Paola Zannoner, La sfida, Gallucci (Da 12 anni)
Le cosiddette «challenge social» sono un fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti. In queste sfide lanciate sui social media, le persone sono invitate a svolgere una determinata attività, per poi condividerla pubblicando foto o video, che a catena indurranno altri a fare lo stesso. Se alcune di esse sono abbastanza innocue, come balletti o flash mob, molte altre sono vandaliche o sopraffattorie, e altre ancora sono altamente pericolose. Dallo sdraiarsi sui binari e (cercare di) rialzarsi appena prima dell’arrivo del treno, al provocarsi deliberatamente uno svenimento attraverso la compressione delle arterie del collo, al cospargersi di liquidi infiammabili e appiccarsi il fuoco per pochi secondi prima di spegnerlo, all’ingerire sostanze velenose, non c’è limite a queste sconcertanti sfide che popolano il web e che hanno già causato numerose vittime.

Paola Zannoner, tra le più apprezzate autrici italiane per ragazzi, vi si dedica con il suo romanzo più recente, che sin dalla copertina ci presenta un ragazzino dallo sguardo terrorizzato, aggrappato a un cavo, con le gambe penzolanti nel vuoto, e sotto, in primo piano, decine di cellulari a riprenderlo. Paolo, il giovane protagonista, è stato crudelmente indotto a lanciarsi nel vuoto, di notte, al Parco Avventura, attaccato al verricello a braccia tese, senza alcuna protezione. Non ha scelto deliberatamente la sfida, l’ha accettata per provare a mettere fine al bullismo di cui è vittima e per ottenere quel rispetto che in classe, a un ragazzino timido e sognatore come lui, non è tributato. Paolo ha un talento per il disegno, adora inventare storie a fumetti dove mette in scena l’Uomo Aquila, un eroe solitario che protegge la natura. Ma proprio queste storie, custodite con cura nel suo mondo artistico interiore, vengono profanate dallo scherno dei compagni, e quindi Paolo, per ricostruire la sua dignità, accetta la sfida. Quasi come volesse diventare lui, l’eroico Uomo Aquila, in questo volo profondamente metaforico, dall’infanzia all’età adulta.
In effetti, questa storia che comincia sopra il burrone e poi procede a flash back (in cui scopriamo, oltre alle vicende che lo hanno portato lì, anche l’importanza delle due uniche amiche di Paolo, Olivia ed Elisa), e poi a salti in avanti nel tempo (il tempo dell’avventura che prende una brutta piega, e dei soccorsi che il lettore spera di vedere arrivare), è anche un romanzo di formazione. Paolo prenderà consapevolezza dell’importanza, della bellezza e dell’unicità del suo talento. E le lettrici e i lettori prenderanno consapevolezza dei rischi enormi che la dipendenza dall’approvazione altrui comporta.
Teo Benedetti-Davide Panizza, L’allevamento dei cani improbabili, Franco Cosimo Panini Editore (Da 5 anni)
Se dovessimo trovare un aggettivo per questo albo illustrato, sarebbe «giocoso». Doppiamente giocoso, perché la giocosità verbale è in perfetta armonia con la giocosità delle immagini. L’allevamento dei cani improbabili è una sorta di divertentissimo catalogo canino, che si apre con Cannolo e Candito, prosegue con Canoa e Canestro, poi c’è Canicola, c’è Cantiere, e via di questo vivace passo, presentandoci tutti i simpatici Cani Improbabili dell’Allevamento in cui i due bimbi protagonisti vanno a scegliere l’amico a quattrozampe dei loro sogni. Ogni cane è presentato, visivamente e verbalmente, con le sue principali caratteristiche, e allora Candito è un cane golosone, Canoa «vi accompagnerà festante su ogni specchio d’acqua», Canestro adora giocare con la palla, Cantuccio non è invadente e tende a trovarsi angolini in cui nascondersi, e Canguro fa salti incredibili! Di cani ce ne sono molti altri, ognuno raccontato con brio dai testi di Teo Benedetti e illustrato con ironia da Davide Panizza.

Bisognerebbe vederle le immagini per capire lo humour, ad esempio, del cane Cantiere un po’ squadrato come una cassetta degli attrezzi, e l’osso che ha in bocca in realtà non è un osso ma una chiave inglese, o il Canadese fatto a tenda, o il Canovaccio dal pelo lungo tipo «mocio vileda». Perché andare all’allevamento di cani di lusso quando al canile accanto si possono trovare fantastici cani improbabili? E se dovete mettere un annuncio, vi consigliamo il giornale per cani informati che trovate nei risguardi finali del libro. E che si chiama, come potrebbe essere altrimenti, Il Canale.
