Ha preso il via la nuova edizione di 900presente; ne parliamo con Andrea Mascetti e Francesco Bossaglia
Ha senso, nel 2026, parlare ancora di avanguardie musicali? A guardare il percorso (di grande successo) di 900presente, rassegna nata più di un quarto di secolo fa per volontà di Giorgio Bernasconi, si direbbe di sì. Forse, tra le altre cose, perché a contraddistinguere la rassegna, c’è un intelligente mix tra avanguardie non necessariamente contemporanee, ma anche appartenenti ad altre epoche, e sperimentalismo dei nostri giorni, cui si sommano i lavori di diversi attori attivi in campo musicale e non solo. Ne abbiamo parlato con Andrea Mascetti, e il direttore d’orchestra Francesco Bossaglia, rispettivamente produttore e responsabile di 900presente del Conservatorio della Svizzera italiana.

Partiamo dalla contestualizzazione di un evento che dalla sua ha certamente una lunga storia, ma dall’altra si trova sempre più confrontato con nuove rassegne e realtà festivaliere. In cosa è diverso 900presente?
Francesco Bossaglia: Sul territorio ticinese 900presente è una stagione unica nel suo genere per diversi motivi. La programmazione è estremamente eterogenea, sia nei contenuti sia nella dimensione delle produzioni, spaziando liberamente dal repertorio del primo ’900 alla contemporaneità, da brani cameristici alla grande orchestra sinfonica, con una disinvoltura che poche istituzioni possono permettersi. Un altro aspetto fondamentale e caratterizzante di questa stagione sono i suoi protagonisti principali: i giovani musicisti, studenti della Scuola universitaria di Musica del Conservatorio della Svizzera italiana. Trattandosi di una rassegna che nasce dentro una scuola, gli artisti che vediamo ogni anno sul palco di 900presente non invecchiano mai e continuano ad offrire esecuzioni piene di entusiasmo ed energia, anno dopo anno.
Avreste voglia di raccontarci l’evoluzione della rassegna e gli intenti che hanno portato alla sua creazione: chi l’ha voluta e secondo quali criteri?
FB: La rassegna nasce nel 1999 da un’idea di Giorgio Bernasconi, direttore d’orchestra purtroppo scomparso prematuramente nel 2010, idea da subito abbracciata dal Conservatorio della Svizzera italiana e dalla ReteDue della RSI, in particolare dal suo direttore dell’epoca, Carlo Piccardi. L’intento era quello di portare gli studenti alla scoperta del repertorio degli ultimi 100 anni in un contesto professionale di altissimo profilo; i concerti infatti si sarebbero svolti all’auditorio Stelio Molo della Radio e sarebbero stati registrati dalla RSI. Nel corso degli anni 900presente ha proposto musiche di centinaia di compositori, decine di prime esecuzioni, produzioni operistiche, spettacoli cinematografici e multimediali, promettendo ogni anno al proprio pubblico avventure musicali sempre nuove e sorprendenti.
Come ci si è mossi nella scelta dei partner da coinvolgere? Qual è stato il fil rouge che vi ha accompagnato?
Andrea Mascetti: La Stagione si trova ad affrontare una situazione eccezionale: la chiusura degli ex Studi radiofonici di Besso, attualmente interessati dai lavori per la realizzazione della futura Città della Musica, rende temporaneamente indisponibile l’Auditorio Stelio Molo, che da sempre ospita la maggior parte dei progetti di 900presente. Questa contingenza si è tuttavia trasformata in un’interessante opportunità: quella di estendere la Stagione, finora prevalentemente concentrata su Lugano, all’intero territorio cantonale. A tal fine, abbiamo individuato luoghi particolarmente adatti ad accogliere specifici progetti, valorizzandone le peculiarità e sviluppando collaborazioni con partner legati, direttamente o indirettamente, a ciascun contesto.
Il dialogo con questi partner rappresenta un elemento fondamentale: permette infatti di sviluppare iniziative altrimenti non immaginabili e al contempo di radicare maggiormente la Stagione nei luoghi che la ospitano, favorendo nuove relazioni con i territori e i loro pubblici.

Consultando il sito, ci si rende conto di come la veste grafica, pur nella sua semplicità, rivesta un ruolo fondamentale e riesca a dare un carattere distintivo e di riconoscibilità: quali le riflessioni dietro a questa scelta? Anche una voglia di leggerezza?
AM: Da diversi anni, 900presente concepisce e accompagna i propri concerti e progetti con una comunicazione e un’identità grafica riconoscibili, pensate per conferire a ciascun progetto una personalità precisa e, al contempo, dare coerenza all’intera Stagione. I repertori proposti sono spesso poco conosciuti e talvolta comprendono opere in prima esecuzione: per questo, attribuire ad ognuno di essi un titolo e sviluppare attorno a esso un immaginario visivo condiviso, può suscitare curiosità e distinguere la nostra proposta nel panorama musicale sicuramente anche con uno spirito di leggerezza. Ci affidiamo a temi diversi, capaci di prestarsi a interpretazioni personali e di instaurare un dialogo, anche sottile, con i contenuti artistici.
Quest’anno abbiamo scelto i cappelli: oggetti dalle infinite forme, origini e significati, che raccontano qualcosa di chi li indossa e rimandano a questioni di identità, storia e appartenenza. Ma il cappello è anche un compagno di viaggio, un oggetto che ci portiamo dietro e che, quando arriviamo ospiti in un luogo, appendiamo all’ingresso per riprenderlo al momento di ripartire.
AM: Il nostro è un team di dimensioni contenute, che può tuttavia contare sulle risorse e sulle competenze del Conservatorio. Fin dalla fondazione di 900presente, il Conservatorio ha sostenuto e alimentato una doppia vocazione, che costituisce tuttora uno dei fondamenti del mandato della Stagione: da un lato, quella educativa, strettamente legata al percorso formativo degli studenti; dall’altro, quella legata alla produzione concertistica, che offre loro l’opportunità di confrontarsi con le dinamiche e le esigenze della vita musicale professionale. In questa prospettiva, la storica collaborazione con la RSI riveste un ruolo fondamentale, contribuendo a qualificare ulteriormente l’esperienza artistica e a dare visibilità al lavoro svolto, in un dialogo tra formazione, produzione musicale e mondo professionale.
Accanto a questi partner, il sostegno economico del Cantone, attraverso il Fondo Swisslos, e, più recentemente, il prezioso contributo della Fondazione Fabio Schaub, costituiscono risorse essenziali per la realizzazione dei nostri progetti. È grazie a questa rete di sostegni che possiamo sviluppare una progettualità che fa della libertà artistica uno dei suoi presupposti fondamentali.
FB: È fondamentale che il lavoro legato alle produzioni di 900presente sia bene integrato con il percorso scolastico degli studenti allo scopo di mettere ognuno nelle condizioni di dare un contributo importante che valorizzi le proprie caratteristiche. Questo richiede un lavoro di organizzazione certosino in cui gli organici dei singoli brani vengono stabiliti persona per persona. Trattandosi sempre di repertorio molto impegnativo, anche il lavoro di preparazione richiede una pianificazione molto attenta, con l’obiettivo primario di catalizzare le energie creative degli studenti nel modo migliore possibile.
