Nuove vulnerabilità

by azione azione
14 Ottobre 2026

Fra le molte iniziative collaterali (spesso extra muros) proposte dal Museo nazionale di Zurigo, gestito dal 2021 dalla brava ticinese Denise Tonella, ve ne è anche una che sta riscuotendo un certo successo. Drogenparcours offre agli interessati un tour revocativo di un’ora in quelli che furono gli infernali anni della «offene Drogenszene» (scena aperta della droga), ossia quel nefasto decennio tra la metà degli anni Ottanta e la metà dei Novanta durante il quale la città più grande del Paese, mecca delle finanze internazionali, si trasformò in un supermercato a cielo aperto per chiunque volesse acquistare e consumare sostanze (all’epoca soprattutto eroina e cocaina). I primi anni fu «occupato» il parco di Platzspitz, appena fuori dalla Stazione centrale, poi il lungofiume della Limmat, dove oggi si trovano i trendy bagni di Letten.

Della situazione di Zurigo si cominciò a parlare non solo in Svizzera ma in tutto il mondo, e agli spacciatori si affiancavano sempre più spesso giornalisti provenienti anche da lontano.

L’immobilismo politico regnò sovrano per diversi anni, nei primi tempi sostenuto dall’idea secondo cui, legate al consumo di droghe, vi fossero anche delle implicazioni morali. L’emergenza, sommata a un profondo cambiamento di mentalità e culturale (in una città tutto sommato borghese) però, permisero a Zurigo di uscire da un inferno dantesco che, oltre a rappresentare un’onta, diventava sempre più pericoloso (cominciava a diffondersi l’HIV, la cui contrazione all’epoca rappresentava una morte certa).

Si cominciarono a distribuire siringhe pulite, si crearono dei locali per il consumo, si discusse, si parlò, vi furono dibattiti e prese di posizione. Un atteggiamento pagante, se oggi si possono fare dei tour di ricognizione in quello che è tornato a essere un parco pubblico, e se ci si può tuffare nella Limmat direttamente dalle zattere di Letten.

Non che i problemi di consumo di stupefacenti siano spariti, anzi, ma nel frattempo sono cambiate le abitudini dei consumatori e le sostanze. La trasversalità sociale dell’uso di sostanze non è però comunque sufficiente a evitare, nemmeno oggi, la presenza di tossicodipendenti. Quindi, ancora, si cerca di farvi fronte con un sostegno sanitario immutato e la presa di coscienza di una realtà diventata ancora più volubile e dai contorni frastagliati, poiché cambia alla stessa velocità con cui cambia il mercato che la crea. Le sostanze in circolazione sono sempre di più, la chimica la fa spesso da padrona.

E da noi? Sono riapparse, dopo anni, anche in Ticino persone in preda di un forte disagio dovuto al consumo di sostanze. Tipologie di consumatori come non ne vedevamo da decenni: inquiete, sul chi vive, si muovono nelle stazioni e nelle nostre cittadine armate di sacchetti di plastica, lo sguardo perso. Sono in aumento, lo dimostrano anche i dati, ma si ritrovano in una realtà che non ne aveva previsto il ritorno, tant’è vero che, nel dibattito pubblico, si fatica a parlarne con l’oggettività e il distacco necessari.

Sulla scorta di un’esperienza che ha segnato profondamente, e la cui cicatrice è ancora viva in molti (ad esempio nella pragmatica infermiera che accompagna la visita guidata, venticinquenne all’epoca in cui prestò servizio al Platzspitz), diversi Cantoni e Nazioni ancora oggi si rivolgono a Zurigo, chiedendo sostegno e consiglio per le proprie urgenze nell’ambito del consumo di stupefacenti.

È il giusto tentativo di prendere in mano una situazione, intervenendo prima che vada fuori controllo, per garantire la sicurezza generale e quella sanitaria (non solo di consumatrici e consumatori, ma anche della cittadinanza) e da ultimo, ma non per importanza, per aprire finalmente a un dibattito pubblico schietto e sincero, capace di crescere al di là del pregiudizio che spesso finisce per affossare le iniziative, come è giusto che sia per ogni società moderna e capace di riconoscere i propri membri più vulnerabili come cittadine e cittadini a pieno diritto.

E come speriamo possa avvenire, prima o poi, anche nel nostro Cantone.