Il dj di musica elettronica che sta rivoluzionando il settore ha presentato il suo show a Milano
Non sta solo rivoluzionando l’industria della musica elettronica. Anyma (vero nome Matteo Milleri) sta contribuendo alla creazione degli show di domani, con un’unione inedita tra neoclassico e futuro. Lo si capisce immediatamente, quando ce lo si trova davanti, impegnato in consolle, con alle sue spalle uno schermo enorme che, con lui, diventa molto più che uno spazio su cui proiettare qualcosa di accessorio allo show. È un viaggio tra epoche e suoni diversi.
Melodic techno ed elettronica contemplativa per scivolare dai mondi digitali a quelli dell’antichità
Lo scorso 19 settembre, l’artista nato a New York (ma trasferitosi fin da giovane in Italia) ha chiuso l’edizione di quest’anno di Fiera Milano Live, con l’unica data italiana del suo ÆDEN Global Tour 2026. Questa sua tournée mondiale ha preso il via con una performance da headliner all’ultimo Coachella (e grazie a questa esperienza è diventato il primo artista di musica elettronica a ricoprire questo ruolo nella storia del festival). Poi ha girato per tutto il mondo, Shanghai compresa, dove ha portato il più grande concerto da headliner di musica elettronica mai organizzato in Cina.
Ma come è possibile che un DJ e produttore sia riuscito a collezionare tutti questi successi e primati? Il modo migliore per capirlo è vedere un suo spettacolo. La prima cosa che salta all’occhio è il numero di smartphone alzati, durante il suo set. Da Anyma si va non solo per ballare, ma anche per vivere un’esperienza immersiva che, a oggi, è molto difficile trovare altrove. Infatti, oltre alla sua musica elettronica ci sono, come già accennato, imponenti visual 3D che sono una parte integrante dello show.
Nella data italiana dell’ÆDEN Global Tour ci sono stati elementi interessantissimi, tra video incredibilmente realistici e riferimenti a momenti e forme ben precise. Lo ha raccontato lo stesso DJ italo-americano a Billboard Italia: «In ÆDEN ho cercato di immaginare un mondo dove l’artista e l’intelligenza artificiale trovano un modo di coesistere, che è anche il grande tema della nostra epoca. Una cosa che preoccupa anche me. L’angolo stavolta è diverso e guardo anche al passato, inserendo degli elementi del neoclassico, della storia dell’arte e del greco-romano, reinterpretandoli attraverso gli occhi di questo paradiso digitale».
Lo confermiamo: i visual hanno avuto un ruolo enorme nello spettacolo che ha conquistato i 35mila arrivati a Milano (in quell’occasione, tra l’altro, la festa era iniziata già nel primo pomeriggio, con una vera e propria line-up da festival, molto apprezzata dal pubblico). E l’unione tra l’arte digitale e quella greco-romana si è rivelata come qualcosa di coinvolgente, anche grazie al fatto che è stata sostenuta da una base sonora che è passata dalla melodic techno all’elettronica contemplativa.
La discografia del producer, infatti, ha subìto molte svolte, da quando ha iniziato la via da solista (aveva iniziato nel 2011 come componente dei Tale of Us, duo fondato con Carmine Conte in arte Mrak). Nel 2023 Anyma ha pubblicato il disco Genesys, che ha di fatto aperto una trilogia (il disco successivo è stato Genesys II del 2024, e poi The End of Genesys del 2025). La conclusione di questo percorso aveva visto come luogo centrale di espressione la modernissima Sphere di Las Vegas, dove ha tenuto una residency – The End of Genesys – tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Questi suoi show lo hanno reso il primo artista di musica elettronica a ottenere una residency nella grande e innovativa arena per musica e spettacolo.
Ma se è vero che i visual sono parte fondamentale del suo show, per Anyma non devono essere il centro di tutto. