Il guardiano dei nostri sorrisi

by azione azione
19 Agosto 2026

Il Ticino, da gennaio 2026, è il 19esimo Cantone svizzero che può contare sul «dentista cantonale» È il dott. Reto Lauper. Lo abbiamo incontrato

È il 14 giugno quando 77’319 ticinesi (il 70,16% dei votanti) dicono no all’iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie». Era invece il 1. Settembre 2025, quando il dottor Reto Lauper iniziava a svolgere il ruolo di medico dentista cantonale, incarico affidatogli dal Consiglio di Stato per un triennio (2025-2028). Trait d’union tra i due eventi: i costi delle cure odontoiatriche. Vediamo di capire meglio perché questi due eventi, al di là delle cure dentarie, sono collegati.

L’OMDCT (Ordine dei Medici Dentisti del Canton Ticino) per evitare abusi e problemi, aveva invocato a più riprese, nel corso degli ultimi anni, la necessità di una figura istituzionale per vigilare e controllare «lo stato dell’arte», ma… senza successo, sebbene proprio a questo scopo il «dentista cantonale» fosse già operativo in molti Cantoni svizzeri. Si arriva così al 2022 quando, a seguito del forte dibattito sui costi delle cure (che quell’anno raggiunsero i 160 milioni di franchi in Ticino), la richiesta di istituire un «dentista cantonale» fu fatta propria da Sara Beretta Piccoli e cofirmatari che, con una mozione interpartitica, formalizzata a inizio 2024, si fece portavoce di questa istanza che, all’unanimità, ottenne il parere favorevole della Commissione sanità e sicurezza sociale del Gran Consiglio. Ne seguì che il Consiglio di Stato, il 2 luglio 2025, procedette alla nomina di Reto Lauper che, fino a fine agosto 2028, sarà il dentista cantonale. È così che il Ticino è diventato il 19esimo cantone svizzero a dotarsi di questa figura. Classe 1964, Reto Lauper è dentista dal 1989. Assistente all’Università di Zurigo nel reparto di disfunzioni cranio mandibolari e protesica amovibile dal 1989 al ’92 consegue, nel ’94, il dottorato in medicina dentaria. Medico dentista a tempo parziale alla scuola delle igieniste dentali di Zurigo, rientra in Ticino nel 1995 dove, fino al 1996 collabora con lo studio Jacot Descombes di Bellinzona. Apre il suo studio nel 1997 a Pambio Noranco ed è lì che l’abbiamo incontrato.

Dottor Lauper, si aspettava questa nomina?

Guardi, a dir la verità, alla prima tornata non ho neppure partecipato al concorso. Poi mi è stato chiesto di inoltrare la candidatura e… hanno scelto me. Probabilmente anche per il fatto che sono stato membro, a livello federale, della commissione igiene della SSO (Società svizzera odontoiatri) e che, oggi più che mai, è importante avere uniformità nell’affrontare ciò che concerne la nostra professione, diventata sempre più complessa.

Molteplici i compiti del suo mandato. Partiamo da quello che più interessa direttamente il pubblico: «Monitorare la qualità delle cure dentistiche e il rispetto degli obblighi professionali». Praticamente cosa significa? Lei fa visita ai colleghi dentisti nei loro studi o agisce semplicemente come consulente su denuncia di pazienti, diciamo così, insoddisfatti?

No, non funziona così. Non è che, se un paziente denuncia un disservizio, il dentista cantonale interviene per dirimere la questione. Il mio ruolo è quello di consulente specialistico medico dentario del Dipartimento sanità e socialità (DSS). In pratica, quando un cittadino denuncia all’Ufficio di sanità del DSS una situazione problematica, il caso viene trasmesso alla Commissione di vigilanza che lo esamina e valuta. Io, come dentista cantonale, vengo interpellato quando la situazione si rivela complessa e necessita di una valutazione specialistica. Pertanto: no, non visito i colleghi dentisti e non agisco su denuncia diretta dei pazienti.

Quanti sono stati i dossier che le sono stati sottoposti in questo quasi primo anno di attività? Circa una trentina. E cosa capita se il cittadino denunciante ha ragione?

Capita che la Commissione comunica al denunciante l’esito della vigilanza nei confronti dell’operatore sanitario. Va però detto – visto che le denunce hanno prevalentemente ragioni finanziarie – che l’attestato della Commissione non prevede un indennizzo, ma il denunciante in base alle conclusioni commissionali può intraprendere un’azione legale.

