Mercurino Gattinara, classe 1934, non avendo discendenti diretti, decide di nominare suo erede il Museo d’Arte Moderna. Depositato il testamento, prende l’abitudine di recarsi al Museo, con l’aria di un padroncino che si aggira per la sua fabbrica. In particolare fulmina con lo sguardo quei guardiani intenti a fare scrolling sul cellulare invece di vigilare. L’occhio di Mercurino si ingentilisce solo quando legge le targhette che, alla base di alcune opere d’arte, portano la scritta «Dono della famiglia Rossotto» oppure «Lascito del cavaliere del lavoro Giangiacomo Piscina». Un giorno, si spera lontano, sotto un quadro o una scultura ci sarà la targhetta con il suo riverito nome. Peccato, lui non potrà godersela. Sarebbe bello almeno sapere cosa hanno intenzione di comprare con il suo lascito. Così un bel giorno Mercurino Gattinara chiede un colloquio alla direttrice del Museo.
Quando la signora apprende la bella notizia, in un eccesso di folle generosità, arriva a offrirgli un caffè dalla macchinetta. «È una splendida idea la sua», cinguetta la direttrice, «con il suo lascito potremo permetterci di rifare gli impianti igienici del museo, che sono in uno stato pietoso, li ha visti?». A Mercurino va di traverso il caffè: «Vuol dire i cessi?». «Sì, certo, è la spesa più urgente, se viene un’ispezione dell’ufficio d’igiene mi fanno chiudere il museo».
Mercurino immagina i visitatori in sosta al pisciatoio che, mentre danno un’ultima scrollata al loro grissino bagnato, leggono la targhetta: «Dono di Mercurino Gattinara». Deglutendo a fatica, prova a obbiettare: «Non sarebbe meglio con il mio lascito comprare un quadro?». La direttrice lancia un urlo: «Dio ce ne scampi! Non ne possiamo più di opere d’arte! Ne abbiamo i depositi pieni. No, no, dia retta a me, sono molto più utili gli impianti igienici». Mercurino esce deciso a dirottare il suo lascito all’Associazione Amici del Museo. Il suo presidente, il conte Giuseppe Ignazio Stanislao Radicati di Brozolo, lo riceve in un salottino del Circolo del Whist. Mercurino lo informa e il conte ha la bontà di compiacersene. Domanda Mercurino: «Mi risulta che l’associazione destina i contributi all’acquisto di opere d’arte». «È esatto». «E non vi occupate di impianti igienici». «Assolutamente no». «Potrei sapere quale opera avete intenzione di acquistare con la mia eredità?». «Lei conosce l’artista polacco Adam Steynschawer? Noi vorremmo acquistare un lavoro del suo ultimo periodo. Abbiamo opzionato l’opera intitolata Buco Nero numero 13. attualmente è in mostra alla galleria dello Scarabeo d’Oro; lei l’avrà certamente vista. Non è magnifica?». Mercurino è costretto ad ammettere che sì, si tratta di un’opera magnifica. Poi, però, appena uscito, si precipita alla galleria.
I Buchi Neri del geniale artista polacco sono generati da vecchi e arrugginiti caschi da parrucchiera, con motore che gira a rovescio, per aspirare l’aria. I visitatori prendono una manciata di fogliolini, con il nome di un artista del passato, per poi porgerli all’imboccatura di uno dei due caschi, in modo da farli sparire nel buco nero. Mercurino Gattinara si fa coraggio e domanda al gallerista la quotazione delle opere esposte. «Dipende», risponde il gallerista squadrandolo dubbioso: «Lei a quale lavoro sarebbe interessato?». Mercurino risponde con sicurezza: «Il Buco Nero numero 13». «Mi dispiace ma per quello abbiamo già un’opzione dell’Associazione Amici del Museo». E aggiunge, con aria sfottente: «Lei li conosce, vero?». «Come no, li ho nominati miei eredi. Il presidente mi ha confermato che, in previsione del mio lascito, perfezioneranno l’acquisto di quest’opera». Il tono del gallerista da altezzoso si fa untuoso e servile: «Ma che bella notizia! Dobbiamo festeggiare!». «Grazie, sarà per un’altra volta».
Mercurino Gattinara esce dalla galleria e vaga per tutta la notte, disperato: i risparmi di tutta una vita serviranno a comprare un paio di vecchi caschi arrugginiti! Quando sta rientrando a casa, ricorda una frase del notaio. Le sue disposizioni testamentarie saranno considerate valide solo se nessuno si farà avanti a reclamare la legittima che spetta al coniuge e ai figli. Su una panchina siede una giovane senegalese in attesa di clienti: l’accordo è presto raggiunto. Non appena apriranno gli uffici dell’anagrafe faranno le pubblicazioni. La ragazza diventerà cittadina italiana. E, quando sarà il momento, sarà l’erede universale di Mercurino Gattinara.