Molto più di un centro polisportivo

by azione azione
29 Luglio 2026

La CMFG Arena di Sigirino è una struttura innovativa, funzionale e inclusiva che scommette sul valore sociale e formativo dello sport. Intervista al direttore Loris Palà

Ci sono luoghi che nascono per ospitare uno sport, altri che diventano punti d’incontro. E poi ci sono progetti che provano a fare entrambe le cose, aggiungendo un ingrediente non scontato: l’inclusione. A Sigirino, la CMFG Arena non è soltanto un moderno centro sportivo. Dietro le sue piste, le palestre, l’ostello e il velodromo si nasconde un’idea più ambiziosa: creare uno spazio dove giovani, famiglie, scuole e persone con disabilità possano sentirsi parte della stessa comunità. Un progetto privato che guarda oltre il business e che scommette sul valore sociale dello sport, senza trascurare la responsabilità ambientale e l’efficienza energetica. Ne abbiamo parlato con il direttore Loris Palà, che racconta come un capannone industriale si sia trasformato in una delle realtà più innovative del panorama ticinese.

Direttor Palà, partiamo dal nome: che cos’è CMFG Arena?
CMFG significa Centro Misto per la Formazione dei Giovani. È una definizione che racconta bene la nostra identità. Non siamo semplicemente un centro sportivo: siamo un luogo dedicato ai giovani, alle famiglie e alle persone con disabilità motorie, progettato senza barriere architettoniche e pensato per offrire molto più della pratica sportiva. La parola chiave è proprio «misto»: da una parte c’è l’offerta sportiva, dall’altra una serie di attività commerciali che permettono di sostenere economicamente il progetto.

Ci spiega l’obiettivo dell’Arena?
Vogliamo offrire al territorio un luogo nel quale le persone possano incontrarsi, fare sport e trascorrere il tempo libero in un ambiente sicuro. Qui i ragazzi trovano tante attività diverse da praticare. L’aspetto sociale è fondamentale e vi è anche una forte componente formativa.

Anche il modello economico sembra seguire una filosofia diversa da quella di molti centri privati.
Sì. Il nostro obiettivo non è massimizzare i profitti. Ovviamente una struttura privata deve avere una solidità economica, ma l’idea è riuscire a coprire i costi mantenendo tariffe il più possibile accessibili. Vorremmo che anche le famiglie con meno possibilità economiche possano frequentare il centro. Per noi è un principio coerente con l’idea di inclusione che accompagna il progetto.

Entrando nella struttura si rimane colpiti dalla quantità di spazi per lo sport. Qual è l’offerta?
È molto ampia. Al livello inferiore si concentra tutto ciò che riguarda il ghiaccio: la pista per l’hockey e il pattinaggio artistico, una sala da curling con cinque corsie e due simulatori dedicati allo sci alpino e allo sci nordico, oltre a una zona con trampolini elastici. Salendo, troviamo una palestra tripla per la ginnastica, con tre corsie da 110 metri dedicate all’atletica; la particolarità è che il fondo può essere utilizzato anche con le scarpe chiodate, una tecnologia che ha già attirato molte società durante la stagione invernale. Uno degli elementi più caratterizzanti è il velodromo coperto, omologato dall’Unione Ciclistica Internazionale. È una struttura unica nel suo genere e rappresenta un importante punto di riferimento per il ciclismo ticinese.

Quali sono le caratteristiche del velodromo?
Grazie alla collaborazione con Swiss Cycling, Ticino Cycling e con alcune persone che hanno creduto nel progetto, siamo riusciti a riunire sotto lo stesso tetto i principali veloclub del Cantone. È nata così l’Accademia Ticinese del Ciclismo, che organizza gli allenamenti delle diverse categorie. È un risultato importante perché supera molti campanilismi e offre a un centinaio di giovani un ambiente sicuro dove allenarsi.

La struttura non si limita però agli impianti sportivi.
Abbiamo realizzato un ostello con 176 posti letto, distribuiti in 44 camere, tutte prive di barriere architettoniche. A questo si aggiungono sale riunioni, un auditorium e un’area dedicata all’intrattenimento con simulatori, bowling e altri spazi ricreativi. All’esterno troviamo un campo polifunzionale che durante l’inverno si trasforma in una pista di pattinaggio. Sotto la superficie sono installate le serpentine di raffreddamento: quando le temperature lo permettono, creiamo una pista all’aperto per tutti.

Il campo polifunzionale esterno (CMFG Arena)

La completa accessibilità è uno degli elementi che più caratterizzano la CMFG Arena. Perché avete deciso di investire su questo aspetto?
L’inclusione era un obiettivo della proprietà fin dall’inizio. Ci siamo resi conto che in Svizzera esistono numerosi impianti sportivi accessibili, ma molto spesso manca la possibilità di ospitare gruppi numerosi di persone con disabilità anche per il pernottamento. Noi volevamo che una squadra o un gruppo potesse vivere insieme l’intera esperienza: allenarsi, mangiare, trascorrere la serata e dormire nello stesso luogo. Per riuscirci abbiamo consultati e confrontati con il Centro svizzero per paraplegici di Nottwil e con altre realtà specializzate. Ogni camera è stata progettata pensando a chi utilizza una carrozzina; tutte le porte sono più larghe e l’intero edificio è stato concepito senza barriere.

La presenza contemporanea di discipline sportive molto diverse era una scommessa. Sta funzionando?
Direi di sì, anche se è presto per avere dei primi riscontri tangibili. Abbiamo cercato di non creare doppioni rispetto a quello che già esiste sul territorio, privilegiando invece la collaborazione con altre realtà. L’aspetto più interessante è che la convivenza tra sport diversi genera curiosità tra i vari fruitori del centro e i turisti.

Che bilancio può fare dopo i primi mesi di attività?
Siamo partiti con le prime attività sportive il 2 gennaio e subito abbiamo ospitato la Nazionale femminile finlandese di hockey, che ha svolto il proprio ritiro di preparazione per le Olimpiadi di Milano-Cortina. Il primo dato che emerge è la grande richiesta di ghiaccio, da noi presente ben 12 mesi all’anno senza interruzioni. C’era davvero fame di spazi per hockey e pattinaggio, sia da parte delle società sia da parte delle scuole e degli amatori. Anche la palestra sta lavorando molto bene grazie alle società sportive, agli istituti scolastici e ai numerosi corsi organizzati da enti privati. Per altre discipline, invece, servirà ancora un po’ di tempo. Il velodromo e i simulatori di sci sono partiti a stagione ormai avanzata e sarà il prossimo inverno a dirci quale sarà il loro reale potenziale.

Anche la parte commerciale della struttura sta prendendo forma.
Sì. Entro la fine dell’anno saranno operativi tutti gli spazi previsti, con l’arrivo di nuovi inquilini come un hub della Croce Verde, un negozio Voi di Migros, Ars Medica, e altre attività che completeranno il progetto.

Quali sono le sfide e le ambizioni per il futuro?
Nel breve periodo ci piacerebbe organizzare una giornata dedicata allo sport e all’inclusione. Sarebbe un evento capace di rappresentare la filosofia della CMFG Arena. Se poi vogliamo sognare, penso alla candidatura della Svizzera per i Giochi olimpici del 2038. Sarebbe bellissimo per la nostra struttura ospitare una Nazionale.

Se dovesse descrivere la CMFG Arena con una sola frase?
Ne sceglierei una molto semplice: sentirsi a casa. Vorremmo che chiunque entri qui, che sia un atleta, una famiglia, uno studente o una persona con disabilità, possa davvero sentirsi accolto come a casa propria.