Thomas Mann come non lo abbiamo mai conosciuto

by azione azione
14 Ottobre 2026

I Diari del premio Nobel tedesco ci permettono anchedi scoprire da vicino il contesto storico e la vita di tutti i giorni

È una prima mondiale la pubblicazione integrale dei Diari di Thomas Mann (1875-1955), ed è una casa editrice italiana a farla, la Mondadori, storicamente legata allo scrittore tedesco Premio Nobel 1929, in coedizione con l’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma.

Prima di morire, Mann decise che il mondo poteva leggerli, i suoi Diari – scrittura intima, libera, segreta – ma soltanto vent’anni dopo la sua morte e, purtroppo per noi, solo una parte di essi, provvedendo lui stesso a distruggerne intere annate, a cominciare da quelle dell’adolescenza e della giovinezza, gli anni Venti e i primi anni Trenta. Pubblicati in Germania tra il 1977 e il ’95, i diari non videro però la luce nella loro interezza. L’editore Fischer decise, infatti, di eliminare i riferimenti alla vita sessuale dello scrittore, lasciando però intatti i turbamenti relativi agli incontri, spesso casuali, con giovani uomini o alla visione del corpo nudo del figlio maggiore Klaus.

Quel che è certo è che queste pagine (732 in tutto) del primo volume dei Diari (1918-1921), arricchite da introduzioni e note, sono uno scrigno che ci permette da una parte di entrare nell’intimo del grande autore, dall’altra nella storia d’Europa in momenti cruciali come quello compreso tra la fine della Prima guerra mondiale e la nascita della Repubblica di Weimar, il tutto vissuto e raccontato da lui stesso dalla città in cui vive, Monaco, con profonda partecipazione.

È una scrittura visibilmente diaristica, a tratti telegrafica, a tratti espansiva, che comincia ogni giorno con le annotazioni sul tempo e i rapporti con Katja, mischiando riflessioni sugli accadimenti di risonanza mondiale a dettagli sulla salute sua, della moglie, dei figli, che all’inizio del 1918 erano cinque. E che presto diventeranno sei con la nascita dell’ultimogenito Michael. Uno degli aspetti più interessanti riguarda le annotazioni sulla scrittura ed elaborazione delle sue opere. Centrale in questo momento storico il ruolo delle Considerazioni di un impolitico (1918) che riscuotono grande successo editoriale e che sottolineano il contrasto con il fratello Heinrich, provocato da opposte visioni politiche (Thomas conservatore e filogermanico, Heinrich democratico e filofrancese) oltre che da rivalità letteraria.

Thomas segue con grande apprensione la conferenza di pace di Versailles, le condizioni esose inflitte dall’odiata Francia, i disordini nella sua città, non nascondendo i timori per la nascita di una dittatura del proletariato in Germania. Successivamente il suo pensiero evolverà verso posizioni democratiche che gli costeranno l’esilio. In quegli anni dà alle stampe il racconto Cane e padrone e l’unica sua opera in poesia, il Canto della bimba, dedicato alla figlia Elizabeth, nata nel 1918 e sua prediletta. Thomas le dedica molte frasi affettuose, le perdona ogni capriccio, mentre l’ultimogenito Michael è il figlio che gli piace di meno, e non esita a scriverlo chiaramente.

In quegli anni i teatri tedeschi e austriaci allestiscono con successo l’unico dramma scritto da Thomas, intitolato Fiorenza, ambientato nella Firenze rinascimentale di Savonarola e Lorenzo il Magnifico. Tra le pagine più importanti del diario, quelle dedicate al suo futuro monumentale romanzo La montagna magica (o La montagna incantata) di cui seguiamo l’elaboratissimo, lungo parto. E nei primi anni Venti l’autore dei Buddenbrook comincia già ad aver sentore di Nobel.

L’impresa editoriale complessiva prevede la pubblicazione di dieci volumi, ciascuno curato da uno studioso diverso

Poi ci sono gli amici e i vicini di casa, primo fra tutti il direttore d’orchestra Bruno Walter con cui Thomas va a teatro, a seguire conferenze con o senza la famiglia. C’è l’amatissimo Wagner, ma anche la Carmen di Bizet, l’opera italiana con Verdi e Puccini, il teatro di parola e qualche volta la danza. C’è la scoperta del grammofono e il piacere che ne deriva, scoperta tanto importante da dettargli alcune pagine per La montagna magica. Le letture ci sono sempre, con una predilezione per i grandi autori russi, Tolstoj, Turgenev, Dostoevskij, perché per Mann la lettura, i buoni libri, sono nutrimento e ispirazione per la sua stessa scrittura.

Si può ricostruire la giornata tipo dello scrittore: sveglia tra le sette e le nove, tre ore di lavoro, poi passeggiata, pranzo, sonno pomeridiano, disbrigo della corrispondenza, tè, altra passeggiata oppure serata a teatro o conferenza, cena. Lo seguiamo anche nei suoi giri di conferenze in Germania e in Svizzera, nelle sue vacanze con la famiglia sul Baltico o a Sylt, nel mare del nord, o da solo a Feldafing, non lontano da Monaco. C’è il suo piacere di muoversi in bicicletta, lui che non guidava e usava molto spesso mezzi pubblici, tram e treno, viaggiando in prima come in quarta classe senza problemi o facendosi scarrozzare dagli amici. Il suo entusiasmo per la bicicletta lo porta a regalarne una a Katja per il compleanno e spesso li vediamo attraversare Monaco pedalando. Elegante e attento alla sua immagine, ama la buona cucina, i vini pregiati, i sigari. È un fantastico lettore, in grado di tenere in pugno la platea con due ore di letture dei suoi scritti, anticipando pagine non ancora pubblicate, come accade con La montagna magica.

Questi Diari gettano una luce così profonda e tagliente sullo scrittore, così unica e vera, così preziosa e insostituibile, da esplorarne la personalità e la vita nel contesto storico meglio di qualsiasi biografia. Qui c’è Thomas Mann come non lo abbiamo mai conosciuto, raccontato da lui stesso.

L’impresa editoriale è titanica e di grande spessore: si tratta di dieci volumi, ciascuno curato da uno studioso diverso, e tutta l’operazione è a cura di Elisabeth Galvan, professoressa ordinaria di letteratura tedesca all’Università di Napoli e presidente dell’Associazione Italiana di Studi Manniani. È trascorso quasi un anno dalla pubblicazione del primo volume, curato da Luca Crescenzi. Per motivi organizzativi interni, il volume successivo è il vol. VI (1944-1946) a cura di Margherita Cottone, appena uscito, e il vol. IV (1937-1939) a cura di Andrea Landolfi, previsto per la fine dell’anno. Nel 2027 usciranno poi in ordine cronologico il vol. II (1933-1934) a cura di Elisabeth Galvan, e il vol. III (1935-1936) a cura di Simone Costagli. Tutta l’edizione dovrebbe concludersi nel 2030.