Nella Penisola del gossip

by Claudia
7 Luglio 2025

Pensate che la stilista Elisabetta Franchi assunse sette investigatori per pedinare il suo allora marito Alan Scarpellini. Pensate che Ciro Grillo, figlio di Beppe, in dicembre avrà una figlia. Pensate che Michelangelo Antonioni detestava il pesce, perché tra le sue amanti c’era la moglie del pescivendolo di Ferrara. Pensate che l’attore Kabir Bedi (quello di Sandokan) si è sposato quattro volte e che all’ultima sua moglie si è dichiarato in Piazza di Spagna. Pensate che una volta l’attore Fabio Testi ha affittato un 737 per raggiungere Ursula Andress. Pensate che Michele Emiliano, sessantacinquenne ex presidente della regione Puglia, ha una compagna di quarant’anni. Lo sapevate che Ellen Kessler, una delle gemelle, ha ricevuto una sola proposta di matrimonio, da Umberto Orsini? E lo sapevate che Marcello Mastroianni disse una volta: «’sto stronzo di Orsini ha preso una bella ragazza»?

Tutte notizie che abbiamo raccolto sui giornali nazionali italiani nell’ultima settimana, collocate in lunghissime interviste sugli amori e i disamori a personaggi vari, di alto, di medio e di basso profilo. Un nuovo format. Non giornali di gossip, ma quotidiani nazionali di antica tradizione e di indiscusso prestigio. Per esempio, pensate che Dino Giarrusso all’Isola dei Famosi («famosi» si fa per dire) ha ammesso di aver avuto «centinaia e centinaia» di relazioni nell’arco di un decennio. Si è fermato a cinquecento giusto prima di sposarsi. Pensate che Danilo Bertazzi avrebbe voluto avere una famiglia molto numerosa. Pensate che Ellen Hidding, la storica conduttrice di Melaverde, ha un marito ristoratore di origini campane che ha conosciuto vent’anni fa.

Ma se a pochi può interessare la vita sentimentale di Antonioni, delle gemelle Kessler, di Fabio Testi, figurarsi che strabiliante curiosità possono riscuotere gli amori di Elisabetta Franchi e di Alan Scarpellini, le imprese erotiche di Dino Giarrusso, le aspirazioni familiari di Danilo Bertazzi, le relazioni della storica conduttrice di Melaverde. A proposito dei quali, la prima domanda che viene naturale è: ma chi sono? Eppure, pagine e pagine sui figli, i nonni, le zie, i tatuaggi nascosti in luoghi indicibili, le amanti e gli amanti di illustri sconosciuti da reality show.

Se volete una fotografia della mediocrità del tempo che stiamo vivendo (voto cumulativo 1), sfogliate i giornali. Anche il pettegolezzo non è più quello di una volta. Per quanto fosse discutibile e a volte ridicolo, anni fa i paparazzi inseguivano su motorette, vespe e monopattini principi e principesse, star hollywoodiane e assi dello sport. Coppi e la Dama Bianca, Rita Hayworth e Orson Welles, la principessa Diana Spencer, Carolina e Stéphanie di Monaco… I paparazzi lavoravano in genere per settimanali come «Stop», «Cronaca Vera», «Novella 2000» e semmai «Oggi». Oggi fa notizia, nei quotidiani nazionali, il bodyguard che confessa di aver cominciato a essere un tombeur de femme a dodici anni, e che il suo bilancio erotico è tutto dalla parte delle straniere («tranne dieci italiane»). Notiziona da strapparsi i capelli (1). O meglio, da buttare il giornale nel bidone della carta e stare alla larga per sempre dalle edicole (6 alla resistenza delle povere edicole). C’è dunque chi ritiene di guadagnare lettori grazie al bilancio erotico del bodyguard di turno, grazie alla confessione pruriginosa della showgirl o ai pedinamenti della stilista tradita. Oscar Wilde giustificò il successo del gossip con una delle sue frasi memorabili: «I fatti miei mi annoiano sempre a morte, preferisco quelli degli altri».

E va bene, ma che fare quando i fatti degli altri sono più insignificanti persino dei fatti tuoi? Mai demordere. Non tutto è da cestinare. Vi ricordate le vacanze intelligenti? Ecco, c’è anche un pettegolezzo creativo. C’è chi è riuscito a trasformare il rumore di fondo del gossip in opera d’arte. Vedi alla voce Recherche. Secondo Walter Benjamin, Marcel Proust «si propone di edificare l’intera struttura dell’alta società come fisiologia del pettegolezzo». E Umberto Saba diceva che Proust intrattiene il lettore con un «lungo incantevole pettegolezzo», un «pettegolezzo diventato grande poesia». Tra gli amanti del chiacchiericcio banale c’è anche Alberto Savinio, che vedeva nella «frivolità» e nel «pettegolismo» di Rossini la grandezza della sua musica. Ecco, buttare il giornale e leggere Proust ascoltando Rossini? Buona idea (5+).