Tra i molti strumenti disponibili sui nostri smartphone, ce ne sono alcuni che possiamo utilizzare per monitorare il nostro comportamento digitale. Si tratta di veri e propri «misuratori» delle nostre attività, per certi versi anche specchi della nostra dipendenza dalla tecnologia. Vale la pena di conoscerli e anche di usarli sistematicamente, così come saliamo sulla bilancia per verificare il nostro peso o teniamo sotto controllo i nostri valori nella pressione arteriosa.
I programmi variano, naturalmente, a seconda del tipo di apparecchio in nostro possesso. Chi possiede uno smartphone pilotato dal sistema operativo Android troverà la pagina di controllo cliccando l’iconetta «Impostazioni» e poi cercando «Benessere digitale e Controllo genitori». In prima battuta verrà visualizzato un grafico circolare che mostra al centro la cifra totale del tempo d’uso, poi, in porzioni d’arco della circonferenza dal diverso colore, la percentuali di utilizzo delle principali App. Scorrendo la pagina sarà possibile trovare varie altre opzioni di controllo, attivabili singolarmente. La più interessante è certo quella relativa alle «Notifiche del tempo di utilizzo», che ci permette di visualizzare i dati di uso giornaliero per ogni singola App. Una volta attivato il servizio, saranno visibili nel dettaglio le operazioni compiute, i siti visitati, tutte le App con cui si è interagito. Per ognuna, è possibile inoltre attivare il pulsante «Usa promemoria», un’interessante indicatore che ci invia dei messaggi di attenzione quando l’App è stata utilizzata da molto (forse troppo) tempo.
Cliccando sul cerchio principale, si aprirà un grafico a colonne con il rendiconto dell’attività nella settimana in corso. Cliccando sulla colonnina di ognuna delle giornate se ne avrà un esame particolareggiato. A voi di giudicare il modo in cui trascorrete la vostra vita digitale: di certo scommetteremmo che rimarrete sorpresi (come chi scrive) dalle durate cumulative. Da notare comunque che in quella sezione è possibile impostare un tempo limite d’uso per ognuna delle App presenti sul dispositivo. La funzione ha qualcosa di ridicolo (è sempre possibile disattivarla, quindi il suo carattere di limitazione è più che altro simbolico…) ma ci mostra come i programmatori siano coscienti di quanto questi oggetti siano in grado di legarci a loro più del necessario.
Chi fa capo al mondo iPhone, invece, si sarà accorto da tempo di come Apple invii ogni lunedì un resoconto globale del proprio «Tempo di utilizzo» settimanale. L’iconetta per consultarlo direttamente si trova in «Impostazioni». Qui la visualizzazione si apre direttamente sulla statistica settimanale, ma poi subito sotto si trovano alcuni comandi che possono servire alla limitazione dell’accesso alle App. C’è persino un interruttore per attivare il controllo della distanza degli occhi dallo schermo e preservare eventuali danni alla vista: funziona bene, ma è un po’ fastidioso, perché alla fine siamo troppo spesso col naso nel display e troppo spesso il segnale di allarme interrompe l’attività. In «Tempo di utilizzo» per trovare le informazioni sull’uso delle varie App occorre cliccare su «Visualizza attività su app e siti web». Il dato più scioccante che ci viene immediatamente messo davanti agli occhi è quello della media giornaliera d’uso. Chi vi scrive viaggia attorno alle 4 ore… un dato spaventoso, mitigato poi però dall’analisi di dettaglio. Si tratta di ore trascorse in gran parte su App di «Produttività e finanza» e «Informazione e lettura». Scorrendo la lista si comprende del resto che gli utenti Mac trovano in questa sezione anche dati raccolti nell’uso del proprio tablet e del proprio computer. Nel mondo Apple, infatti, tutte queste periferiche sono generalmente collegate in un unico ecosistema digitale.
In conclusione: fa piacere constatare che i produttori di smartphone siano interessati a tutelare la nostra salute digitale. D’altro canto questi servizi si fondano su una raccolta dati capillare dei nostri comportamenti, sicuramente utilizzata, in seconda battuta, a fini commerciali. Il gioco in cui siamo nello stesso momento utenti attivi e passivi oggetti di interesse è davvero molto complesso. Importante esserne consapevoli.