Zerocalcare, dalla parte di Maja T.

by azione azione
24 Giugno 2026

Podcast: con «Nel nido dei serpenti» il pluripremiato fumettista ripercorre la vicenda della giovane attivista tedesca

Fumettista pluripremiato, popolarissimo e fra i più amati in Italia, Zerocalcare, all’anagrafe Michele Rech, è autore di celebri libri, serie animate e storie in cui autobiografismo e reportage si intrecciano. È del dicembre del 2025 Nel nido dei serpenti (Bao Publishing), volume in cui, oltre ad aver riunito le tavole dedicate alla vicenda giudiziaria che ha visto alla sbarra Ilaria Salis per gli scontri avvenuti nel «Giorno dell’onore» di Budapest del 2023 (manifestazione non ufficiale che, nel celebrare l’opposizione delle forze filonaziste all’Armata Rossa fra ’44 e il ’45, convoglia nella capitale militanti di estrema destra da tutta Europa), ha dato ampio spazio al caso di Maja T., attivista tedesca condannata a 8 anni di carcere da parte del Governo ungherese per quegli stessi fatti. Per chi non lo ricordasse, con altri è stata accusata, senza prove certe, di aggressione ai danni di alcuni neonazisti.

Al contempo, proprio su Maja T. e sulla base di quanto realizzato, Zerocalcare ha pubblicato un omonimo podcast per «Internazionale», settimanale che regolarmente accoglie i suoi reportage e col quale collabora da molto. Strutturato sull’arco di cinque episodi – più un sesto episodio extra, realizzato in seguito alla conclusione del processo di primo grado – alla stregua del fumetto, il podcast di Nel nido dei serpenti non si concentra sul profilo del singolo, mettendone a fuoco gli aspetti biografici o strettamente personali (anche perché non è questo quanto è emerso dalle ricerche che stanno alla base del lavoro). Per raccontare la vicenda Zerocalcare intreccia invece una serie di incontri avuti sul campo, quando si è recato a Jena, città della Turingia di cui Maja T. è originaria, dai quali attinge per restituire il contesto storico e sociale che ha preparato il terreno alle gravi problematiche politiche che il caso solleva.

Ne emerge il quadro di una Germania insospettabilmente permeata da organizzazioni neonaziste, che dai primi del 2000, avvalendosi di appoggi, protezioni e vaste reti di supporto, hanno lasciato un reticolo di scie di sangue lungo il loro percorso. L’attivismo antifascista di Maja T. ha le sue radici proprio in queste storie, che riportano gli esiti del crescente odio razziale di cui la sua generazione è stata testimone sin dall’infanzia. Parallelamente, Zerocalcare racconta anche della propria giovinezza a Roma e di quando, sempre nella fase iniziale del nuovo millennio, i ripetuti attacchi di neofascisti e naziskin fuori dai centri sociali, dai locali e in prossimità dei luoghi di ritrovo «delle zecche» (epiteto romanesco col quale ci si riferisce ai giovani di sinistra) erano una consuetudine alla quale si era abituati.

La forza del podcast di Zerocalcare risiede sia nella scelta di indagare con perizia la preoccupante questione dell’attuale perdita dei valori democratici sui quali, dalla fine della Seconda guerra mondiale, il nostro vivere civile, ufficialmente, risultava essere fondato, sia nel modo con cui le sue riflessioni, le piccole storie e il resoconto dei fatti di cronaca sono raccontati. Il linguaggio di Zerocalcare, naturalmente, qui è il medesimo su cui sono imperniati i suoi fumetti e le sue animazioni. La sua parlata in gergo, fatta di frasi smozzicate, risposte pronte e trovate assolutamente esilaranti trascina l’ascoltatore di episodio in episodio, mentre le musiche di Giancane e l’accurata sonorizzazione di Jonathan Zenti ne accompagnano le soluzioni narrative.

Oggi che Donald Trump, la notizia è di alcuni mesi fa, ha firmato un ordine esecutivo col quale definisce Antifa – termine con cui negli Stati Uniti, ma non solo, si fa generale riferimento ai movimenti di sinistra che nel corso di manifestazioni ricorrerebbero all’uso della forza – «un’organizzazione di terrorismo interno» (e qui si sottolinea ancora, come ben espresso dal podcast, che alla voce Antifa non corrisponde struttura alcuna e che decisioni tali sono paragonabili alla messa fuori legge di categorie quali i «figli dei fiori»), Nel nido dei serpenti si propone come un pubblico ragionamento sulle pericolosissime conseguenze che azioni del genere hanno e avranno sul vivere civile della società tutta.