Adrenalina: la prima edizione della prova organizzata da Scenic Trail ha portato oltre cento iscritti lungo il perimetro cantonale
Ammirare l’orizzonte «accendersi» con i colori dell’alba è uno spettacolo che colpisce dritto al cuore. E la sensazione magica è ancora più grande se quello spettacolo della Natura lo si ammira dalle creste di una montagna. Un idilliaco scenario che si sarà presentato agli occhi di più d’uno dell’ottantina di partecipanti della prima edizione del Ticino 500, il trail che ha portato a spasso i concorrenti lungo i 500 km e rotti che costituiscono, a grandi linee, il confine del nostro Cantone. Con partenza e arrivo, però, dislocati a Roveredo.
Su 110 iscritti, hanno tagliato il traguardo solo in ventotto. Gli altri, provati dalle fatiche, hanno gettato la spugna prima
Come mai questo… sconfinamento? La domanda l’abbiamo girata ad Aaron Rezzonico, persona assai conosciuta nell’ambiente per essere a capo dell’organizzazione Scenic Trail, organizzatrice del Ticino 500: «Tutto è nato quasi per caso. Con alle spalle una quindicina di anni di esperienza in manifestazioni di questo genere, le vette del Ticino le conoscevo bene, per cui un’idea di massima del percorso, ce l’avevo già . Da definire restavano però il punto di partenza e di arrivo. L’ottima accoglienza che le autorità comunali di Roveredo ci hanno riservato in occasione di un nostro sopralluogo in Mesolcina per verificare l’idoneità di istallarci un punto di controllo, nonché le infrastrutture trovate sul posto, ci hanno persuasi che quella fosse la scelta ideale per partenza e arrivo».
Per completare il periplo su e giù dalle varie montagne, i concorrenti avevano a disposizione una finestra di undici giorni, dall’8 al 19 agosto. «Il trail è una sfida con sé stessi, una sfida ai propri limiti. Ognuno era libero di andare al suo ritmo, scegliendo come e quando riposarsi. L’unica cosa da rispettare era il tempo limite entro il quale si doveva transitare al punto di controllo intermedio (a Bosco Gurin, a metà strada dell’intero percorso, da raggiungere entro le 125 ore dalla partenza) al fine di poter garantire a tutti supporto e assistenza in caso di necessità , e il tempo massimo entro il quale si doveva completare l’intera fatica. A complicare le cose è stato il gran caldo che ha caratterizzato praticamente tutti gli undici giorni. Da qui la decisione di allargare i cancelli temporali, portando il tempo massimo per completare il trail a 265 ore».
Ai nastri di partenza di questa prima edizione si sono presentati atleti provenienti un po’ da tutto il mondo: «Era rappresentata una trentina di Paesi. Ovviamente la parte del leone, circa il 10%, era costituito da svizzeri, ma abbiamo avuto la partecipazione anche di diversi italiani. E poi c’erano atleti provenienti da Nazioni come Germania, Austria, Cina, Thailandia, Stati Uniti, Canada, Bulgaria…». Complessivamente, a questa prima edizione si sono iscritte 110 persone, fra cui una decina che hanno optato per il percorso «corto» (si fa per dire…) di 50 km, e un’altra ventina ha invece optato per la versione dimezzata (250 km), con arrivo a Bosco Gurin, mentre la restante parte ha deciso di imbarcarsi nell’avventura completa, da Roveredo a Roveredo, marciando da un capo all’altro del Ticino. «A tagliare il traguardo sono stati in ventotto. Gli altri, provati dalle fatiche, hanno gettato la spugna cammin facendo, in particolare nel corso delle prime tre tappe: i 150 km iniziali, assai impegnativi, si sono rivelati particolarmente selettivi, sorprendendo parecchi».
Per Aaron Rezzonico è però in particolare uno il passaggio più impegnativo di tutto il percorso: «Tastando un po’ il polso ai partecipanti, mi è parso di capire che il passaggio che presentava le difficoltà maggiori, anche dal profilo psicologico, è stata la Bocchetta di Formazzora (che con i suoi circa 2700 metri di quota rappresentava anche il tetto del Ticino 500), che si raggiunge dopo aver percorso, da Foroglio, tutta la Val Calnègia, una sassaia molto impegnativa tecnicamente. Passata questa Bocchetta, poi, si scende verso Bosco Gurin. Chi si è ritrovato su questo tratto di notte – e con le temperature elevate sul giorno, in molti hanno scelto di spostarsi (anche) di notte – ha avuto il suo bel filo da torcere. In diversi hanno ad esempio optato per la formula delle turbosieste notturne; basti pensare che il più veloce di tutti a completare l’intero percorso, ha addizionato circa 15 ore di sonno sull’arco dei 7 giorni e spiccioli che gli sono necessitati per tagliare il traguardo di Roveredo».
Mentre pare non esserci un vero passaggio più bucolico di altri: «Sarò forse un po’ di parte, ma personalmente direi che ognuno dei 500 km di percorso costituisce il passaggio più suggestivo. Ogni segmento ha il suo fascino, un’autentica cartolina. Se devo però sceglierne qualcuno, direi che i più belli per me sono quelli in Val Bavona, costellati di scalinate in granito che salgono verso Gradisc e trasudano anni e anni di storia…».
In undici giorni di gara in piena natura, a ogni buon conto, di imprevisti ne possono sempre capitare: «Anche quelli fanno parte del gioco e bisogna saperli fronteggiare. Ogni concorrente era tracciato con il Gps in modo che in qualsiasi momento potevamo intervenire, magari per rimettere sulla giusta via chi s’era un po’ perso. Inoltre avevamo un canale dedicato per avvisare tutti di eventuali pericoli. Penso ad esempio al rischio di temporali e altro ancora. Abbiamo poi dovuto ritoccare leggermente il percorso durante l’attraversamento della Verzasca, dato che il sentiero che da Lavertezzo porta al Poncione d’Alnasca era chiuso a causa di un incendio. Ragion per cui abbiamo elaborato una variante e avvisato tutti per tempo. Ci siamo pure dovuti occupare della questione dei cani da pastore. Oltre alle regole di base di comportamento da tenere in caso di incontro ravvicinato, contemplate nel nostro road book, abbiamo reso attenti tutti i concorrenti di dove nello specifico avrebbero potuto fare questo genere di incontri, in modo che fossero preparati. Anche perché un conto è se questo capita in pieno giorno, e tutto un altro è se si verifica in piena notte…».
Archiviata la prima, si guarda già avanti: «La seconda edizione, che verosimilmente dovrebbe ricalcare il tracciato di quest’anno, è in agenda dal 7 al 18 agosto 2027. Un’edizione che avrà però un nuovo nome, scelto tramite un sondaggio tra i partecipanti, che rimpiazzerà Ticino 500».
