Una volta si giocavano Coppa e Campionato nazionali. Poi si sono aggiunte le Coppe Europee alle quali accedevano poche elette: Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe, Coppa delle Fiere, e le defunte Mitropa Cup e Coppa Intertoto. Il Sistema-Calcio non si arrende, è vorace, guarda avanti. Ecco quindi sbucare dal cilindro magico una Champions League e un’Europa League che offrono spazio a molti più club. Non sazio, il Grande Burattinaio inventa anche la Conference League. Si moltiplicano le squadre coinvolte, così come i singoli eventi che, sette giorni su sette, tengono col fiato sospeso eserciti di tifosi. Sia presenti allo stadio, a volte con lunghe e costose trasferte, sia davanti al teleschermo, anche in questo caso versando fior di quattrini alle varie piattaforme che detengono i diritti di diffusione. Se ci spostiamo sul piano delle squadre nazionali prendiamo atto di due aspetti che confermano la tendenza: ai Campionati Mondiali ed Europei il numero delle partecipanti cresce di edizione in edizione. E per placare l’appetito degli insaziabili, dal 2018 l’Uefa ha dato il via alla Nations League.
Per ovviare a eventuali crisi d’astinenza sono sorte le Supercoppe: quella Europea, in cui si affrontano le vincitrici della Champions e dell’Europa League, e quelle nazionali. Il rischio overdose è palese. Ciò nonostante, in Italia, la Supercoppa cambierà formula, ma non per snellire il calendario. Invece di due, saranno quattro squadre a giocarsela, secondo la formula dell’eliminazione diretta. Nella fattispecie Napoli, Inter, Lazio e Fiorentina.
La nuova strategia comporterà il rinvio di una serie di partite di campionato che verrebbero recuperate in marzo, dato che il calendario è iper-compresso, e le quattro finaliste sono tuttora impegnate anche nelle Coppe Europee. Perché stupirsi e lamentarsi? Mi fa specie, oltre alla moltiplicazione degli eventi, che queste sfide tra squadre italiane si giocheranno a Gedda e a Riad, in Arabia Saudita. Gli arabi, dopo aver iniziato il «saccheggio» dei vari campionati, ingolosendo giovani e vecchie glorie col profumo dei petrodollari, ora puntano anche al monopolio degli eventi. Vada per la discussa e discutibile Coppa del Mondo che si è tenuta lo scorso anno in Qatar. Vada che l’Arabia Saudita abbia ingaggiato un testimonial stellare come Cristiano Ronaldo per conquistarsi il diritto di ospitare il Mondiale del 2034. Ma c’è un limite a tutto. Assistiamo a una sorta di nemesi storica. Da saccheggiati a predatori. Tuttavia, mi chiedo: della Supercoppa Italiana che cosa se ne fanno? E alla Lega italiana di Serie A che cosa viene in tasca? Non si sa. In compenso è stato annunciato che il Paese ospitante metterà in gioco 23 milioni di euro in premi, sette dei quali per la squadra vincitrice.
Per l’impatto che avrà l’evento sulla sorte del pianeta, sarebbe una notizia da dieci righe da incuneare fra le «brevi». Ma la tendenza preoccupa. Ve la immaginate la Coppa Svizzera che lascia il Wankdorf e fa le valigie per spostarsi a Dubai o Abu Dabi? Il nostro, per ora, è un calcio poco sexy, ma qualora riuscisse a indossare un tubino nero con lustrini e paillettes, facciamoci trovare pronti a difenderlo.
L’accostamento fra i due concetti del titolo è semplice. «Intelligenza artificiale» (e realtà ad essa connesse) è stata espressione dell’anno in vari Paesi, «mungitura» è senza dubbio la parola mondiale del decennio, almeno per quanto riguarda il mondo del pallone. Se un tifoso sceglie di investire gli ultimi spiccioli per andare a vedere l’Inter a Riad, è affar suo. Vorrei solo gridare il mio personalissimo «basta» a questo ennesimo assalto alle fragili finanze dei meno favoriti. E questo anche se, a quanto si racconta, le partite di Gedda e Riad, saranno verosimilmente trasmesse «in chiaro» da Mediaset. Forse sarà l’ennesima caramella drogata, che ci indurrà a sottometterci, inermi e beati, a ulteriori ruberie.
A rendere meno drammatico lo scenario, negli scorsi giorni è giunta la notizia che Uefa e Fifa hanno perso la loro battaglia contro A22 Sports Management, promotrice della SuperLega, che, con ogni probabilità, si farà. Sessantaquattro squadre europee si affronteranno in tre categorie stabilite secondo criteri meritocratici. Tutte le partite saranno trasmesse gratuitamente. Cose da non credere. L’iter sarà lungo. Per cui ipotizziamo che scorreranno fiumi di birra fra i fans. Ma prima di ciò, ne sono convinto, toccherà ai fiumi di inchiostro, fra cui il nostro.