Medicina di genereĀ - Gli studi di neuroscienze mostrano come la sensazione dolorosa utilizza meccanismi diversi nei due sessi
Ā«Mi fa male la mano destraĀ». Ā«Oggi il dolore al ginocchio sinistro ĆØ insopportabile!Ā» Ć proprio cosƬ? Il dolore ĆØ davvero localizzato dove lo sentiamo? No, tutto avviene nel cervello. Uno stimolo doloroso ā unāustione, una puntura, unāinfiammazione acuta o cronica ā fa partire un segnale che, attraverso i nervi della sensibilitĆ , raggiunge il cervello dove cāĆØ una Ā«mappaĀ» che rappresenta le varie parti del corpo.
Se fa male il pollice, il segnale in partenza dal dito arriva al cervello, al punto della Ā«mappaĀ» corrispondente al pollice, attivando le specifiche cellule nervose: la sensazione dolorosa generata nel cervello ĆØ inviata al dito. Questo si verifica anche quando un arto non cāĆØ più, quando viene amputato: ĆØ il fenomeno dellāarto Ā«fantasmaĀ», il cervello continua a Ā«sentireĀ» lāarto che non esiste, sente che si muove e anche che fa male.
Il dolore non ĆØ solo un sintomo, ĆØ un segnale che ci avverte di un pericolo o di una situazione anomala: se non ci fosse lo stimolo doloroso legato al tatto potremmo mettere la mano su una fiamma e non accorgerci che sta bruciando. Dāaltra parte, sappiamo che la percezione del dolore non ĆØ uguale per tutti, cāĆØ una gamma di sensibilitĆ al dolore. Quello che finora era poco noto, era il motivo di questa variabilitĆ legata al genere: perchĆ© donne e uomini ā entro certi limiti, sāintende ā hanno una diversa sensibilitĆ ? Per quale motivo lāemicrania, per esempio, ĆØ più diffusa tra le donne che non tra i maschi?
Le neuroscienze sperimentali stanno cercando di chiarire i meccanismi generali del dolore, approfondendo anche il tema per lāappunto della differenza di genere, ponendosi la domanda: se la percezione dolorosa può essere diversa, il motivo sta nei meccanismi utilizzati per far arrivare gli stimoli al cervello? Pare proprio sia cosƬ, e un ruolo fondamentale lāhanno gli ormoni sessuali e (sorpresa!) il sistema immunitario.
Sono numerose le sperimentazioni condotte su animali (soprattutto roditori) che mostrano come i segnali provenienti dalla periferia del corpo sono trasmessi in modo diverso nei due sessi. Nel caso di un dolore cronico ā nei ratti ĆØ stata simulata una sciatalgia da lesione del nervo sciatico ā i ricercatori hanno scoperto che negli esemplari maschi la trasmissione dello stimolo al cervello avviene in presenza di particolari cellule del sistema nervoso, le cellule della microglƬa (Ā«glĀ» si pronuncia come in Ā«glicerinaĀ»): sono cellule che svolgono unāimportante funzione di difesa immunitaria nel sistema nervoso centrale, cioĆØ nel cervello e nel midollo spinale ā dove si trovano anche i fasci dei nervi della sensibilitĆ . Nelle femmine, invece, ĆØ indispensabile la presenza dei linfociti T, cellule del sistema immunitario Ā«generaleĀ». Quando lo stesso esperimento ĆØ condotto sulle femmine artificialmente prive dei linfociti T, accade un fatto sorprendente: la trasmissione del dolore utilizza il meccanismo maschile, quello tramite le cellule della microglƬa. Che cosa permette questo passaggio dalla Ā«modalitĆ Ā» femminile a quella maschile?
Il motivo lo si ĆØ compreso quando lāesperimento ĆØ stato condotto su ratti maschi privati dellāormone maschile, il testosterone: la trasmissione del dolore diventa di tipo femminile, cioĆØ con il coinvolgimento dei linfociti T. Appare evidente che a decidere quale delle due Ā«vieĀ» utilizzare ā quella maschile o quella femminile ā sono gli ormoni sessuali: il testosterone attiva la Ā«via maschileĀ» (microglƬa), gli estrogeni quella Ā«femminileĀ» (linfociti T). La sensazione dolorosa ĆØ quindi un fenomeno complesso che coinvolge tre componenti: il sistema nervoso, il sistema immunitario (sia quello proprio del sistema nervoso, sia quello Ā«generaleĀ») e gli ormoni sessuali.
A proposito del ruolo del sistema immunitario e dei linfociti T, importanti conferme vengono dagli studi sul cosiddetto Ā«dolore neuropaticoĀ» umano. Il dolore neuropatico, o nevralgia, ĆØ una particolare sensazione dolorosa cronica, che insorge per effetto di una lesione o di un malfunzionamento dei nervi del sistema nervoso periferico ā quella parte che si trova al di fuori del cervello e del midollo spinale e innerva gli arti o gli organi interni. Diverse sono le cause, per citarne alcune: la compressione di un nervo, malattie infettive (batteriche o virali) con interessamento del sistema nervoso, il diabete. Nel dolore neuropatico il sistema nervoso periferico diventa Ā«ipersensibileĀ» e invia continuamente segnali errati ai centri del dolore, anche in assenza di un danno reale. Da cosa ĆØ causata questa ipersensibilitĆ ?
Negli ultimi anni ĆØ stato sempre più evidenziato il ruolo dellāinfiammazione e del sistema immunitario, in particolare dei linfociti T. Nelle donne, lāattivitĆ dei linfociti T ĆØ più elevata: i linfociti T sono a loro volta regolati da un altro sottogruppo di cellule immunitarie, i linfociti T Ā«regolatoriĀ», e dallāestradiolo un ormone sessuale presente ad alti livelli nelle donne. Si sta cercando di capire in che modo questi tre elementi ā linfociti T, regolatori ed estradiolo ā sono in relazione nel generare questo tipo di dolore. Ancora da chiarire ĆØ la variabilitĆ della sensazione dolorosa nelle etĆ della vita della donna: nella pubertĆ , nellāetĆ fertile (in rapporto alle cicliche variazioni ormonali) e nella menopausa.
Conoscere meglio i meccanismi del dolore e per quale motivo nei due sessi si manifesta in modo diverso ĆØ fondamentale per sviluppare terapie efficaci e mirate. Finora, la ricerca sperimentale e clinica non hanno dato sufficiente rilievo a questo argomento: lā80 per cento degli studi dedicati al dolore utilizza solo animali maschi e solo il 4 per cento ĆØ dedicato al tema delle differenze di genere. Qualcosa tuttavia sta cambiando: dal 2016, la massima Istituzione scientifica degli USA ā i National Institutes of Health (NIH) ā ha reso obbligatorio, per chi richiede un contributo per la ricerca sul dolore, di giustificare la scelta del sesso degli animali utilizzati negli esperimenti e lo stesso orientamento deve essere seguito anche nella sperimentazione umana.
