Una filiera compatta e proiettata al futuro

by azione azione
7 Ottobre 2026

Avanzano i lavori per la costituzione dell’Interprofessione per affrontare insieme le sfide

Come annunciato nel recente comunicato stampa del Centro di Competenze Agroalimentari Ticino, i lavori per la costituzione dell’Interprofessione lattiero-casearia ticinese vanno avanti. Obiettivo ultimo è il raggruppamento dei principali attori della filiera, così da potere affrontare in modo coordinato le sfide del settore e valorizzare maggiormente il latte e i prodotti lattiero-caseari ticinesi. A questo proposito, produttori, trasformatori e grande distribuzione sono impegnati nei lavori con il coinvolgimento della ristorazione, il supporto del Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT) e della Sezione dell’agricoltura; ciò permetterà di rafforzare la collaborazione lungo tutta la catena del valore e disporre di dati e informazioni in maniera trasparente.

Mattia Keller: «L’Interprofessione permetterà di dare un’immagine più forte ai prodotti del territorio»

Come spiega Sem Genini, presidente del CCAT e segretario agricolo dell’UTC, «Per aiutare produttori, trasformatori e commercio a trovare soluzioni percorribili e praticabili a fronte delle difficoltà di vendita dei prodotti lattiero-caseari e degli alti costi di trasporto attuali per il nostro Cantone, il CCAT, con il supporto della Sezione dell’agricoltura, sta sostenendo l’Unione contadini ticinesi (UCT), la Federazione ticinese produttori di latte (FTPL) e la Società Ticinese di Economia Alpestre (STEA) in un percorso di dialogo, condivisione e collaborazione trasversale tra tutti gli attori del settore agroalimentare».

Questa visione è sostenuta anche da Daniele Fumagalli, Capo della Sezione dell’agricoltura quando afferma che, «la volontà è di aiutare il settore a una più efficace collaborazione per affrontare le sfide in maniera coordinata lungo tutta la filiera». La necessità di una visione condivisa come base solida per affrontare le sfide comuni è sottolineata dal Presidente della FTPL, Valerio Morosi quando afferma che «l’obiettivo [è] di rafforzare la competitività del settore, valorizzando il latte ticinese e promuovendo la sua trasformazione in prodotti lattiero-caseari che possano trovare maggiore sbocco sia all’interno del Cantone che oltre i suoi confini».

Poiché la ristorazione – in particolare Ticino a Tavola, iniziativa che promuove i ristoranti che utilizzano prodotti ticinesi – è considerata un partner strategico nella vendita e fidelizzazione dei consumatori ai prodotti del territorio, attraverso l’Interprofessione si mira a sfruttarne ancora meglio le opportunità, spiega il direttore di GastroTicino Gabriele Beltrami.

Anche il direttore di Migros Ticino Mattia Keller si è espresso a favore del progetto ed è attivo in prima persona per sostenere i lavori: «L’Interprofessione rappresenta il veicolo che permetterà di dare un’immagine più forte e profilata ai prodotti del nostro territorio, di orientarli meglio ai bisogni dei nostri clienti e di coordinare produttori, trasformatori e la Grande distribuzione organizzata (GDO). Quanto di buono già c’è nei nostri prodotti dovrà uscire maggiormente e trasmettere un messaggio di forte valore, che possa trovare il suo posto nel cuore dei clienti, anche oltre Gottardo».

Aggiornamento dello studio strategico

Parallelamente alla costituzione dell’Interprofessione, FTPL, UCT, STEA, con il coordinamento del CCAT e il supporto della Sezione dell’agricoltura, hanno commissionato l’aggiornamento dello studio strategico dedicato al futuro della filiera lattiero-casearia ticinese. Esso è svolto dall’Associazione svizzera per lo sviluppo dell’agricoltura e dello spazio rurale (Agridea) e dall’Alta scuola di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (Hochschule für Agrar–, Forst – und Lebensmittelwissenschaften HAFL) di Zollikofen. Atteso per il 2027, ha spiegato Sibilla Quadri, Direttrice del CCAT, «permetterà di individuare e sviluppare le necessarie misure per rafforzare il posizionamento dei prodotti sia in Ticino sia oltre i confini cantonali».

Obiettivo dello studio è di individuare scenari concreti e sostenibili per rispondere alle sfide che il settore sta vivendo, valorizzando maggiormente il latte e i prodotti lattiero-caseari ticinesi attraverso nuovi modelli di sviluppo, una migliore organizzazione e collaborazione della filiera, e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Oltre a rafforzare la filiera lattiero-casearia ticinese attraverso una maggiore collaborazione tra i vari attori, conclude infine il Presidente della STEA Alex Farinelli, «La nascita dell’Interprofessione e il proseguimento dello studio rappresentano due tasselli complementari […]» per «uno sviluppo duraturo orientato al mercato ma anche innovativo e sostenibile».