AVS e cassa pensioni: basteranno per il futuro?

by azione azione
14 Ottobre 2026

La consulenza della Banca Migros, come valutare la propria situazione e costruire sicurezza finanziaria nel tempo

La previdenza per la vecchiaia in Svizzera gode di buona reputazione. È quello che emerge anche dall’«Osservatorio competenze finanziarie», un recente sondaggio condotto dalla Banca Migros e dall’istituto di ricerca gfs.bern: il 70% degli intervistati ritiene che il nostro sistema previdenziale funzioni bene. E a ragione: disponiamo effettivamente di un modello solido per la sicurezza finanziaria nella terza età. Tuttavia, la previdenza per la vecchiaia poggia volutamente su tre pilastri: la previdenza statale (AVS), professionale (cassa pensioni) e privata.

I primi due pilastri costituiscono una solida base e garantiscono che i pensionati possano coprire le loro spese di base ma, per mantenere il proprio tenore di vita anche dopo il pensionamento, sono spesso necessarie più entrate. In linea di massima, il fabbisogno di reddito in età avanzata ammonta a circa l’80% dell’ultimo reddito lordo annuo e in molti casi entrambe, l’AVS e la cassa pensioni, coprono solo il 60% circa di questa somma. Le lacune che ne derivano possono variare a seconda del reddito, della carriera professionale e della situazione familiare. Inoltre, le entrate derivanti dalle rendite dell’AVS e della cassa pensioni perdono potere d’acquisto con il tempo, poiché il rincaro non viene compensato o viene compensato solo parzialmente.

Ecco perché il 3° pilastro è importante

Ed è proprio qui che entra in gioco la previdenza privata con il 3° pilastro. Questa consente di costituire un capitale di vecchiaia supplementare e di ridurre le lacune di reddito durante la pensione. Prima si inizia, maggiore sarà l’effetto che ne deriva, ad esempio con un fondo previdenziale del 3° pilastro presso la propria banca di fiducia: grazie all’effetto dell’interesse composto, anche piccoli importi regolari possono diventare una notevole somma nel corso degli anni.

Il primo passo da intraprendere è farsi un quadro della propria situazione previdenziale. Solo chi conosce le proprie condizioni finanziarie può armonizzare in modo sensato i tre pilastri. Secondo l’«Osservatorio competenze finanziarie», solo il 33% degli intervistati verifica il proprio certificato della cassa pensioni per individuare le lacune previdenziali. Tale documento fornisce importanti informazioni sulle prestazioni prevedibili nella terza età e sulle eventuali necessità d’intervento.

Chi vuole restare finanziariamente indipendente durante la pensione non dovrebbe fare affidamento solo sui primi due pilastri: la previdenza privata non è un lusso, bensì un’importante colonna del sistema. Una consulenza finanziaria a 360°, che considera tutti e tre i pilastri, consente di fare chiarezza sulla propria previdenza.

Pubblicità di un servizio finanziario secondo la LSerFi.