questo: il passaggio a volte un po’ troppo disinvolto tra dato storico, interpretazione e suggestione. Figure come Mazzini, Garibaldi o Cattaneo vengono inserite in un quadro che li lega non solo alla storia politica ma anche a società segrete e movimenti esoterici, con affermazioni ardue da verificare. Episodi del Novecento – come gli incontri legati all’operazione Sunrise durante la Seconda guerra mondiale – vengono accostati a ipotesi più ampie che sfiorano, in alcuni passaggi, narrazioni complottiste. Il libro definisce poi l’«alta finanza» come braccio operativo dell’«alta loggia», da intendersi come un’élite composta «da altissimi gradi delle società iniziatiche». Il rischio è quello di mescolare livelli diversi: fatti comprovati, tradizioni locali, interpretazioni simboliche e ipotesi non dimostrate. Una miscela che affascina, ma che richiede al lettore vigilanza critica.

Al di là della plausibilità delle singole tesi, il libro restituisce uno sguardo diverso sulla «Perla del Ceresio». Via Nassa, le antiche tipografie o Piazza della Riforma, interpretata come crocevia di storie politiche e alchemiche, acquistano una profondità inattesa. Anche quando le interpretazioni appaiono forzate, resta il merito di avere riacceso la curiosità su una città spesso percepita in maniera superficiale. In definitiva, Lugano svelata è un’opera che va accolta per ciò che è: un percorso alla scoperta di una città invisibile, ma anche un viaggio interpretativo, in cui le conoscenze e le convinzioni degli autori – e dei lettori – giocano un ruolo decisivo.