Trovare il proprio posto nel mondo del lavoro

by azione azione
13 Maggio 2026

Alessandra D’Angelo e Claudio Paganetti ci raccontano una collaborazione preziosa

Nel mandato di Migros Ticino vi è anche la creazione di un rapporto stretto con il territorio. Ciò si riverbera in numerosi aspetti della società, come la creazione di posti di apprendistato. Migros Ticino, però, non collabora solamente con i formatori cantonali, ma anche con istituti impegnati nell’integrazione delle persone a diversi livelli. Una collaborazione preziosa e importante per entrambe le parti, come ci hanno confermato i nostri interlocutori Claudio Paganetti, responsabile del personale di Migros Ticino, e Alessandra D’Angelo, direttrice della Fondazione IPT, attiva nel reinserimento professionale.

Claudio Paganetti, responsabile del personale di Migros Ticino

«Io e il mio team, nel pieno spirito del fondatore, abbiamo ben chiaro il ruolo che Migros Ticino ricopre come datore di lavoro socialmente impegnato», ci spiega Claudio Paganetti. «Per questo motivo da anni collaboriamo attivamente con oltre venti associazioni, enti e fondazioni che aiutano le persone nelle fasi di scelta e orientamento professionale». Fra i progetti più significativi vi è il «Progetto LIFT», che, grazie alla collaborazione diretta con le scuole, offre a giovani delle medie una prima esperienza nel mondo del lavoro. «Attraverso inserimenti graduali e un accompagnamento costante, i giovani sviluppano abilità trasversali come lavoro di squadra, senso di responsabilità e gestione del tempo, in un contesto di apprendimento esperienziale».

Migros Ticino è attiva anche sul fronte della reintegrazione professionale, illustra ancora Paganetti. «Coordinandoci con assicurazioni ed enti pubblici, come l’Assicurazione Invalidità e l’Ufficio Regionale di Collocamento, offriamo a persone interessate a reinserirsi nel mondo del lavoro, talvolta cambiando il proprio percorso, opportunità di svolgere periodi di stage. In questi casi applichiamo un approccio di case management integrato: definiamo insieme un piano d’intervento con obiettivi chiari e indicatori di successo, così da monitorare in modo trasparente i progressi».

Un altro pilastro dell’impegno sociale sono gli stage di orientamento, realizzati in collaborazione con realtà come IPT (vedi intervista, ndr), SOS Ticino (Soccorso Operaio Svizzero) e altre organizzazioni attive nel sociale. «Si tratta di percorsi brevi e mirati, pensati per far conoscere il contesto Migros, di alcune mansioni chiave e dei profili professionali più richiesti. I partecipanti sono seguiti da tutor esperti che forniscono feedback puntuali e indicazioni utili per il futuro professionale. La storia umana che mi ha colpito maggiormente è quella di Alessandro, un giovane oggi seguito da ARES (Autismo Risorse e Sviluppo). Ale ha avuto l’opportunità di inserirsi nella nostra filiale di Bellinzona tramite periodi di stage coordinati con l’Istituto Scuole Speciali del Sopraceneri e grazie al suo impegno, il coinvolgimento del team della filiale e i risultati raggiunti, abbiamo potuto procedere a un’assunzione tramite ″contratto sociale″. Per noi e per lui è stato un vero traguardo, che rappresenta in modo concreto ciò che intendiamo quando parliamo di responsabilità sociale d’impresa».

Alessandra D’Angelo, direttrice IPT

Un impegno, quello di Migros Ticino, che si traduce in opportunità reali per persone diverse per età, percorso e bisogni, ma accomunate dalla stessa esigenza: trovare il proprio posto nel mondo del lavoro, con dignità e prospettive. Che è quanto persegue anche la Fondazione IPT, di cui abbiamo incontrato la direttrice Alessandra D’Angelo.

Alessandra D’Angelo, come nasce la vostra Fondazione e quali sono i suoi canali di attivazione?
La nostra Fondazione nasce nel 1972 da un’idea coraggiosa di un gruppo di imprenditori che ha scelto di mettere la responsabilità sociale al centro del proprio agire. Da oltre cinquant’anni operiamo come realtà privata di utilità pubblica e senza scopo di lucro, la nostra missione è accompagnare le persone in un momento spesso difficile della loro vita professionale, aiutandole a ritrovare un posto di lavoro. Quello che facciamo è la ricerca della giusta alchimia, tra una persona e un’azienda, tra un talento e un contesto che sappia valorizzarlo, tra chi cerca lavoro e chi ha bisogno di trovare la risorsa ideale.

Come vi siete sviluppati in questi anni, durante i quali si è visto un aumento della precarietà nell’ambito dell’occupazione?
Il mondo del lavoro è cambiato e noi abbiamo ampliato la nostra presenza sul territorio, le competenze e la diversificazione dei percorsi offerti, rispondendo ai diversi bisogni. Abbiamo osservato che la precarietà non ha un volto unico, può riguardare un giovane alla ricerca del primo impiego, un lavoratore cinquantenne colpito da un limite di salute o una persona che attraversa un momento complesso.

La Fondazione IPT collabora anche con Migros Ticino. In che modo?
La collaborazione con Migros Ticino è attiva dal 2006, si tratta di un esempio prezioso di quanto una grande azienda possa fare nel settore del reinserimento professionale. Migros Ticino ci offre contesti lavorativi reali dove le persone che accompagniamo possono svolgere stage, scoprire nuove competenze e riprendere fiducia in sé stesse in un ambiente strutturato e professionale.

Quali sono i vantaggi della collaborazione con un’azienda delle dimensioni di Migros Ticino?
Collaborare con una realtà come Migros Ticino, per noi fa la differenza su più livelli. La sua dimensione e la varietà dei reparti ci permettono di trovare una collocazione adeguata a profili molto diversi tra loro. Nel tempo abbiamo costruito una partnership solida, basata sulla fiducia reciproca che ci consente di progettare percorsi di inserimento più stabili e duraturi.

C’è poi un aspetto che mi sta molto a cuore, quando un’azienda del peso e della visibilità di Migros Ticino sceglie di impegnarsi concretamente nell’inclusione lavorativa, è un segnale forte per tutto il tessuto economico del territorio. Dimostra che un’azienda può essere profondamente umana ed efficace allo stesso tempo.

Fedra Barizzi, consulente in reinserimento (a destra) e Caterina, partecipante IPT. (Fondazione IPT – Igor Ponti)