Un dialogo aperto vicendevole e trilaterale

by Claudia
29 Gennaio 2024

Malattie cardiovascolariĀ - La connessione fra cuore, mente e psiche influenza in modo determinante la nostra salute

Secondo i dati dell’Ufficio federale della sanitĆ  pubblica (Ufsp), le malattie cardiovascolari sono la causa di morte più frequente in Svizzera, cosƬ come nel resto del mondo: Ā«Nel nostro Paese sono responsabili di più di 20mila decessi all’anno, pari a circa un terzo del totaleĀ». Dobbiamo innanzitutto soffermarci sul concetto di Ā«malattie cardiovascolariĀ»: nella sua accezione più generica, si riferisce a quelle malattie che interessano cuore e sistema circolatorio. Ma secondo la Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems) dell’Organizzazione mondiale della sanitĆ , il ventaglio delle patologie che le compone ĆØ ben più ampio.

Oltre alle malattie cardiovascolari note come ipertensione, cardiopatie ischemiche e via dicendo, comprende anche le patologie cerebrovascolari (del sistema vascolare del cervello) come l’ictus ischemico (infarto cerebrale) e l’ictus emorragico (emorragia all’interno del cervello). Questa premessa per sottolineare la stretta interconnessione fra cuore e cervello, pure suggellata dalla Fondazione svizzera di cardiologia che, a questo scopo, nel 2020 ha lanciato una campagna nazionale per aiutare a riconoscere i sintomi di un ictus (www.ictuscerebrale.ch) e permettere in tal modo di agire tempestivamente per salvare delle vite.

Sono ormai lontani i tempi in cui Cartesio separava drasticamente corpo e cervello: le neuroscienze hanno percorso parecchia strada dagli anni Novanta, quando il neurologo Antonio Damasio confutava questa separazione, affermando nel suo libro L’errore di Cartesio che «è come se noi fossimo posseduti da una passione per la ragione: un impulso che ha origine nel nucleo del cervello, permea gli altri livelli del sistema nervoso, ed emerge sotto forma di sentimenti (…)Ā». CosƬ sdoganava il legame fra ragione e sentimento, fra psiche, cervello e corpo.

Ā«La correlazione cuore-cervello esiste: anatomica e funzionale, e l’influenza fra questi due organi ĆØ enormeĀ», esordisce il professor Sebastiano Marra, cardiologo torinese che mette Ā«correlazioneĀ» fra virgolette, Ā«su quello che può essere un accordo perfetto tra i due organi che non possono non funzionare in sintoniaĀ». Il cuore ĆØ una pompa che fornisce ossigeno al cervello, e il cervello ha assolutamente bisogno di quell’ossigeno perchĆ© eventuali carenze (Ā«per ostruzioni, per emorragie vascolariĀ») non sono tollerate che per pochissimi minuti: Ā«Quindi il rischio di danni grandi, gravi e permanenti ĆØ molto altoĀ».

Marra aggiunge che il cervello Ā«non ĆØ solo tessuto. ƈ portatore meraviglioso di un patrimonio che ci permette di essere qui, consapevoli e coscienti: la psiche, ovvero la capacitĆ  intellettivaĀ». Cuore e cervello connessi, insieme alla psiche che, a sua volta: Ā«Ha una forte capacitĆ  nell’influenzare la funzione del cuore e dell’apparato cardiovascolareĀ». Tutto ciò non ĆØ stato scoperto ieri, spiega il collega neurologo Riccardo Torta: Ā«Il reciproco condizionamento ĆØ stato definito per la prima volta nel 1628 dal medico inglese William Harvey, il primo a descrivere accuratamente il sistema circolatorio umano e le proprietĆ  del sangue pompato dal cuore in tutto il corpo. Egli intese pure come gli aspetti emozionali fossero in grado di danneggiare cuore e circolazioneĀ».

