Videogiochi: Campaign Evolved ricostruisce da zero il primo capitolo della saga di Master Chief
Halo è una serie che ha fatto la storia dei videogiochi. Il primo capitolo, inizialmente previsto per Macintosh, fu pubblicato sulla prima console Xbox nel lontano 2001. Halo fu tra i primi giochi a rendere davvero popolare il genere sparatutto in prima persona su console, proponendo un gameplay innovativo unito a una grafica d’altissima qualità e, non da ultima, una storia appassionante, popolata di personaggi indimenticabili.
Il nuovo capitolo di Halo aggiorna grafica e meccaniche ma senza sacrificare quelle sensazioni che nel 2001 contribuirono a fare la storia di Xbox
Nel corso dei decenni l’universo di Halo è stato notevolmente espanso da nuovi capitoli, spin-off in altri generi e perfino in una mediocre serie TV. Nel cuore dei giocatori più stagionati però il primo Halo rimane una pietra miliare, scolpita a fuoco nella loro memoria. Ed è per ricatturare la magia e al contempo reintrodurre il capitolo seminale delle avventure di Master Chief che Halo: Campaign Evolved è stato pubblicato durante l’estate 2026. Una versione remake, ricostruita da zero, per riproporre il gioco a gamer vecchi e nuovi.
La storia di Halo: Campaign Evolved ci vedrà prendere i comandi di Master Chief (o Il Capo, come veniva chiamato nel primo gioco in italiano) alle prese con una disperata lotta contro le forze aliene dei Covenant. Dopo una sconfitta contro le forze spaziali dei nemici, Master Chief e l’IA Cortana si ritroveranno su un pianeta artificiale costruito a forma di anello, il quale nasconde un terribile segreto. Durante la campagna principale, che durerà in media tra le otto e le dodici ore, saremo chiamati a combattere contro alieni agguerriti e una minaccia ben peggiore, passato da un livello e l’altro ambientato su Halo, il pianeta ad anello. Gli sviluppatori di Halo Studios hanno anche pensato di includere una serie di missioni prequel, ambientate un anno prima della storia principale. Nulla di eclatante ma sicuramente un’aggiunta che rende il pacchetto più appetibile a coloro che hanno finito il primo gioco più e più volte.
Campaign Evolved, pur essendo un titolo rifatto da zero e che non utilizza il codice originale del 2011, fa un buon lavoro nel ricatturare le stesse sensazioni. Il feeling di gioco, i movimenti un po’ troppo fluttuanti e le sensazioni trasmesse dalle armi sono fondamentalmente le stesse che ricordiamo. Non si tratta comunque di riprodurre al millimetro quanto fatto più di vent’anni fa ma di ricreare l’esperienza originale ed in questo Campaign Evolved sicuramente riesce in modo egregio.
Tuttavia, questo non ha impedito agli sviluppatori di introdurre qualche elemento moderno, come la capacità di sparare con il mirino su ogni arma o di correre in permanenza. Un travaso intelligente che non toglie nulla al gioco, modernizzandone un po’ la formula allo stesso tempo. E nel caso che si cerchi l’esperienza originale, anche in questo capitolo esistono i famosi teschi, dei modificatori che permettono di attivare o disattivare diversi elementi come la corsa, munizioni infinite o perfino una visuale in terza persona.
Come nell’Halo originale, uno dei punti di forza di questo titolo è la possibilità di giocare in modalità cooperativa: questa volta fino a quattro persone potranno affrontare assieme la campagna del gioco. Estremamente utile sia se vogliamo giocare alle difficoltà più elevate ma specialmente, ancora una volta, per ricatturare l’esperienza originale.
Halo Campaign Evolved è un gioco forse non indispensabile, visto che oltre al titolo originale esiste anche una versione rimasterizzata. Ma va detto che tra migliorie grafiche davvero notevoli, l’esercizio di riproporre il gioco quasi esattamente come ce lo ricordavamo (ed è questa forse la parte più essenziale, il fatto che sia come ce lo ricordiamo e non per forza che sia esattamente uguale) è indubbiamente riuscito. Un gioco che forse saprà aprire la strada al seguito delle avventure di Master Chief, un po’ arenatesi negli ultimi anni e che Halo Infinite non ha davvero saputo riaccendere.
Non c’è dubbio che sia una operazione nostalgica da parte di Microsoft ma è anche un’ottima scusa per riscoprire uno dei giochi che hanno fatto la storia del marchio Xbox.





