L’alimentazione che aiuta chi soffre di ADHD

by azione azione
15 Aprile 2026

Gentile signora Laura,
ho un figlio di 10 anni con ADHD. Ho letto tante cose online su zucchero, coloranti e integratori ecc. ma faccio fatica a capire cosa sia veramente utile. L’alimentazione può aiutare davvero la concentrazione e il comportamento? E se sì, da dove dovrei partire concretamente a casa?/ Diego

Egregio signor Diego,
la ringrazio per la domanda. Per chi non sapesse di cosa si tratta l’ADHD è l’acronimo di Disturbo da deficit di attenzione/iperattività ed è un tipo di disturbo neurobiologico che influisce sulla capacità di attenzione e controllo comportamentale, spesso associato a fattori genetici ed ambientali.

Non esiste una dieta valida per tutti ma alcune modifiche alimentari effettivamente possono contribuire a migliorare la concentrazione, l’attenzione e i problemi comportamentali associati all’ADHD: descriverò qui cosa consiglia la letteratura. È importante mantenere stabile la glicemia durante la giornata, evitando grandi oscillazioni perché le fasi di picco e calo, possono provocare, in alcuni bambini ma anche in adulti ed adolescenti, maggiore irritabilità, difficoltà di concentrazione e instabilità dell’energia. Questi cambiamenti si ottengono grazie a pasti equilibrati, che contengono quindi tutti i macronutrienti importanti: carboidrati, grassi e proteine. I carboidrati complessi, meglio se integrali come cereali, riso, pasta e patate con la buccia devono quindi essere presenti ad ogni pasto principale poiché contengono fibre, rilasciano energia lentamente e aiutano pure la digestione. Anche le proteine derivanti da carni bianche, pesce, uova, legumi, formaggi e tofu non devono mancare ai pasti principali perché forniscono aminoacidi precursori dei neurotrasmettitori come dopamina e noradrenalina, che sono direttamente convolti nei meccanismi dell’attenzione e dell’autoregolazione. I grassi, in particolare gli omega – 3, sono fondamentali per la struttura e la funzione delle membrane neuronali e quindi un loro consumo adeguato può aiutare la funzione neuronale. Non dimentichiamoci di frutta e verdura che sono fonti di fibre, antiossidanti e micronutrienti che supportano il funzionamento del sistema nervoso e contribuiscono a mantenere la glicemia più stabili.

Per quel che concerne lo zucchero, ovvero il carboidrato semplice presente in dolci, biscotti e bevande gassate, andrebbe effettivamente limitato poiché provoca rapide oscillazioni della glicemia, fornisce cioè energia a breve termine accompagnato poi da un calo improvviso, quando la glicemia precipita, e questo ha potenziali ripercussioni sulla concentrazione e l’umore che porta a irritazione, perdita della concentrazione e instabilità dell’energia.

Le evidenze suggeriscono che alcuni additivi, in particolare coloranti artificiali e conservanti come i benzoati, possono esacerbare i sintomi dell’ADHD in alcuni bambini più sensibili. Per questo le linee guida consigliano di valutare individualmente e, se necessario, ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati. Considerando pure che spesso questi cibi (bevande zuccherate, caramelle, merendine, snack preconfezionati) sono anche fonti di zuccheri semplici e grassi trans che non apportano nulla di utile al corpo.

Per gli integratori bisogna sempre valutare se esiste una carenza di qualcosa prima di assumerli se no è poco utile e direi anche potenzialmente controproducente. Nello specifico sono stati studiati gli omega-3, ma se si assume pesce azzurro 2 – 3 volte alla settimana e giornalmente frutta oleaginosa e semi si è coperti; lo zinco, presente in carni magre, noci, semi e cereali integrali; il ferro le cui fonti sono le carni rosse e bianca, il pesce, i legumi, le verdure verdi e i cereali integrali ed infine il magnesio che troviamo in frutta oleaginosa, semi, cereali integrali, cacao fondente e verdura a foglia verde.

Per concludere, quindi, se segue un’alimentazione equilibrata e basata su alimenti poco processati potrà aiutare il bambino a stare meglio.