I due specialisti concordano sulla grande intuizione di Harvey: Ā«La medicina avanza per intuizioni, prima ancora di avere verifiche che, peraltro, sono giunte molto dopo, negli anni Cinquanta, quando Hans Selye definƬ come Ā«Sindrome generale di adattamentoĀ» quella risposta che l’organismo mette in atto quando ĆØ soggetto agli effetti prolungati di diversi stimoli stressogeniĀ». Dunque: il dialogo aperto fra cuore, psiche e cervello ĆØ vicendevole e trilaterale. Per quanto attiene l’influenza del cuore sul cervello, il professor Marra ricorda la responsabilitĆ  dell’ipertensione che: Ā«Può influenzare la struttura delle arterie, comprese quelle del cervello; può avanzare con l’etĆ , quindi aumenta il rischio di un evento cardiovascolare, cosƬ come aumenta il rischio di un evento cerebrale importanteĀ».

Oltre all’ipertensione: Ā«Anche il Foramen ovale pervio (ndr: foro aperto fra cuore destro e sinistro che, generalmente, causa un aumento della pressione nel ventricolo destro e, di conseguenza, una mescolanza tra sangue venoso e sangue arterioso in grado di causare ictus ed embolie), fumo, colesterolo, sovrappeso e obesitĆ , fibrillazione atriale, insieme a fattori genetici, sono ā€œtanta robaā€ che ci danneggia e può creare problemi sull’asse cuore-cervelloĀ».

A sua volta, anche la psiche può danneggiare il cuore: Ā«Alcuni elementi come ansia e depressione possono attivare dei precisi fattori fisiopatologici, quindi non ĆØ solo un discorso ā€œmentaleā€: da anni si osserva un’alta incidenza di depressione tra soggetti cardiopatici per vari motivi, ma c’è da dire che la depressione ĆØ diventata un fattore di rischio autonomo indipendente ed ĆØ un dato di fatto che i pazienti depressi hanno un rischio da due a quattro volte superiore rispetto ai non depressi di sviluppare una cardiopatia ischemica o un danno vascolareĀ».

Tutto ĆØ cosƬ collegato che ĆØ facile immaginare anche l’esistenza di Ā«una depressione del sistema immunitario che, a sua volta, può portare gradualmente allo sviluppo di una malattia cardiovascolare cronicaĀ». Il quadro si chiude: Ā«Altre problematiche del sistema nervoso autonomo alterato possono innescare una tendenza alla tachicardia, tendenza alla regolazione della frequenza cardiaca e tendenza ipertensivaĀ».

Il professor Paolo Cerrato pure neurologo, fa a sua volta un punto della situazione sulle malattie che colpiscono il cervello, annoverando quelle neurodegenerative: Ā«In realtĆ  non sono naturali: una volta si viveva 40 anni e non c’erano malattie cardiovascolari, nĆ© quelle neurovegetative. Si moriva di un sacco di altre cose, di denutrizione o malattie infettiveĀ». Oggi bisogna fare i conti anche con Alzheimer e Morbo di Parkinson: Ā«La popolazione invecchia e le malattie cerebrovascolari acquisiscono un peso epidemiologico sempre più importanteĀ».

Prevenzione ĆØ la parola d’ordine, oltre che la via adeguata da seguire: Ā«I fattori di rischio agiscono nell’ombra, si influenzano a vicenda, spesso non danno sintomi. Ipertensione, diabete, colesterolo sono abbinabili; chi ĆØ in sovrappeso fa poca attivitĆ  fisica (ndr: un toccasana per la prevenzione della salute), più facilmente avrĆ  diabete, più facilmente fumerĆ . Prevenire ĆØ meglio che curare, ma come fare?Ā».

Anche sulle raccomandazioni i medici concordano ad attribuire al medico di famiglia la regia principale: Ā«PerchĆ© conosce il paziente e le sue abitudini di vita. Non fumare, praticare attivitĆ  fisica e sportiva, sono pratiche che agiscono su peso e pressione: 30 minuti a passo sostenuto ogni giorno, in luogo salubre. Limitare alcol, correggere l’alimentazione con più frutta, verdura fresca, limitare sale nella dieta. E controllare pressione, glicemia e valori del sangueĀ». Raccomandazioni certamente note a tutti, ma che vanno messe scrupolosamente in pratica.