Cosa succedeva quando sono nata, il 26 marzo 1955

by azione azione
16 Settembre 2026

Laura sogna di viaggiare e noi la portiamo lontano: a bordo del Conte Biancamano verso le Antille, a Troyes sulle tracce di un nuotatore umile e in una trafficata strada italiana invasa dalle Fiat

Sono nata alla Carità di Locarno il 26 marzo 1955 e sono cresciuta a Caviano (Gambarogno), dove i miei gestivano una pompa di benzina con negozio e ristorante. Dopo la scuola dell’obbligo ho lavorato con loro. Rifarei tutto, nonostante la fatica. Oggi canto in un coro parrocchiale. Sogno nel cassetto? Viaggiare di più, tanto di più. (Laura Clerici di Cugnasco)

Cara Laura, nasci in un mondo dominato dalla Guerra fredda che divide l’Europa in due blocchi contrapposti. Sono gli anni del boom economico e, anche in Ticino, è iniziata l’era degli elettrodomestici. Però la lavatrice resta un lusso per molte famiglie. Su «Azione», settimana dal 24 al 30 marzo 1955, troviamo l’illustrazione di una «macchina da lavare automatica» che si può provare «senza impegno» a Lugano, definita «l’entusiasmo della massaia svizzera». Pensate al tempo risparmiato dalle donne, che cominciano a guardare oltre i confini imposti… E nemmeno a noi interessa restare a casa: dal giornale afferriamo solo curiosità e scintille che vogliono andare lontano. Come te.

Partiamo dal transatlantico «il Conte Biancamano della Società Italia» – se ne parla in un articolo intitolato Potenziati i servizi marittimi – restituito dagli Alleati e completamente rinnovato: «È oggi una delle nostre unità più signorilmente ospitali: dispone di tre piscine, di tre cinematografi, di impianti sportivi e fisioterapici, di lussuosi saloni con aria condizionata e di telefono transoceanico». Si annunciano «viaggi straordinari» che porteranno i passeggeri da Genova verso Venezuela, Colombia e Antille… Rotte che per molti significano emigrazione, avventura, commercio, amori e dolori.

Quel pitone bianco dagli occhi blu

Ma nel «tuo» anno anche nei cieli aumenta il movimento. Dieci anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, racconta «Azione», Lufthansa torna a operare voli di linea, simbolo di una Germania che riallaccia i collegamenti internazionali e guarda al futuro. La stessa fiducia nel domani si riflette sulle strade. Nel 1954 l’industria automobilistica italiana registra un «nuovo record della produzione», lo dice il giornale: 216’700 veicoli, con un aumento del 24,3% rispetto al 1953. Le esportazioni salgono a 44’136 unità. Sono gli anni della motorizzazione di massa trainata dalla Fiat, mentre marchi come Alfa Romeo e Lancia si rivolgono a una clientela più ristretta e benestante.

Dalle strade italiane lo sguardo torna poi a spingersi più lontano: sul settimanale troviamo una storia che sembra uscita da un romanzo d’avventura. Protagonista è lo svizzero Peter Ryhiner (1920-1975), cacciatore e commerciante di animali esotici, che per risolvere i suoi problemi finanziari, aggravati dal recente matrimonio, decide di partire alla ricerca di «due rinoceronti indiani, domandati dallo zoo di Basilea». L’uomo diventa famoso dopo la cattura, a Calcutta, di un esemplare eccezionale di pitone: tutto bianco ma con gli occhi azzurri (non albino). Lo chiama Serata, dal sanscrito «bellezza». Trasportato suo malgrado prima a New York e poi in Svizzera, l’animale attira folle di curiosi. Qualche anno più tardi Ryhiner racconterà le sue avventure nel libro The Wildest Game (1958), scritto con Daniel P. Mannix.

Nuotatore ma anche elettricista

Un’altra scintilla per te. Allora «Azione» pubblica ogni due settimane uno spazio riservato «ai lettori sotto i 15 anni»: La tribuna dei piccoli. Dove leggiamo la storia del nuotatore francese Gilbert Bozon, passato da un’infanzia modesta a Troyes, «una grigia città della provincia francese», ai successi internazionali e alle Olimpiadi. Grazie allo sport arriva a guadagnare abbastanza da potersi comprare «uno scooter e un giradischi» (gli anni Cinquanta!), contribuendo anche a migliorare le condizioni di vita dei suoi genitori. C’è di più: mentre si allena e colleziona vittorie, riesce anche a ottenere il diploma di elettricista. «Con il coraggio e la costanza si può andare molto lontano», commenta il giornalista.

L’ultima sorpresa contenuta nell’edizione citata riguarda uno dei numeri più curiosi che esistano: 12’345’679. Moltiplicato per 9 dà 111’111’111, per 18 dà 222’222’222, per 27 dà 333’333’333 e così via, fino a 81, che restituisce 999’999’999. Un piccolo prodigio aritmetico capace di stupire, nel 1955 come oggi.

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