Libri ◆ Una lunga storia di solidarietà
Abba è un’antica parola aramaica che indica «padre», ma nel caso dell’organizzazione di cui parliamo, può rappresentare anche le prime quattro lettere della parola abbastanza, trasformandosi così in un auspicio.
È l’auspicio che deve essersi prefissato anche il gruppo di lavoro ABBA (di cui l’instancabile Daniela Tami Abruzzi è cofondatrice) quando, nel 1995, sulla spinta di un profondo desiderio di giustizia mescolato alla «voglia di fare», iniziò la prima di una lunga serie di attività (dalla costruzione di scuole e pozzi fino ai sistemi di irrigazione, senza dimenticare tutela dei diritti, alimentazione, ma anche solo «semplice conforto») che, a modo loro, sono riuscite a rendere il mondo un posto migliore. Dopo trent’anni è tempo di bilanci, è così è nato il libro Una storia tra tante, testimonianza viva di come la «A» che apre e chiude l’acronimo ABBA, possa tranquillamente stare anche per ascoltare, accogliere, agire, accendere, andare…, e possa con altrettanta naturalezza includere anche le macro regioni in cui l’ONG ticinese è operativa: Asia, Africa, America Latina.
Il libro, che si divide in due parti, racconta di un inizio quasi in sordina, in Cambogia, con un mondo (quello di sviluppo e cooperazione) le cui dinamiche e regole andavano imparate giorno per giorno, e che chiedeva agli operatori pazienza e inventiva. È in questa sorta di «apprendistato del sostegno» che lo staff di ABBA si è fatto le ossa – e lo racconta bene il diario di quell’esordio lontano. Nella seconda parte, invece, si comprende la portata umana dell’ONG bleniese: grazie alle testimonianze dirette di chi in ABBA ha prestato servizio, di chi vi ha ricevuto aiuto, di chi ci ha sempre creduto, alla lettrice e al lettore giunge (rubando le parole del compianto ex direttore di «Azione» Ovidio Biffi) il ritratto di un «luogo incantato in cui, tuffandosi dentro, si ricevono scosse che scaldano il cuore e dispensano speranza». E oggi, ci sembra di potere affermare, ce n’è più bisogno che mai.
