Cosa succedeva quando sono nato, il 24 agosto 1962

by azione azione
7 Ottobre 2026

Da Marilyn alle navicelle spaziali russe Vostok 3 e Vostok 4, passando da Twist, divorzio e gioco d'azzardo

Spettabile redazione,
sono nato il 24 agosto 1962, in Congo (Kinshasa). Mio padre era ingegnere e lavorava in quel Paese per una grossa impresa internazionale di costruzioni, un consorzio italo-belga, nella progettazione e realizzazione di strade.  Si può dire che io sia figlio della Rivoluzione congolese del 1960 (il periodo di violenze, rivolte e lotte di potere che seguì l’indipendenza del Congo dal Belgio, ndr.). In quella tragica occasione, quando molti occidentali bianchi ci rimisero la vita, mio padre come tanti riuscì a scappare per mezzo dei ponti aerei organizzati dagli europei. Una volta in Europa, un giorno d’autunno decise di andare a Milano a visitare la biennale (o triennale…?), e lí incontrò la mia futura mamma. Fu un incontro-scontro, visto che nel posteggio mio padre tamponò l’auto del padre di lei. Come nei migliori romanzi d’amore, una cosa tira l’altra, i due cominciarono a frequentarsi. Ma tutto si fermò lì, perché all’inizio del 1961 la situazione in Congo tornò a normalizzarsi, le imprese europee ricominciarono a riaprire, e mio padre tornò in Africa. Ma non poté dimenticare la bella italiana che aveva conosciuto durante il suo «esilio», così le scrisse una lettera in cui le dichiarava il suo amore. La lettera fu però confiscata dai genitori di lei, che non vedevano di buon occhio un matrimonio con uno che viveva così lontano, in Africa, nell’Africa nera. Mio padre non si arrese nonostante il silenzio e riscrisse un paio di mesi dopo. Proprio in quel periodo (destino!) i genitori di mia mamma erano in vacanza al mare, cosí la lettera riuscí ad arrivare alla destinataria. E cosí fu: la prima  lettera scomparsa ricomparve con le scuse dei genitori, la storia poté andare avanti, e dopo uno scambio epistolare di alcuni mesi, mio padre fece la proposta e i due si sposarono verso la fine del 1961. Mia mamma partí cosí per il Congo, «il piú bel periodo della mia vita», come ama sempre ripetere ancora lei. E lí nacqui io. Quale altro grande avvenimento è successo nel 1962, oltre alla morte della grandiosa Marylin? (Renato Cucchiani)

Caro Renato, hai citato Marilyn, simbolo della favola hollywoodiana degli anni Cinquanta. Poche settimane dopo la sua morte, Hollywood appare ad «Azione» – edizione del 23-29 agosto 1962 – come un luogo mitico che ormai ha perso smalto: «la Hollywood cinematografica (…) sembra inesorabilmente sommersa in quell’enorme agglomerato (…) che è la Los Angeles oggi, divenuta il terzo centro industriale degli Usa, soprattutto nel settore dell’aeronautica, delle ricerche nucleari e degli scavi petroliferi». Un posto di velleità di fama e disillusioni, dominato dalla paura di invecchiare. Dove si incontrano tante facce levigate «sino a parere di porcellana». Dove impazza il Twist, soprattutto tra i ventenni che, «in calzoni aderenti e magliette dritte o camicette annodate alla pirata», ballano fino allo stremo, tra sudore e capelli sfatti. A questa generazione l’America «puritana e conformista» concede, con sorprendente indulgenza, «il diritto a una modesta ribellione», mentre proprio il conformismo della società statunitense affiora come uno dei temi centrali del reportage.

La guerra batteriologica

America che, in quel momento, affronta la Guerra fredda con un’Unione Sovietica ancora in vantaggio nella corsa allo spazio: le missioni Vostok 3 e Vostok 4, lanciate a un solo giorno di distanza, diventano le prime navicelle con equipaggio a orbitare contemporaneamente attorno alla Terra. Con la Svizzera che – si sa – guarda verso gli Usa. Così il Comptoir suisse di Losanna, la grande fiera nazionale che si teneva ogni anno al Palais de Beaulieu, ospita il primo padiglione ufficiale della Nasa in Europa. Migliaia di visitatori possono ammirare le più recenti conquiste della ricerca spaziale americana, quasi sette anni prima dello sbarco sulla Luna. E naturalmente anche di questo parla «Azione».

Sullo sfondo c’è lo spettro della guerra atomica, ma anche quello della guerra batteriologica. A tal proposito, in un altro articolo, si accenna alla storia di Geoffrey Bacon, uno scienziato che lavora a Porton Down, il principale centro di ricerca britannico sulle armi biologiche e chimiche. Muore proprio nell’agosto del 1962 dopo essere stato infettato dalla peste bubbonica durante il suo lavoro in laboratorio. Nello stesso periodo suscita grandi speranze l’interferon, scoperto pochi anni prima da Alick Isaacs e Jean Lindenmann: una sostanza prodotta dall’organismo che promette di combattere i virus come gli antibiotici combattono i batteri. Un’intuizione che si rivelerà solo in parte corretta.

Un mondo di spie

Nelle pagine del settimanale si parla anche di Robert Soblen, psichiatra ebreo-americano condannato negli Usa con l’accusa di spionaggio per conto dell’Unione Sovietica. La sua fuga in Israele, che lo respinge, il successivo arresto e i tentativi di togliersi la vita (uno riuscirà) fanno notizia in mezzo mondo.

Ma il 1962 non è fatto soltanto di spie, missili e sogni spaziali. È anche un periodo in cui i costumi cambiano e le menti moraliste reagiscono. In un articolo dedicato ai «figli del divorzio» si legge che «dal 1945 a oggi, 70’000 bambini sono stati privati, nel nostro Paese, di una famiglia NORMALE in seguito al divorzio dei loro genitori. Ogni anno, così, 4000 minorenni in media PERDONO l’uno o l’altro genitore». In Svizzera il divorzio è legale dalla fine dell’Ottocento, ma continua a essere visto come un fenomeno contro natura e devastante per i figli. Una visione che il tempo ha ridimensionato, senza cancellarla del tutto. E a proposito di divorzio, torniamo negli Usa. In Nevada, racconta ancora «Azione», viene liberalizzato nel 1931 insieme al gioco d’azzardo, gettando le basi della fortuna di Las Vegas e Reno. Gli introiti per lo Stato sono enormi, mentre zero attenzione viene riservata alle conseguenze delle dipendenze. Ben più gravi del divorzio.

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