Le persone con disabilità chiedono una Legge quadro sull’inclusione che li coinvolga e si rivolgono a Gran Consiglio e Consiglio di Stato con proposte concrete volte a risolvere problemi quotidiani
Voci diverse, esperienze differenti, ma un unico obiettivo: migliorare concretamente la loro qualità di vita. È questo lo spirito che ha caratterizzato la seconda Sessione parlamentare delle persone con disabilità, svoltasi nella sala del Gran Consiglio sotto la conduzione di Daria Lepori, presidente del Parlamento cantonale.
Una trentina di partecipanti, in rappresentanza di numerose associazioni attive sul territorio cantonale, hanno portato all’attenzione delle istituzioni esperienze dirette, problematiche quotidiane e proposte concrete. Ne è scaturito un intenso pomeriggio di confronto, conclusosi con l’approvazione all’unanimità di una serie di richieste che nelle prossime settimane saranno sottoposte al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato.
La nuova Sessione si inserisce nel solco di quella organizzata nel 2024. Proprio partendo da quell’esperienza, diversi partecipanti hanno espresso insoddisfazione per la mancanza di risultati tangibili ottenuti. «Le persone disabili hanno manifestato insoddisfazione rispetto a quanto richiesto su molti fronti: mobilità, partecipazione politica, tempo libero, accesso al lavoro e altro ancora», ha sottolineato Manuele Bertoli, membro della commissione preparatoria insieme a Denise Carniel e Romolo Pignone.
Le undici proposte elaborate sono state aggiornate, precisate e raggruppate in sei grandi ambiti: diritti politici, formazione, lavoro, alloggio e spazi pubblici, sanità e socialità, cultura, tempo libero e sensibilizzazione. A fare da filo conduttore a tutte le richieste vi è una rivendicazione centrale: il Ticino ha bisogno di una Legge quadro sull’inclusione, da elaborare con il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità.
Diritti politici
Sul piano dei diritti politici, i partecipanti chiedono anzitutto che il dibattito sulla futura legge cantonale sull’inclusione possa iniziare già nel corso di quest’anno. Viene inoltre sollecitata una maggiore accessibilità ai documenti, ai video e ai materiali informativi prodotti dallo Stato, attraverso il coinvolgimento diretto delle persone interessate, così da individuare e superare le difficoltà che incontrano quotidianamente. Un’altra richiesta riguarda l’avvio della revisione costituzionale necessaria per estendere il diritto di voto alle persone sotto curatela, senza attendere eventuali modifiche a livello federale.
Formazione
Il tema della formazione è stato al centro di numerose testimonianze dirette. Le persone coinvolte hanno evidenziato difficoltà che emergono fin dall’infanzia e che spesso accompagnano il percorso scolastico e professionale. Tra le proposte avanzate figurano il riconoscimento dei diplomi ottenuti attraverso percorsi di formazione empirica, la creazione di classi adeguate ai bisogni dei bambini sordi con docenti specificamente formati, la presenza di interpreti della lingua dei segni e l’insegnamento gratuito di quest’ultima ai genitori. Si chiede inoltre di rafforzare l’informazione e la sensibilizzazione attraverso una formazione continua obbligatoria per il corpo docente sui diversi aspetti legati alla disabilità.
Lavoro
Anche nel mondo del lavoro il percorso verso una reale inclusione viene giudicato ancora lungo e complesso. Le risposte ricevute dal Cantone dopo la prima Sessione sono state ritenute insufficienti e per questa ragione è stato costituito un gruppo di approfondimento dedicato alle problematiche occupazionali. Tra le proposte figurano l’introduzione di una quota minima del 2% di persone con disabilità negli enti pubblici, incentivi alle aziende che favoriscono l’inserimento professionale di persone disabili nell’ambito degli appalti pubblici e la valorizzazione della figura del case manager, un professionista in grado di accompagnare le persone nella scelta del percorso lavorativo più adatto alle loro capacità e competenze.
Alloggi e spazi pubblici
Sul fronte degli alloggi e degli spazi pubblici vengono avanzate diverse richieste per migliorare l’accessibilità. In particolare, si propone l’adozione di sistemi di comunicazione visiva, e non soltanto sonora, che possano essere utilizzati anche dalle persone sorde. I partecipanti chiedono inoltre di eliminare gli ostacoli che ancora limitano l’accesso ai mezzi di trasporto pubblici e di garantire una formazione adeguata al personale che opera a contatto con il pubblico. Nel dibattito è stata citata come esempio positivo la recente apertura del Centro multifunzionale dedicato alla formazione e all’intrattenimento (Cmfg Arena) di Sigirino, una struttura moderna che ha posto inclusività e accessibilità al centro della progettazione. Un’esperienza che sarà approfondita in uno dei prossimi numeri di Azione.
Sanità e socialità
Numerose richieste riguardano anche l’ambito sanitario e sociale. Le persone sorde chiedono la disponibilità di mascherine trasparenti certificate, una formazione specifica del personale sanitario sulla comunicazione visiva, la possibilità di usufruire di interpreti della lingua dei segni anche tramite videochiamata e la presenza di tablet nei reparti ospedalieri per facilitare la comunicazione scritta. Altre persone con disabilità hanno invece richiamato l’attenzione sui tempi necessari per ottenere le prestazioni complementari e sulla necessità di garantire una maggiore continuità negli interventi dei servizi di assistenza a domicilio.
Tempo libero e sensibilizzazione
L’ultimo grande capitolo concerne il tempo libero, la cultura e la sensibilizzazione. Alcuni passi avanti sono stati riconosciuti, come l’esenzione dalla tassa per i cani d’assistenza riconosciuti dall’AI, i miglioramenti introdotti negli esami di guida e la mappatura di 158 luoghi culturali e turistici accessibili. Secondo i partecipanti, tuttavia, questi progressi non bastano. Si propone quindi la creazione di un gruppo di lavoro dedicato ad approfondire ulteriori misure, con particolare attenzione alle attività di sensibilizzazione nelle scuole e alla promozione di una cultura dell’inclusione sempre più diffusa.
Le undici proposte approvate rappresentano molto più di un elenco di rivendicazioni: costituiscono una richiesta chiara affinché il principio dell’inclusione trovi finalmente un’applicazione concreta e trasversale in tutti gli ambiti della società. Ora la parola passa alle istituzioni, chiamate a trasformare le proposte emerse dalla Sessione in misure capaci di migliorare, davvero, la vita quotidiana delle persone con disabilità e di costruire un Ticino più accessibile a tutti.
