L’ambiente in cui viviamo muta sotto l’influsso dell’uomo e della natura. La Rete d’osservazione del paesaggio svizzero LABES ne rileva lo stato grazie ad alcuni indicatori
I paesaggi cambiano, ma spesso non ce ne accorgiamo, sia perché non prestiamo attenzione sia perché i mutamenti sono lenti, graduali o «nascosti». L’arretramento dei ghiacciai, l’espansione delle superfici costruite o l’avanzata dei boschi sono degli esempi eloquenti che, con un confronto accorto a distanza di anni, si riescono a percepire abbastanza facilmente. Altre metamorfosi sono meno evidenti e si riescono a valutare solamente grazie a misurazioni, indicatori o altri dati scientifici. La Rete d’osservazione del paesaggio svizzero (LABES) ha il compito di misurare lo stato del paesaggio e la sua trasformazione. Grazie a circa 30 indicatori, LABES rileva i mutamenti fisici e percepiti che sono in seguito riassunti nella pubblicazione Landschaft im Wandel, pubblicata dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) con l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). Qui vengono mostrati gli indicatori utilizzati, vengono presentati i cambiamenti strutturali e quelli avvertiti dalla gente, prima di passare a una valutazione. Una sintesi sullo stato del paesaggio e sulle misure adottate dalla Confederazione è invece contenuta nel Rapporto sull’ambiente che viene pubblicato ogni quattro anni (l’ultimo nel 2022).
La Confederazione, in base alla legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN), è tenuta a informare la popolazione in merito all’importanza e allo stato del paesaggio, e lo fa in base alla Rete d’osservazione LABES. Per valutare e monitorare lo stato fisico sono utilizzati indicatori come l’estensione delle superfici forestali, agricole e alpestri, ma anche degli insediamenti o delle installazioni dei trasporti. Per esempio, la superficie delle abitazioni e delle infrastrutture è cresciuta costantemente dal 1985 al 2018, raggiungendo il 7,9% del territorio nazionale. Tuttavia il ritmo d’espansione ha decisamente rallentato (dall’1,1% allo 0,7% annuo), differenziandosi tra le regioni: la crescita maggiore è stata riscontrata nelle Alpi centroccidentali e sui versanti settentrionali delle Alpi, mentre è stata più lenta sull’Altopiano e a sud delle Alpi.
Altri dati sono l’impermeabilità del suolo, la frammentazione del paesaggio, le emissioni luminose o le superfici lasciate alla natura. Indicativi sono anche i dati sulle installazioni delle linee elettriche, degli impianti eolici o delle reti pedestri, così come gli spazi verdi urbani o l’estensione dei ghiacciai (grazie alla Rete di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri GLAMOS). A completare il monitoraggio s’aggiungono poi informazioni sulla distanza tra gli edifici al di fuori delle zone edificabili o delle aree prive di elementi paesaggistici artificiali (strade, grandi edifici, impianti di risalita, ferrovie, antenne,…), oppure anche il tempo di percorrenza tra un punto del paesaggio e l’area urbanizzata più vicina.
Sondaggi tra la popolazione
Se per il rilievo di questi dati ci si basa essenzialmente sulle statistiche della superficie, sui dati swisstopo e sulle immagini satellitari, per altri indicatori utilizzati nel programma LABES ci si affida a sondaggi condotti tra la popolazione. Grazie a queste inchieste si riesce a valutare la percezione e l’interpretazione della qualità del paesaggio. Si tratta per esempio del senso di bellezza del paesaggio, dell’attaccamento a un luogo, del valore culturale, dei cambiamenti osservati o dall’apprezzamento generale. In relazione allo svago e al tempo libero rientrano per esempio i dati sulla percentuale di persone che hanno accesso, a piedi e in meno di 15 minuti, a varie categorie di aree ricreative: a passeggiate o percorsi escursionistici hanno accesso l’89% delle persone intervistate, mentre a prati o campi coltivati l’87%. Alle foreste accedono facilmente otto abitanti su dieci, a parchi, spazi verdi o giardini pubblici il 78%, a laghi, stagni, ruscelli o fiumi il 70%. Meno accessibili sono i punti panoramici, le montagne o le colline, dove il 46% e rispettivamente il 44% delle persone interpellate vi arriva in 15 minuti di camminata.
Nella terza e ultima parte, la pubblicazione Landschaft im Wandel, confronta i cambiamenti fisici e quelli percepiti con le disposizioni di legge e gli obiettivi di qualità del concetto di «Paesaggio svizzero». Emerge che, nonostante alcuni successi come un freno dell’urbanizzazione e la rinaturazione dei corsi d’acqua, il paesaggio non sta evolvendo ovunque nella direzione auspicata. Per esempio, non è ancora stato possibile concentrare le costruzioni e raggruppare le infrastrutture nella misura necessaria. Se la densificazione dell’ambiente costruito sembra progredire, gli spazi verdi nelle aree urbane stanno diminuendo e l’impermeabilizzazione del suolo è in aumento. Lo sviluppo delle aree urbane, l’espansione delle foreste ad alta quota e l’aumento del numero di edifici al di fuori della zona edificabile stanno portando alla perdita di terreni agricoli e pascoli estivi, con conseguenti modifiche nel carattere del paesaggio, che comprende le peculiarità regionali, la bellezza e la varietà .
Il futuro
Il primo monitoraggio completo del paesaggio, come detto, è stato svolto nel 2011, nel corso degli anni gli indicatori sono stati rivisti e sviluppati ulteriormente, così che nel 2020-2021 la qualità del paesaggio è stata valutata per la seconda volta. LABES sarà ulteriormente sviluppato in futuro e si sta lavorando al terzo monitoraggio. Presentata durante il quinto congresso svizzero del paesaggio, che si è svolto a Davos il 3 e 4 settembre scorsi e intitolato «Montagne et vallée – ville et campagne. Le paysage, lieu de rencontre» (congrespaysage.ch), la nuova revisione degli indicatori di LABES tiene conto dei cambiamenti tecnologici e metodologici, dei progressi nelle tecniche di telerilevamento e migliora la collaborazione con altri programmi svizzeri di monitoraggio ambientale per rafforzare le sinergie, evitare duplicazioni e utilizzare in modo efficace i dati esistenti.
