Il messaggio pubblicitario regge bene e lascia credere che qualcosa di vero possa essere intervenuto a forzare i tracciatori di piste nel sostituire i rametti di pino con i diffusori di colori. L’ironia spalmata sui filmati rende perfetto lo spot pubblicitario e fa dimenticare che l’idea di sfruttare quanto accaduto sulle piste di sci fosse scontata: Swisscom è uno dei partner principali dello sci agonistico elvetico, quindi i contenuti dello spot pubblicitario li ha reperiti quasi in casa, «a km zero» come oggi si usa dire. Strano invece che a colpire i telespettatori svizzero-tedeschi non siano tanto i personaggi famosi legati all’agonismo sportivo coinvolti nello spot, ma il tracciatore di piste: perché parla un indigesto dialetto dell’Alto Vallese (un argomento che scompare con le traduzioni dei testi).
Leggenda digitale, insomma. Ma nemmeno poi tanto, visto che la trovata pubblicitaria di Swisscom si aggiunge ad altre leggende che i due colori blu e rosso continuano ad alimentare in tutta la Svizzera a livelli assai più alti di quelli dello sport. Questi tributi, come si insegnava un tempo nelle lezioni di storia, risalgono a un certo Napoleone Bonaparte e più precisamente ai nostri avi che due secoli fa ritenevano giusto e appropriato onorare la Francia e il suo imperatore, per un lascito di cui ancora oggi anche le nostre costituzioni conservano importanti orientamenti e passaggi. Non potendo «copiare» il tricolore francese (nello spot Swisscom lo si fa, evocando anche il bianco della neve) ci si limitava ai colori dominanti del vessillo della capitale francese. Per questo l’origine dei colori di alcune bandiere, anche quella del nostro Cantone, è facilmente collegabile con quell’omaggio; e qualche città (come Soletta) si spingeva oltre, addirittura orientando le sue statue in modo che i volti fossero rivolti verso nord-ovest. L’abbinamento del rosso con il blu lo si ritrova poi anche in altri ambiti, ad esempio tra i club sportivi. E a pensarci bene anche alla Rsi, se non proprio un amore, perdura perlomeno una predilezione per rosso e blu (facile riandare alla scenografia di InfoNotte come esempio), forse in omaggio alla regola non scritta che suggerisce colori forti per l’informazione e il contrario, colori neutri o sbiaditi (stavo per scrivere vegani…) per l’intrattenimento. Ultima confessione: seguendo in tv un marcatissimo slalom in notturna mi è sorto il sospetto che (marketing dettando) fra qualche anno potremo avere piste tutte blu da cima a fondo, con in bianco solo il tracciato per gli atleti.