Tempi lunghi, dunque…

Inevitabilmente, visto che nel rapporto dentista/paziente esistono elementi quali il segreto professionale e il diritto alla privacy che devono sempre essere tenuti presenti. Proprio per questo l’SSO-Ti (la sezione ticinese della società odontoiatrica svizzera) ha da tempo messo a disposizione dei suoi associati (e dei loro pazienti) una Commissione arbitrale che, in caso di denuncia, ha come obiettivo e compito quello di trovare una soluzione alla disputa che, come le dicevo, nel 90% dei casi è di ordine finanziario. La Commissione arbitrale può – se necessario – predisporre, a differenza della Commissione di vigilanza del DSS, un indennizzo del denunciante.

Tanto per capire: il mio dentista esegue un lavoro che non mi soddisfa e me lo fattura nonostante non abbia risolto il problema, io posso denunciare o al DSS o all’SSO-Ti?

Esattamente. Il cittadino può scegliere a chi rivolgersi.

Dottor Lauper, una curiosità: i dentisti, siano essi svizzeri o stranieri, sono obbligati a iscriversi a OMDCT o possono esercitare la professione indipendentemente dall’affiliazione?

Non esiste un obbligo ad iscriversi all’Ordine. Gli avvocati, come i dentisti, avevano introdotto quest’obbligo, ma poi, proprio un avvocato aveva interposto ricorso contro questa regola e aveva vinto. Ecco quindi che l’obbligo è venuto meno anche per i dentisti. Oggi un dentista, per aprire uno studio in Ticino, deve ottenere dal Cantone l’attestato di libero esercizio. Ciò avviene dopo che, sulla base delle direttive svizzere, il diploma conseguito (anche all’estero) è riconosciuto equiparato e pertanto valido per la Svizzera.

Torniamo al suo incarico di medico dentista cantonale. Tra i compiti c’è «la supervisione e l’elaborazione di linee guida per il servizio dentario scolastico». Vuol dire che, prima di quest’incarico, queste linee guida non c’erano?

No, no. Le linee guida ci sono dal 1989 e non è prevista la loro revisione, visto che sono e restano valide, garantendo un servizio dentario scolastico di qualità (e a dirlo non sono io, ma l’SSO nazionale). Come dentista cantonale sono però entrato a far parte della Commissione dentaria scolastica e posso, in questo modo, verificare che le direttive 2010 del DSS per il servizio dentario scolastico – con relativa convenzione tariffale – siano rispettate e adeguatamente applicate. Vorrei poter fare notare che le tariffe del servizio sono invariate dal 2010 a oggi. Indipendentemente da ciò il lavoro su questo fronte non manca. Il servizio scolastico è infatti organizzato in circondari e, in Ticino, sono 139 che corrispondono, grosso modo, alle singole scuole elementari e medie del Cantone. Ciascun circondario ha un dentista responsabile, ma capita che un solo dentista sia responsabile di più circondari. Tra i compiti della Commissione dentaria scolastica c’è poi anche quello di controllare, a campione, il lavoro dei dentisti e la soddisfazione di ragazzi e famiglie.

Dottor Lauper, siccome è piuttosto raro (soprattutto di questi tempi) che da oltre San Gottardo giungano lodi per il Ticino, come mai arrivano per il servizio dentario scolastico?

Perché, come le dicevo, è concepito e organizzato bene. Il Cantone cura l’organizzazione e, parzialmente, il finanziamento al quale partecipano, a dipendenza delle sedi scolastiche coinvolte, i diversi Comuni. Oltre San Gottardo, invece, tutta la responsabilità del servizio è stata affidata ai Comuni e quelli che non hanno liquidità sufficiente non coprono il servizio, che pertanto non c’è. Una situazione, questa, che crea evidenti disparità di trattamento da un Comune all’altro.

Un’ultima domanda, dottor Lauper. Lei è medico dentista cantonale al 20%, ciò significa che lei, a fine agosto, avrà dedicato a quest’incarico poco più di un mese di lavoro. Sufficiente per dare una risposta alle aspettative del Paese?

Non penso sia sufficiente perché, per quella che è la mia esperienza, le aspettative del Paese sono volte a ottenere un contenimento dei costi e un’applicazione corretta e uguale per tutti delle regole dell’arte. Come le dicevo, io sono consulente specialistico medico dentario del DSS e quindi il mandato assegnatomi risponde in minima parte a queste aspettative. Diciamo che il mio incarico può essere considerato un primo passo in questa direzione, ma non è quello decisivo. Penso sarà al termine del triennio di prova che si potranno trarre indicazioni utili per dare risposte positive. È comunque importante che i cittadini denuncino puntualmente ciò che reputano irregolarità o errori. Sono consapevole che ciò richiede tempo e fatica, ma… è indispensabile per giungere a quel miglioramento della situazione che tutti noi auspichiamo.