A colloquio con Marco Pesatori, fra i massimi esperti in ambito astrologico
Da sempre l’astrologia divide e affascina, in alcune università americane ed europee figura fra i programmi di studio; nel Medioevo e nel rinascimento era inseparabile dall’astronomia. Questa antichissima disciplina oggi è spesso fraintesa, poiché, purtroppo, la banalità delle sue superficiali applicazioni allontana molte persone.
Vogliamo sgombrare il campo da ogni falsa visione, e lo facciamo interrogando Marco Pesatori – considerato fra i maggiori studiosi contemporanei di astrologia – e partendo da una citazione da un suo recente libro per «sottrarre definitivamente l’astrologia a quel magma dell’irrazionale e dello pseudoesoterico in cui il luogo comune e l’ignoranza vorrebbero relegarla».
La casa editrice Mimesis sta ripubblicando tutta l’opera di Marco Pesatori al ritmo di un volume all’anno: da leggere, fra gli altri, il recente Segni, sull’interpretazione del tema di nascita personale di noti personaggi attuali e del passato e di ciascuno di noi. Si tratta di seicento pagine di solo apparente complessità per i principianti, sulla modalità espressiva e sul significato simbolico dei dodici segni del cerchio zodiacale, dei dieci pianeti, e delle dodici case con i loro numerosi aspetti e relazioni angolari, che forniscono indicazioni esatte e chiariscono le parole chiave del linguaggio astrologico.
Oggi l’astrologia ha assorbito i segni della cultura del 900, a partire dalla psicoanalisi di Freud, Jung, Lacan e Reich
Fra le numerose pubblicazioni di Marco Pesatori non possiamo non segnalare l’imperdibile Astrologia delle donne, femmine, amazzoni, nomadi, Neri Pozza Editore (2018), in cui l’autore, a partire dalla collocazione di Luna e Venere al momento della nascita, dà prova di una notevole conoscenza della psiche femminile.
Personaggio dalle frequenti presenze mediatiche su «D» di «Repubblica» e su «Vogue», viene spesso consultato anche in televisione, soprattutto in questi nostri tempi di incertezza. Gli abbiamo posto alcune domande.
Marco Pesatori, ci fornisce la sua interpretazione del termine «astrologia»?
È la relazione fra la funzione tempo e la vita: la vita, la sua materia, la sua vibrazione, il suo oceano infinito di onde, è anche «tempo». In questo senso questa antica disciplina conferma ancora oggi non solo la sua straordinaria modernità, ma anche la sua qualità di essere una disciplina al di là del tempo, ma che ci permette di dettare anche nell’attualità i tempi della nostra esistenza.
Come lavora l’astrologo?
Il tempo del vivente è anche tempo della coscienza e della consapevolezza, vi è interazione tra loro. Pertanto il lavoro del cosiddetto astrologo è di allargare e amplificare l’area e la ricchezza della consapevolezza dell’individuo leggendo i segnali del grande Tempo Archetipico, e in questo senso l’astrologia va un passo oltre la psicoanalisi. La consultazione astrologica certamente non si limita a una sola seduta durante l’anno, ma si sviluppa almeno su cadenze mensili. Una consultazione astrologica presuppone dal cliente una certa conoscenza del linguaggio della materia, e dal professionista una preparazione che va ben oltre il semplice ambito astrologico.
I pilastri dell’astrologia, potremmo dire, sono tre: assoluta competenza tecnica, assoluta affidabilità etica, sforzo continuo di arricchimento e nutrimento attraverso la relazione con le discipline contigue; in primo luogo la psicologia, la psicoanalisi, la filosofia, la letteratura, l’arte, e naturalmente la fisica contemporanea.
Lei scrive che l’astrologia è in continua trasformazione…
Se è vero che i disegni del cielo, che rappresenta il grande orologio attraverso cui leggiamo lo scorrere del tempo, continuano a cambiare dalla notte dei tempi, anche la loro relazione con l’evoluzione dell’uomo sulla terra a sua volta è ininterrotta. I percorsi del tempo sono anche generazionali e storici. Non si può pensare che l’astrologia di oggi sia la stessa dei tempi di Marsilio Ficino, o dei tempi di Steiner e Carl Marx
E come osserviamo l’astrologia nel presente?
