Susanne Neumann racconta l’eredità dell’artista svizzero, dal Nouveau Réalisme al museo a cielo aperto
Protagonista della scena artistica internazionale nella seconda metà del Novecento, l’artista svizzero Daniel Spoerri scompare all’età di 94 anni, il 6 novembre 2024, lasciando un’importante eredità «materiale» collettiva, il museo a cielo aperto che porta il suo nome. A Seggiano, tra le colline della Toscana (in provincia di Grosseto), si erge un parco di sedici ettari in cui sono esposte 115 sculture. In una sorta di meditazione camminata, lungo un percorso che si snoda tra viali alberati, campi e piante di olivo, si passeggia godendo dell’estetica di questo paesaggio collinare che si apre a una magnifica vista sui borghi circostanti, arredato delle maestose e originali installazioni di incredibile bellezza firmate dai 55 artisti, appartenenti alla cerchia di amici di Spoerri. Incontriamo la presidente della Fondazione del Giardino, «Hic Terminus Haeret», Susanne Neumann, che è stata anche assistente dell’artista dal 2000 al 2015.
Dal riuso degli oggetti all’idea radicale che anche mangiare possa diventare arte, Spoerri trasformò il gesto quotidiano in opera
Susanne Neumann, come si inserisce l’artista nel panorama artistico?
Nel 1960, Spoerri firmò il manifesto di fondazione del Nuovo Realismo, che voleva contrapporsi all’arte astratta, insieme a un gruppo di artisti (Jean Tinguely, César, Yves Klein…). L’industrializzazione cominciava a generare il superfluo e loro intuirono che si sarebbe instaurata la logica dell’usa e getta. Cominciarono quindi, in modo rivoluzionario, a riutilizzare gli oggetti di uso quotidiano per farne arte. Sulla scia di Marcel Duchamp, il quale invertiva la dinamica stabilendo che sta all’artista decidere quale oggetto diventa opera d’arte, Daniel andò oltre, asserendo che anche il rito del mangiare è un atto artistico. Inventò il concetto della Eat Art e sviluppò l’idea del tableau piège, in cui «l’artista si ritira» e le persone che mangiano diventano artisti. È il caso che decide: un concetto molto importante e bello. Spoerri è diventato famoso inizialmente soprattutto all’interno della cerchia di artisti, per le idee e i concetti che ha sviluppato… tra questi anche il concetto del Multiple (per riprodurre opere d’arte per più persone con pochi soldi).

La Valle degli Unicorni di Daniel Spoerri (foto di Giannò)
Arte e cibo. Ricordo i panini farciti con spazzatura, chiodi e vetri rotti, a simulare lo spreco alimentare (mostra Grocery Store, Copenaghen, 1961) o le frittate di formiche nei menu…
Quando tornò dalla Grecia, decise di aprire un ristorante a Düsseldorf, divenuto ormai leggendario. Nella galleria annessa esposero anche Joseph Beuys, Dieter Roth o Robert Filliou e tutti gli artisti importanti di quel periodo. Spoerri aveva uno spirito attento, spiritoso, ironico e anche imprenditoriale e queste proposte erano delle idee per promuovere il ristorante… una volta morì un elefante nello zoo e mise nel menu delle bistecche della sua proboscide! Quasi nessuno ordinava questo genere di piatti, ma la gente era incuriosita e, per un attimo, all’idea di poterli mangiare provava un brivido. Gli avventori, dopo aver mangiato una bistecca classica di vitellone e non di elefante, potevano comprare la propria cena come quadro: un tableau piège, 70 x 70 cm, con sfondo blu, una sorta di foto tridimensionale di un momento particolare della loro vita, di quando si sono ritrovati a mangiare con degli amici: proprio su quel tavolo, in quello specifico momento, con quella atmosfera; magari hanno litigato e hanno fumato mille sigarette… e tutto questo entrava nell’opera, tutto veniva fermato nel tableau piège!
Come nacque l’idea del Giardino?
Nel 1989, Daniel decide di lasciare la cattedra di Monaco e di vivere e restaurare la Fattoria Il Giardino. Comincia a installare i bronzi che aveva appena iniziato a fondere e a sperimentare come la sua arte e le sue sculture interagiscano con la natura. Dal 1990 al 1997 installa le sue prime tredici opere e successivamente comincia ad accogliere quelle degli amici artisti – in primis di Eva Aeppli, Jean Tinguely e Pavel Schmidt. Prende così forma il parco artistico e nel 1997 viene inaugurata la Fondazione Hic Terminus Haeret – Il Giardino di Daniel Spoerri, per garantirne una continuità . Fino alla sua morte (2024), ogni primavera, il lunedì di Pasquetta, abbiamo festeggiato e inaugurato la nuova stagione con una o più sculture nuove. Gli artisti invitati a esporre facevano tutti strettamente parte della vita di Spoerri, erano suoi amici: per lui veniva prima l’amicizia, e poi l’arte.
Come continua il progetto?
Quest’ultimo anno abbiamo iniziato a dedicarci alla realizzazione dei progetti che Daniel aveva iniziato e il 6 aprile abbiamo come di consueto inaugurato la nuova stagione, annunciando alcuni cambiamenti strutturali. In primo luogo l’intenzione di accogliere, da ora in poi, solo oeuvres éphémères, non più opere fisse, salvo tutti i progetti che Daniel Spoerri aveva iniziato e non ancora concluso. In seconda istanza, stiamo proponendo un calendario (programma online) di attività ed eventi: una mostra, un corso di cucina, un trekking, un art talk, eccetera.
Può raccontarci qualche aneddoto di Spoerri?
Spoerri guardava sempre avanti, al futuro. Mai indietro, ma sempre a quello che si può fare, ai progetti, alle idee, a come realizzarle: era instancabile e per questo è riuscito a fare un’opera incredibile. Lui non collezionava solo oggetti, ma anche le persone, e diceva sempre: «sono un catalizzatore»… Infatti, attorno a sé aveva una varietà di amici estremamente diversi: artisti, ma non solo; persone dalle mille professioni che provenivano dal mondo intero e parlavano in tutte le lingue! Aveva il pregio di vedere le qualità delle persone e di sapergliele tirare fuori ancor prima che loro stessi ne fossero consapevoli.
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Biografia dell’artista
Daniel (Isaac Feinstein) Spoerri, nasce a Galati (Romania); nel 1942, dopo l’uccisione del padre e in seguito alle persecuzioni antisemite, la famiglia restante si rifugia in Svizzera, dove Daniel vive dallo zio. Tutta la famiglia prende il nome della madre svizzera Lydia Spoerri. Daniel si dedica inizialmente alla danza (primo ballerino allo Stadttheater di Berna e assistente di regia al Landestheater di Darmstadt), successivamente all’arte visiva. Si dedica poi anche alla scrittura e all’editoria. Artista poliedrico e istrionico, firma nel 1960 con Jean Tinguely, Yves Klein, Arman e altri il manifesto dei Nouveaux Réalistes. Dal 1978 al 1989 insegna in Austria e Germania. Conosciuto per la sua Eat Art, nel 1997 dà vita alla Fondazione Hic Terminus Haeret a Seggiano (Toscana). Muore a Vienna nel 2024.
