Diploma paralimpico per Pascal Christen

by azione azione
15 Aprile 2026

Altri campioni: lo sciatore svizzero nel monosci al termine del Super-G a Cortina racconta la sua passione per lo sport

È considerata una pista completa, tecnica, veloce, fisica e tanto impegnativa da richiedere una grande capacità di adattamento. Ci riferiamo all’Olympia delle Tofane a Cortina d’Ampezzo, che oltre alle gare olimpiche femminili ha visto scendere, lo scorso mese di marzo, dal 6 al 15, anche gli sciatori paralimpici nelle diverse categorie e discipline.

È la giornata riservata al Super-G. A lanciarsi sono dapprima le donne nelle diverse categorie: Visually impaired (non vedenti o ipovedenti con guida), Standing (in piedi con diverse disabilità fisiche) e Sitting (seduti, sul monosci). Tra gli uomini, lo svizzero Pascal Christen sarà uno degli ultimi al via, proprio perché gareggia nel monosci. Pur non essendo alla sua prima Paralimpiade – la precedente è stata a Pechino nel 2022, durante il periodo Covid – questi giorni, tra Discesa, Super-G e Gigante, rappresentano per lui un momento molto speciale. «Innanzitutto – ci racconta Christen – Cortina è ricca di cultura sciistica. In ogni angolo del villaggio si respira un’aria di sport invernali. Inoltre, c’è un grande numero di spettatori e, a differenza di Pechino, qui posso contare sul tifo della mia famiglia, giunta in poche ore da casa per sostenermi».

Pascal Christen si prepara al suo turno. L’attesa prima della gara è lunga, e lo stress, anche per il professionista 33enne nidvaldese, cresce. «In questa fase pre-gara l’aspetto mentale è estremamente importante» spiega. «La gestione della tensione passa attraverso esercizi quali la ripetizione mentale del tracciato e la respirazione controllata e profonda per ridurre i momenti di ansia, così come la ricerca di momenti sbarazzini e di distrazione, magari attraverso alcune battute con compagni e allenatori: strategie che mi aiutano a rilassarmi e a mantenere il controllo di quello che andrò a fare da lì a pochi minuti lungo il tracciato».

Poi tocca a lui. Il momento più teso è quello al cancelletto di partenza. Cinque suoni a cavallo dell’apertura dell’asticella e poi la tensione sparisce. In gara Christen non pensa più a nulla. Pochi secondi e la velocità tocca gli ottanta chilometri orari. «In pista non puoi essere razionale. Vai di istinto e automatismi. Se inizi a pensare, commetti errori o, nella peggiore delle ipotesi, esci dal tracciato». È così che ricorda la caduta durante una gara di Downhill in MTB in Canada che gli è costata l’uso delle gambe. Aveva perso, oltre alla concentrazione, anche quel fondamentale automatismo nel condurre la bicicletta. Ha iniziato a pensare mentre la sua MTB sfrecciava a velocità elevate, ed ecco l’incidente.

È per questo che Pascal Christen vuole essere preciso nel suo nuovo sport, il monosci, sia nella preparazione mentale, sia in quella fisica. Una dedizione completa e molto lavoro di preparazione quindi, che nel caso del monosci, è iniziato subito: cinque mesi dopo l’incidente. Attualmente, accanto alle molte ore sugli sci, lavora in modo specifico su forza e resistenza, praticando anche altri sport come il basket in carrozzina, l’handbike e il wakeboard. Non solo. Per facilitare la sua carriera sportiva, ha scelto di trasferirsi a Nottwil, sfruttando così al meglio i servizi dell’Associazione svizzera dei paraplegici.

Oggi Pascal Christen è molto veloce in pista. Non solo per la sua forza fisica e mentale, ma anche per la sua tecnica. «Da questo punto di vista – spiega il 33enne – non esiste un unico stile valido per tutti. Nel monosci esistono cinque diverse classi o categorie, ognuna con caratteristiche specifiche, legate anche al livello della lesione midollare. Io ho cercato di ottimizzare la mia sciata in base alle capacità del mio corpo e alla mia lesione midollare. È un lavoro continuo, legato anche allo sviluppo dei materiali».

Parallelamente alla tecnica, infatti, anche l’attrezzatura è in costante evoluzione: aziende internazionali investono nello sviluppo tecnologico, introducendo sistemi digitali e test avanzati, come quelli in galleria del vento. Tuttavia, resta centrale il ruolo dell’atleta, chiamato a trovare soluzioni personalizzate per la corretta posizione e stile di guida. Nonostante i progressi, collaborazioni strutturate come quelle presenti nell’ambito soprattutto dei motori, restano limitate nello sci, soprattutto per motivi di risorse economiche.

In gara, Pascal Christen oggi segna ottimi tempi intermedi e chiude il Super-G in decima posizione, conquistando un diploma paralimpico. Il suo obiettivo è stato raggiunto. Nel parterre lo attende la famiglia: è il momento di assaporare la coda dell’adrenalina della discesa e lasciarsi andare all’abbraccio dei propri cari, con cui esiste da sempre un forte legame anche attraverso gli sport invernali. Uno sport che Christen definisce affascinante: «Lo sci non è solo velocità, ma un insieme complesso di fattori. Il materiale deve essere perfettamente adattato, le condizioni della neve cambiano continuamente e il tempismo in ogni curva richiede concentrazione estrema. È proprio questa complessità a renderlo così speciale e a darmi un grande stimolo che pensavo di non poter più avere dopo il mio incidente».

La cerimonia di premiazione, suddivisa per categorie, si svolge nel parterre in un’atmosfera straordinaria: tante nazioni unite da uno spirito comune, capace di dare ulteriore motivazione a Christen. Dopo aver iniziato a gareggiare nel 2018, arrivando rapidamente alle competizioni internazionali e alla Coppa del Mondo, anche oggi guarda al futuro. Un Pascal Christen che, forte del diploma paralimpico, punta a una medaglia nelle discipline veloci ai prossimi Giochi paralimpici. Ma anche un 33enne che questa sera si godrà (n.d.r. così è stato) la serata nella Casa Svizzera, in una Cortina che rimarrà sempre nel cuore del giovane talento.