Una delle questioni che gli economisti discutono dalla fine del secolo scorso è perché la produttività delle economie europee, intesa come valore aggiunto per posto o ora di lavoro, ristagna. Mentre nei primi decenni che hanno seguito la Seconda guerra mondiale la produttività di queste economie, Svizzera compresa, cresceva a tassi superiori al 2% annuale, oggi, salvo eccezioni come il 2021, anno di ripresa dopo la pandemia, la produttività non cresce più che a tassi inferiori all’1%, quando non diminuisce. I fattori che possono influenzare l’evoluzione della produttività nel lungo termine sono numerosi e il loro influsso varia da un’economia all’altra. A noi interessa oggi considerarne uno che, nel corso degli ultimi anni, è stato oggetto di più ricerche empiriche anche in Europa. Si tratta dell’invecchiamento della popolazione e quindi anche della popolazione attiva, ossia della parte della popolazione in grado di lavorare.
In tutti i Paesi d’Europa si constata, da almeno 50 anni, un calo progressivo dei tassi di natalità e una stabilizzazione di quelli di mortalità. La popolazione dunque invecchia. Se la popolazione invecchia salirà anche l’età media della popolazione che lavora. Stando all’Ufficio federale di statistica, in Svizzera la quota delle persone occupate con più di 50 anni è oggi superiore a un terzo del totale. Nel 1991 questa quota rappresentava invece solo un quarto del totale dell’occupazione. Osserviamo che la velocità con la quale la popolazione che lavora invecchia viene frenata, nel caso elvetico, dalla continua immigrazione di una popolazione relativamente giovane (lavoratori stranieri). Nonostante l’immigrazione, però, il grado di invecchiamento della popolazione che lavora continua ad aumentare. Ma perché un effettivo di lavoratori e lavoratrici più anziano dovrebbe avere una produttività minore di un effettivo più giovane? Le ricerche propongono due tipi di risposta. Dapprima esse mettono in evidenza che, grazie all’accumularsi dell’esperienza al posto di lavoro, il contributo del lavoratore o della lavoratrice alla produttività tenderebbe a crescere – non a diminuire – con l’età. Un effettivo di manodopera anziano potrebbe quindi essere più produttivo di uno in giovane età.
Tuttavia, sottolineano i ricercatori, il tasso di aumento della produttività per lavoratore diminuisce con l’avanzare dell’età. E questo perché una quota crescente di lavoratori e lavoratrici sceglie la pensione anticipata. In una popolazione di lavoratori e lavoratrici che invecchia l’effetto complessivo sull’evoluzione della produttività sarà quindi negativo, o positivo, a seconda della portata del fenomeno del pensionamento anticipato. In secondo luogo, i ricercatori rilevano che l’evoluzione della produttività può essere influenzata anche dalla capacità di innovare. Da questo punto di vista è innegabile che la capacità innovativa di un effettivo di manodopera giovane sia superiore. Diverse ricerche hanno dimostrato che, con l’età, la capacità di produrre nuove idee dapprima tende a crescere, poi diminuisce abbastanza rapidamente. Questi studi confermano dunque l’opinione corrente stando alla quale le innovazioni sono generate da persone con meno di 40 anni. E siccome tra innovazione e produttività la correlazione è positiva, ecco dunque che un’economia con una popolazione attiva giovane conoscerà tassi di crescita della produttività più elevati di quelli che possono essere realizzati in un’economia con maestranze più anziane. Non solo. Sempre in materia di innovazione, un effetto negativo è costituito dal fatto che i lavoratori e le lavoratrici più anziani hanno maggiori difficoltà ad adottare le innovazioni, in particolare quelle del progresso tecnico. Osserviamo infine che l’impatto dell’invecchiamento sulla produttività non varia solo nel corso del tempo, ma varia anche nello spazio, per esempio da una regione all’altra. Anche nel caso dei Cantoni svizzeri si può accertare che esiste un rapporto negativo tra invecchiamento della popolazione e produttività per posto di lavoro. La correlazione negativa è comunque tenue. Questo perché accanto a Cantoni giovani e con produttività elevata, come i Cantoni urbani (escluso il Canton Berna), vi sono anche Cantoni che hanno una produttività elevata malgrado una popolazione anziana. Una di queste eccezioni è rappresentata dal Ticino che, pur essendo il Cantone più invecchiato, gode di un livello di produttività elevato grazie anche, pensiamo, al contributo in esperienza e in capacità innovativa dei frontalieri!