Claire Legrand, Giorni verdi, giorni blu, Giralangolo (Da 11 anni)
Nel titolo c’è già il tema centrale di questo romanzo, il quale, nonostante abbia toni apparentemente fiabeschi, è in realtà profondo e complesso. Giorni verdi e giorni blu allude ai chiaroscuri della vita, a quel lato ombra, celato, dolente, che la giovane protagonista, l’undicenne Finley, avverte nelle sue giornate «blu», dove la fatica di affrontare le cose complicate affiora ineluttabile, offuscando la spensieratezza dei giorni «verdi». Ma è la vita stessa ad essere complicata e imperfetta, e a undici anni, quando l’età d’oro dell’infanzia si allontana, si comincia ad averne consapevolezza. Finley, in quell’estate trascorsa con i nonni e con i cugini, prenderà coscienza che la felicità può essere trovata anche tra i chiaroscuri, anche nella fragilità, anche negli errori e nel tentativo di ripararli.

Some kind of Happiness, è infatti il titolo originale di questo romanzo, uscito ora in italiano ma scritto dieci anni fa dall’autrice statunitense Claire Legrand, che nel frattempo è diventata celebre per le sue opere dark e fantasy. Invece qui non siamo in un mondo fantastico, ma nella realtà di una ragazzina, Finley Hart, che viene lasciata nella grande casa dei nonni paterni perché i suoi genitori stanno affrontando una crisi che li porterà alla separazione. Finley non ha mai conosciuto i nonni, né gli zii e i cugini, e non capisce perché suo padre l’aveva finora tenuta lontana dalla famiglia Hart, apparentemente così impeccabile ed elegante. Qualcosa però non le torna, in quella perfezione che la mette a disagio, sin dalla loro prima cena in comune: «Quando riappoggio il bicchiere, mi accorgo delle impronte delle mie dita sudate. Provo un senso di amicizia profonda e improvvisa per quella macchia. Sono io. Le zie e gli zii, i nonni, i miei bellissimi, splendidi cugini… io sono una macchia sul loro bicchiere». Emergerà, nel corso di quell’estate, una verità inquietante, che era stata accuratamente celata, e chi avrà la forza di togliere il velo che la copriva, sarà proprio Finley, con l’aiuto dei cugini, e dei tre fratelli Bailey, ragazzi che vivono sulla collina di fronte, la cui frequentazione non è vista di buon occhio dagli Hart adulti. Con questa verità ognuno dei protagonisti dovrà fare i conti: ci sono colpe e responsabilità, ma non giudizi irrevocabili, né divisioni tra buoni e cattivi, perché la prospettiva narrativa è quella di Finley, e lei ha imparato che, tra il blu e il verde della vita, l’importante è dire la verità ed essere compassionevoli.
Un altro tema centrale del romanzo è il potere salvifico dei mondi fantastici, come l’Everwood, la magica foresta creata dalla fantasia di Finley, dove lei ambienta le storie che ogni giorno scrive sul suo quaderno e che affascinano i giovani cugini. Ma è interessante che ad avere il coraggio di guardare in faccia la realtà sia proprio chi, come Finley (e di riflesso gli altri ragazzini), sa anche essere a proprio agio con i mondi fantastici.
Kallie George-Paola Zakimi, La foglia dei desideri, Il Castoro (Da 4 anni)
Chi vede cadere l’ultima foglia, può esprimere un desiderio: così pensano Orsetto e gli altri animali del bosco, ed eccoli lì, infreddoliti, a guardare l’ultima foglia rimasta sull’acero, «luminosa e dorata come una stella». Ma l’aria autunnale mette a dura prova la resistenza degli animali, che pian piano, uno alla volta, cominciano a far ritorno alle loro tane, e quando addirittura inizierà a nevicare anche gli ultimi se ne andranno, intirizziti e un po’ delusi. Solo Orsetto resta paziente ad aspettare: ed ecco che quando ormai è notte, la foglia si stacca e inizia a volteggiare, «come una stella cadente». Ma quale desiderio potrà esprimere Orsetto? Ancora non aveva deciso!

Il desiderio di Orsetto sarà sorprendente, bellissimo e luminoso, proprio come quella foglia-stella, e darà un senso profondo a questa storia dell’autrice canadese Kallie George (in catalogo de Il Castoro anche per la bella serie Sulle ali dell’Olimpo e per l’adattamento di Anna dai capelli rossi). Questo albo parla del valore dell’attesa e di quello della condivisione, e ci porta con tenerezza nelle magiche atmosfere autunnali. Dalla brezza della foresta, al tepore dell’abbraccio di mamma Orsa, quella di Orsetto è anche una tenera storia della buonanotte.
