Il Cronista che vada a rileggersi i titoli dei media globali successivi al Solstizio Estivo degli ultimi dieci anni si accorgerà che sembrano tutti un bollettino di guerra dell’Apocalisse. E il Vostro Altropologo preferito non si riferisce alle varie, molteplici apocalissi belliche che si stanno diffondendo – quelle sì – come deliberati incendi man-made urbi et orbi, ma a quelle ben più ineffabili, misteriose, infernali – e dunque tanto più mediaticamente succulenti – che si riferiscono al minaccioso Riscaldamento Globale.
Altro che i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse di Giovanni! Questi sono ormai più del Settimo Cavalleria del Generale Custer (prima) della battaglia di Little Big Horn. Cloni gli uni degli altri, inarrestabili, crudeli e fuori controllo in un immaginario collettivo ormai perso fra pre- e postgiudizio, rimedi but not in my back garden e un’impotenza crescente a cambiare una tendenza che vede invece improbabili uomini e donne della Provvidenza votati a furor di popolo a negare ciò che è vieppiù evidente.
In concreto: il tema dell’estate presente, almeno a Sud delle Alpi, che tiene sul filo del rasoio le masse balneari riversate sulle spiagge da quel Pifferaio Magico che è il Termometro con relativo seguito di Bollini Rossi Urbani, è quello delle Specie aliene. Nella fattispecie chi scrive si è trovato giocoforza e suo malgrado a dover ascoltare una serie di quasi dotte conferenze sull’Invasione delle Specie aliene dovuta al riscaldamento globale del Mare Mediterraneo.
La lista è lunga e cresce. Cominciò anni fa il Granchio Blu, che ha devastato gli allevamenti di molluschi dell’Alto Adriatico facendo fuori le Vongole Filippine. Anch’esse appartenenti a una specie aliena pioniera che, al contrario delle attuali, era stata benvenuta e corteggiata come negli anni anni 60 erano le bionde nordeuropee rispetto alle more indigene in Riviera romagnola. Tanto che le Vongole Veraci (perché poi veraci quando sono aliene?) costano tre volte tanto la variante Poverazza indigena.
Poi è arrivato il terribile Pesce Scorpione: ne hanno pescati finora pochissimi esemplari ma i social sono pieni di Influencer che spiegano cosa fare in caso di puntura (velenosa) del medesimo. Poi è stato avvistato uno Squalo Bianco e siamo diventati tutti esperti nel saper come fare in caso di attacco. Poi l’altro giorno è stata avvistata una Verdesca, innocuo squalo commestibile già sterminato (si dice che le cotolette siano ottime): era lunga circa un metro però siccome può raggiungere i quattro metri meglio chiamare la Guardia Costiera.
Un povero Pesce Luna sovrappeso (attorno ai due quintali) – un bradipo di pesce lentissimo dalla piccola bocca sdentata – l’altro giorno ha mobilitato la Guardia Costiera di mezze Puglie. Ancora: una Manta – detta per sua disgrazia Pesce Diavolo perché sembra abbia le corna, povera – ha seminato il panico in spiaggia avvicinandosi troppo. Aveva un’apertura alare di un metro, ma siccome può crescere fino ai cinque metri i media hanno disseminato dottrine su come difendersene in caso di…
Lo Squalo Balena, poi, è un’innocua bestia enorme ed obesa che nuota a bocca aperta perché si nutre di solo plancton: ha causato il fuggi fuggi fra i pescatori di sardine.
Dulcis in fundo: il panico si è diffuso pochi giorni fa sulla spiaggia di una ridente località balneare romagnola. I bagnanti fuggono e quasi travolgono un bambino. Causa: una tartaruga si affanna a salire in spiaggia. È ferita?! No, è malata! Bambini non toccatela che è velenosa. Tutti si attaccano ai telefonini. Arrivano bagnini, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Ambulanza, Servizi Veterinari con l’antidoto. La povera bestia intanto fa quel che è venuta a fare al Bagno 51: si scava una buca e depone 28 uova.