L’astrologia oggi ha assorbito gli insegnamenti della cultura del 900, a partire dalla psicoanalisi di Freud, Jung, Lacan, William Reich, fino alle più attuali riflessioni dei maggiori psicoanalisti. È in sintonia con i percorsi filosofici del pensiero umano, in un certo senso raccoglie l’eredità di una filosofia ormai frantumata dalle risoluzioni depressive del pensiero post-moderno. Il lavoro di studio astrologico è in continua trasformazione quanto più si trasforma la natura dell’inconscio o dei de-sidera dei clienti, abbagliati dalla società dello spettacolo. Ed è curioso come la cultura ufficiale abbia un radicale terrore di questa materia, perché ne coglie la portata radicalmente rivoluzionaria.
Da un lato abbiamo il linguaggio ipertecnologico della modernità, dall’altro il linguaggio delle corrispondenze analogiche dell’astrologia, come si conciliano?
La scienza positivista vive un momento di straordinaria accelerazione ipertecnologica, si pensi solo all’arrivo del computer quantistico o alle continue scoperte della fisica, non usa certo il linguaggio simbolico che usa l’astrologo: anche se a sua volta la scoperta scientifica diventa simbolo e soprattutto causa di una terrificante divisione tra uomo e natura che è proprio ciò contro cui la scienza dell’«Unum» astrologico combatte.

Mosaico bizantino raffigurante una ruota zodiacale, VI sec. (sinagoga Beit Alfa, IL) (Wikipedia)
Quale sarà allora il vero linguaggio dell’astrologia?
La scienza astrologica usa il linguaggio dei simboli e delle analogie vitali, si basa sul concetto dell’unità dell’universo e su quello di «entanglement» (intreccio, connessione), che ormai stabilisce con certezza ciò per cui anche Giordano Bruno aveva combattuto: la correlazione nell’universo di ogni sua parte, grande o piccola che sia. Uno dei fattori di questa straordinaria connessione è proprio quel Tempo su cui il pensiero astrologico si basa. Il linguaggio dell’astrologia è di una ricchezza straordinaria, è la relazione e lo sviluppo del simbolo, che è concetto e che diventa discorso e narrazione che può essere estetica, poetica, etica. L’astrologia è forse l’unica materia che in questa società della complessità unisce varie scienze umane in una soltanto, che chiamiamo Scienza del Tempo.
Osservando i cambiamenti ad esempio nel mondo della politica, sarebbe possibile fare considerazioni?
Essendo l’astrologia una disciplina che «tutto» consente, sarebbe possibile anche una prospettiva da cui leggere i vari percorsi del politico e dell’economico. Ma questa meravigliosa disciplina, in questa società dello spettacolo in decomposizione che è diventato l’Occidente, non ha la legittimità per aprire bocca, e qualunque astrologo che si incammini in un’analisi storica e politica (una ventina di anni fa insieme ad Annarita Rovere scrissi un libro intitolato Astrologia del Novecento) non farebbe che scivolare in quel ridicolo dove il bieco scientismo positivista pretende di relegarla.
In I transiti di Plutone, un altro suo recente libro, lei scrive che nel 1914 questo lentissimo pianeta entrava nel segno del Cancro, e un mese dopo scoppiò la Prima guerra mondiale. Plutone rimase nel Cancro fino al 1939, quando entrò nel segno del Leone, assistemmo allora allo scoppio della Seconda guerra mondiale, potremmo trarne qualche riflessione?
Ogni studioso che scopre questa materia sa quanto sia importante il simbolo Plutone, i cui percorsi temporali hanno un’incidenza precisa e millimetrica sul vivente. I suoi transiti coinvolgono le profondità più oscure e conturbanti del nostro inconscio, vanno anche oltre le dimensioni di quegli archetipi collettivi dove ci hanno da tempo condotto le riflessioni di Jung, il pensiero orientale, rinascimentale, il neoplatonismo, i miti egizi.
Il passaggio di Plutone è interessantissimo anche dal punto di vista storico: ogni volta che il pianeta cambia segno provoca una assoluta rivoluzione sia politica, sia economica e culturale. Il pianeta è appena entrato nel segno dell’Acquario, dove rimarrà una ventina d’anni, stiamo vivendo già da diversi mesi un clima di rivoluzione globale che trasformerà con un’accelerazione tutti i paradigmi dell’umano e del vivente.
