Mondoanimale: anche senza coccole, le tartarughe riconoscono chi le cura
Le tartarughe hanno da sempre affascinato l’uomo per la loro longevità, il passo lento ma determinato e la capacità di suscitare curiosità e affetto. In Canton Ticino, la loro tutela non è affidata a un unico ente, ma coinvolge diverse autorità e organizzazioni: dall’Ufficio del Veterinario Cantonale ai Comuni; mentre la legge cantonale protegge specie autoctone come la testuggine palustre europea e regola l’introduzione di specie invasive. Questo complesso intreccio tra natura e cura umana mostra quanto le tartarughe siano strettamente legate alla responsabilità e alla sensibilità delle persone che le circondano e, pur avendo ciascuna un carattere distinto, mostrano sovente segni di riconoscimento e attaccamento verso le persone, soprattutto dopo periodi prolungati di convivenza. Questo ci porta a chiederci in che modo esse si rapportino davvero all’essere umano, quanto la loro presenza rifletta un legame più profondo con noi, e se corrisponda al vero che esse sappiano riconoscere il loro essere umano di riferimento.
Ci viene in aiuto lo studio recente Human–Chelonian Bond in Italy (2025, MDPI) che ha indagato il rapporto tra proprietari e tartarughe in Italia, coinvolgendo 91 guardiani di cheloni, soprattutto Testudo hermanni, e giungendo alle seguenti considerazioni: «Circa il 45% dei partecipanti ha espresso emozioni come “amore” o “affezione” verso il proprio animale, e chi allevava il chelone all’interno della casa tendeva a considerarlo un vero membro della famiglia, sebbene, rispetto a cani e gatti, il grado di attaccamento percepito risultasse generalmente più basso». Altri studi sulle capacità cognitive delle tartarughe indicano inoltre che specie come Pseudemys nelsoni possono apprendere, osservando altre tartarughe, segnali visivi associati al cibo, e ricordare compiti appresi anche dopo mesi. Ciò suggerisce che la memoria e l’apprendimento possano facilitare il riconoscimento di persone o situazioni positive legate all’uomo (PubMed; The Environmental Literacy Council). Tutti questi dati mostrano che le tartarughe possono sviluppare legami emotivi e riconoscere l’essere umano. Verificando le fonti veterinarie e le guide di allevamento (PetMD, «Turtles as Pets: Care and Behavior», 2024), la conclusione è analoga: «Pur non essendo dimostrato che le tartarughe provino “amore” nel senso umano del termine, esse reagiscono positivamente ai proprietari soprattutto quando ricevono cure costanti, cibo e un ambiente adeguato».
Tuttavia, i risultati disponibili presentano limiti significativi perché mancano studi sperimentali che misurino direttamente questo attaccamento emotivo, sia in termini fisiologici sia comportamentali, come invece avviene per mammiferi sociali. Inoltre, è difficile distinguere tra comportamenti legati all’associazione con ricompense (ad esempio «umano uguale a cibo») e forme più complesse di affezione o fiducia. Eppure, pare che questo riconoscimento vada oltre la semplice presenza in uno spazio condiviso, e si manifesti in comportamenti concreti, come ci racconta Elisa parlando della sua tartaruga Alana: «Quando accendo la luce della stanza, Alana non si nasconde più come faceva all’inizio. Si avvicina lentamente verso di me, si muove senza paura e rimane tranquilla mentre le metto il cibo nella ciotola. Ormai riconosce la mia presenza e sa che non succederà nulla di spiacevole: la routine è chiara per lei. Non è come un cane che cerca le coccole, ma vedo chiaramente che si sente sicura e a suo agio quando le sono vicina». Un racconto che confermerebbe la linea dei ricercatori: «La tartaruga può avvicinarsi più rapidamente, mostrare minore timidezza o continuare a muoversi in prossimità della persona senza segni di stress. In questo senso, l’interazione con l’uomo diventa prevedibile e rassicurante per l’animale, creando una forma di fiducia basata sull’esperienza piuttosto che su un legame emotivo complesso». Ciò non toglie che però, dal punto di vista dei proprietari, la percezione di affezione è reale e significativa, e lo studio Human–Chelonian Bond in Italy mostra che molti guardiani usano termini emotivi come «amore», «affezione» o «fascinazione» per descrivere il loro rapporto con essa: «Una percezione importante non solo dal punto di vista soggettivo, ma anche perché influisce concretamente sul benessere dell’animale: la persona che interpreta il comportamento della tartaruga come affetto tende a offrirle più attenzione, cure migliori e interazioni regolari, creando un ambiente più stimolante e sicuro per l’animale».
