Enrico Marigonda-Sara Natucci, «Fantasista». 1.La via dell’oro, Il Castoro Edizioni (Da 9 anni)
Arriva con i Mondiali questa nuova serie sul calcio, che va ad aggiungersi, ma con un suo profilo particolare e apprezzabile, ai tanti libri su quello che resta forse lo sport più narrabile e più popolare tra i ragazzi. Senza escludere dal target le ragazze, e sono in aumento le storie sul calcio femminile.
Anche quando, come in questa serie, al centro c’è una squadra maschile, la componente femminile – incarnata qui nella figura carismatica della sorella maggiore del giovane protagonista, che è una campionessa e una promessa calcistica – è ben presente. È lei, Lisa, a sostenere il fratello minore Achille, aiutandolo non solo a gestire le sue insicurezze, ma soprattutto a trovare la sua strada e il suo ruolo in campo, liberandolo dal senso di colpa nei confronti della memoria del loro papà, che non c’è più e che era stato un grande portiere. Il papà manca a entrambi, ma non per questo Achille deve sentirsi obbligato a fare il portiere: «Come portiere sei un disastro assoluto – dice Lisa ad Achille, incoraggiandolo a mettersi alla prova in un altro ruolo – e penso che papà vorrebbe solo vederti felice».

Il ruolo in cui Achille potrà davvero esprimere tutta la sua talentuosa felicità sarà quello del fantasista, intuito per lui dal nuovo coach, una vecchia gloria dall’occhio acuto, che spiegherà al ragazzo cos’è e cosa fa un fantasista ricorrendo alla metafora del gioco di ruolo. Se i difensori sono come i «tank», che assorbono i danni nemici, i centrocampisti sono come «arcieri» e «chierici», che aiutano ad attaccare e a difendere, gli attaccanti sono «ladri» e «guerrieri» e il portiere è un «curatore», il fantasista è colui che vede «la via dell’oro», la strada invisibile e magica per il gol. Da qui il titolo del primo volume di questa serie, la quale, in forma di fumetto, racconta il percorso di crescita, calcistica e personale, di Achille, attraverso le dinamiche della sua squadra, i «Fulmini Azzurri». Non tutto sarà facile, e non basterà ad Achille aver individuato il ruolo giusto per lui, né aver brillato incontestabilmente in campo; anzi, proprio il suo successo lo porterà a montarsi la testa, e ad esigere brutalmente il meglio dai compagni, così come da sé stesso. Occorrerà riflettere, fare un passo indietro, e avere il coraggio di chiedere scusa e di ripartire. Una bella storia, appassionante anche per il ritmo con cui vengono narrate le partite, con un utilizzo sapiente della successione delle vignette nel graphic novel, in particolare nell’ultimo capitolo, «Recupero», dove a tambur battente ogni vignetta è un’azione di gioco: 90 minuti, 13 secondi – 90 minuti e 34 secondi – 91 minuti e 12 secondi… Una storia scandita nei capitoli «Primo Tempo», «Intervallo», «Secondo Tempo» e «Recupero»: proprio come una partita, o come gli episodi salienti della nostra vita.
Alex G. Griffiths, C’è posta per Volpe, Terre di Mezzo (Da 5 anni)
Il suo primo albo illustrato era stato Il collezionista di insetti (Clichy), che già esprimeva originalità e sensibilità, confermate da questo C’è posta per Volpe, dove Alex G.Griffiths racconta di quando Volpe, che conduce un’esistenza solitaria, isolata e abitudinaria nel mezzo di un fitto bosco, riceve improvvisamente una lettera. Volpe da molto tempo non riceve lettere, perciò si sorprende, tanto più che la lettera è anonima, firmata solo da «un vecchio amico», il quale lo invita a intraprendere una caccia al tesoro, di cui fornisce il primo indizio: «Raggiungi il sentiero nel bosco». Volpe è convinto di non aver bisogno di niente e di nessuno, e di stare benissimo da solo, ma è proprio il mistero di questa lettera (non a caso il titolo originale lo esplicita, ed è Fox and the Mistery Letter), a spingerlo a intraprendere la ricerca.

Una ricerca che è un viaggio esteriore, per mare, monti e foreste, ma anche un viaggio interiore, in cui ad ogni tappa riaffiorano ricordi: l’ultima lettera me l’ha mandata il mio vecchio…, quell’albero l’avevo piantato con…, ero stato accanto al fuoco con…, avevo fatto un viaggio in nave con… Ma ogni ricordo è tarpato e allontanato, e ad ogni pagina ci rendiamo sempre più conto che forse Volpe non stava poi così bene isolato da tutti, e che nel suo cuore c’era un’antica ferita, causata dal «più grosso litigio che avesse mai avuto». E allora, il tesoro di questa avventurosa «caccia» avrà il sapore di riconciliazione, di guarigione, di seconda possibilità, e si potrà chiamare amicizia ritrovata. O riparazione di un legame spezzato.
