Viale dei ciliegi

by azione azione
25 Marzo 2026

Laura Orvieto, Storie della storia del mondo e Storie di bambini molto antichi, Mondadori (Da 8 anni)

I miti sono molto raccontati ai ragazzi, nella letteratura a loro dedicata e anche in altri media, basti pensare al successo delle trasposizioni filmiche da grandi saghe. Del resto, mythos significa proprio «racconto», ed è come se i miti fossero le forme narrative primordiali da cui ogni altra storia discende. Anche gli eroi dei grandi poemi omerici sono protagonisti di varie riscritture nell’editoria per l’infanzia, come quelle di Roberto Piumini, o di Mino Milani, o di Nicola Cinquetti, tanto per fare tre nomi. Ma prima, molto prima, di tutti loro, ci fu una donna, e fu lei la pioniera, in Italia, delle riscritture mitologiche ed epiche per ragazzi. Non solo: i suoi libri, a distanza di tanti anni, sono apprezzati anche dai ragazzi di oggi. Come se non fossero passati tutti questi anni. Per l’esattezza 115 anni da quel suo Storie della storia del mondo, che merita di essere annoverato tra i grandi classici. E sono passati 150 anni dalla nascita della sua autrice: Laura Orvieto, nata Cantoni, a Milano, e poi fiorentina d’adozione, al seguito del marito, il giornalista e poeta Angiolo Orvieto, fondatore del periodico culturale «Il Marzocco», sulle cui pagine Laura mosse i primi passi come giornalista, aprendosi alla cultura internazionale e animando il dibattito con altre collaboratrici di fama, quali Sibilla Aleramo o Amelia Pincherle Rosselli.

È del 1909 il suo primo libro per l’infanzia, Leo e Lia, a cui seguirono le celeberrime Storie della storia del mondo, del 1911, forse il suo capolavoro, in cui Laura mette in scena una mamma che racconta le grandi storie della mitologia antica ai suoi bambini, mentre loro partecipano attivamente alla narrazione, ponendo domande (come farebbero i bambini di oggi), esprimendo entusiasmo o perplessità, e proponendo addirittura esiti narrativi alternativi. Questa struttura testuale dialogica, dinamica, ben ritmata, rende il libro davvero «un classico che non ha ancora finito di dire quel che ha da dire», per usare la famosa definizione di Calvino. L’altro volume di Laura Orvieto che possiamo definire un classico in questo senso è Storie di bambini molto antichi, che ebbe una difficile storia editoriale: Arnoldo Mondadori lo pubblicò nel 1937 ma, essendo Laura ebrea, ne bloccò la diffusione al subentrare delle leggi razziali l’anno successivo, e solo dopo la guerra il libro poté essere letto e apprezzato come meritava, e come merita ancora. Questo anniversario, i centocinquant’anni dalla nascita dell’autrice, può essere una bella occasione di riscoperta.

Mireille Messier-Charlotte Parent, Il Berretto Magico, Il Castoro (Da 3 anni)

Una dinamica di fruizione tipica dell’umorismo nell’albo illustrato per la prima infanzia è quando la piccola lettrice o il piccolo lettore «ne sanno di più» dei protagonisti, e possono sorridere, incrementare l’attenzione, il godimento o la trepidazione quando i protagonisti non vedono, o non sanno, o non capiscono, quello che loro invece sanno, vedono, e capiscono benissimo. Per un bimbo alle prese con la fatica di capire il mondo, sentirsi più «capace» di un protagonista di una storia, è molto rassicurante e divertente. C’è anche questo aspetto nel bell’albo Il Berretto Magico, che le due autrici canadesi Messier e Parent ci raccontano suggestivamente con le parole e con le immagini.

I due bimbi protagonisti si inoltrano nel bosco a cercare gli gnomi, per chiedere loro di curare un piccolo riccio, a cui vogliono bene, che si è ammalato. Cercano di attirare qualche gnomo con piccole offerte di cibo, ma il cibo lo mangiano regolarmente gli animali del bosco, e degli gnomi nessuna traccia. Nessuna traccia? Sembra di sentire la voce dei piccoli lettori, in questa che è un perfetto esempio di lettura da condividere dialogicamente con gli adulti di riferimento: oh oh! Ma guarda un po’…cosa c’è qui? Cappellini minuscoli di gnomo sbucano quà e là tra i cespugli, come piccoli triangolini rossi sulle pagine, ma i due bimbi non li vedono. Ma sono qui! Sembra di sentire la voce dei piccoli lettori, e di vedere il loro ditino sulla pagina. La magia esiste, anche se non la vediamo, sembra dirci questa storia calda e confortante come un abbraccio, che pare una fiaba (con un Fratellino e una Sorellina, infatti, come protagonisti) e che ci condurrà al lieto fine della guarigione del piccolo riccio. Una guarigione dovuta al potere curativo della fantasia, ma anche all’amore e all’accudimento fiducioso.