Al di lĂ delle polemiche sono molte le informazioni di cui tenere conto quando si ha a che fare con il rivoluzionario e gettonato farmaco dimagrante
Salvavita o pericoloso specchietto per le allodole? Dipende da chi lo assume e in quali modalità . Si tratta del farmaco dimagrante a base di semaglutide in voga fra le celebrità , Ozempic/Wegovy: consente di perdere nell’arco di poche settimane fra il 15 ed il 20% del peso corporeo. Non solo. Secondo uno studio presentato questo mese al Congresso Europeo sull’Obesità a Venezia, il medicinale – concepito in origine per la cura del diabete di tipo 2 (v. articolo «Azione» a firma di Maria Grazia Buletti del 19.6.2023) – può anche ridurre di circa il 20% la mortalità per ictus, infarto e altre patologie cardio-vascolari. E a prescindere dai chilogrammi smaltiti.
Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Lo ha spiegato a un briefing per la stampa a Londra, il chirurgo plastico Riccardo Frati, che svolge la propria attività fra la capitale britannica e Dubai, puntualizzando come il preparato debba essere assunto sotto stretto controllo medico e non acquistato con leggerezza sottobanco o sul web solo per acquisire rapidamente una silhouette più snella.
Il semaglutide rappresenta forse la svolta medica più rivoluzionaria dall’avvento delle statine negli anni Novanta. Ne è convinto il professore John Deanfield di University College London, autore della ricerca esposta alla conferenza veneziana. Secondo Deanfield, il principio attivo di Ozempic e Wegovy – prodotti entrambi dal colosso farmacologico danese Novo Nordisk per contrastare rispettivamente il diabete e il peso in eccesso – esercita un’azione antinfiammatoria generale che «colpisce la biologia sottostante di malattie croniche» e ha dunque una potenzialità enorme.
Anche Frati non lo nega, tanto più nell’attuale contesto globale, contraddistinto da livelli di obesità allarmanti: in base agli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità , sono 2,5 miliardi le persone sopra ai 18 anni risultate sovrappeso nel 2022, delle quali 890 milioni affette da obesità , ovvero il doppio rispetto al 1990.
Fronteggiare l’obesità – foriera di patologie come disturbi cardio-vascolari, diabete e insufficienza renale – consente di ridurre la mortalità e dunque i costi delle prestazioni sanitarie e del welfare. «Oltre alla chirurgia bariatrica, farmaci a base di semaglutide come Ozempic/Wegovy possono essere risolutivi o quantomeno molto utili», ha spiegato il chirurgo plastico italiano, sottolineando come i social media abbiano avuto un grande impatto nella pubblicizzazione di questi medicinali. Alcune celebrità e influencer hanno cominciato a usarli e a condividerne gli effetti, mostrando ai follower le foto del prima e del dopo, con trasformazioni importanti e veloce perdita di peso.
La sostanza, somministrata attraverso un’iniezione settimanale, tuttavia, non può essere prescritta a chiunque, ma solo a determinate categorie di pazienti, valutandone la storia clinica ed effettuando gli opportuni esami del sangue. Bisogna dunque analizzare i pro e i contro e mettere a punto una terapia sotto controllo medico. Chi si procura il farmaco da sé senza rivolgersi a uno specialista può andare incontro a conseguenze devastanti: da violenti attacchi di vomito all’insufficienza renale, fino ad arrivare alla pancreatite o addirittura al cancro alla tiroide. Come funziona l’Ozempic/Wegovy? Il principio attivo, semaglutide, fa parte della famiglia degli agonisti GLP-1, che mimano l’azione di un ormone naturale, il «glucagon-like peptide-1». Imitando il comportamento dell’ormone, consente di rallentare lo svuotamento gastrico dopo l’assunzione di cibo e ridurre l’appetito mediante l’invio di segnali di sazietà al cervello. Poiché lo stomaco non si svuota, permane la sensazione di pienezza e si mangia molto meno. Non stupisce, pertanto, che nausea e attacchi di vomito a volte incontrollabili possano essere effetti collaterali frequenti. «Tecnicamente, si verifica una gastro-paresi, con conseguente aumento dell’acidità e del reflusso gastrico», ha precisato Frati.
Se il paziente ha già ulcere allo stomaco o disturbi alimentari come la bulimia, la somministrazione del farmaco pertanto non è consigliabile. Occorre esaminare i valori del sangue e tenere conto dell’età e della storia clinica dell’individuo – oltre a peso e statura dello stesso – e tarare la dose di conseguenza. «Magari si comincia con un dosaggio basso, aumentandolo gradualmente ove necessario, mettendo a punto un piano di inizio, mantenimento e uscita», ha sottolineato il chirurgo, puntualizzando l’importanza di accompagnare alla terapia uno stile di vita sano, riducendo il consumo di alcolici, facendo esercizio fisico e adottando un’alimentazione salubre. «Non ha senso fare la terapia, se poi si ricomincia a mangiare male o ad avere uno stile di vita malsano», ha precisato.
Un altro potenziale effetto dell’uso di semaglutide è la cosiddetta «faccia da Ozempic», ossia il volto scavato e visibilmente invecchiato per effetto del rapido dimagrimento dovuto al medicinale. «Ogni perdita di peso in tempi molto brevi causa un eccesso di pelle e perdita di elasticità e compattezza dell’epidermide, soprattutto per quanto riguarda il viso», ha raccontato Frati, raccontando di ricevere molti pazienti solo per questo problema, che interessa in particolare l’area delle guance e del collo e richiede un trattamento su misura.
«La radiofrequenza per ricompattare la pelle, stimolando la produzione di nuovo collagene, il botulino per correggere le rughe e i filler per rimpiazzare la perdita di grasso, sostituendone il volume, sono i rimedi migliori contro la cosiddetta faccia da Ozempic e svolgono insieme un’azione sinergica», ha spiegato lo specialista.
Anche l’esposizione ai raggi solari è un fattore aggiuntivo di cedimento della pelle e dunque chi ha preso molto sole e assume il farmaco, sarà soggetto a un deterioramento della cute ancora più grave. In questi casi può essere necessario ricorrere a misure più drastiche come lifting al viso e al collo. Idem, a seguito del crollo di peso post bypass gastrico.
Persino gli interventi chirurgici in anestesia totale possono essere spinosi per chi fa uso di semaglutide, in quanto vanno effettuati a stomaco vuoto altrimenti al risveglio, il paziente rischia di vomitare con il pericolo che l’acido vada a finire nei polmoni. «Quindi se di norma basta digiunare nelle sei ore antecedenti all’intervento, a chi prende l’Ozempic chiediamo pure di interrompere l’assunzione del farmaco almeno due settimane prima di sottoporsi all’operazione», ha concluso Frati, invitando alla cautela nell’uso spregiudicato di medicinali agonisti GLP-1 che comprendono anche Saxenda e Mounjaro, rispettivamente a base di liraglutide e tirzepatide.
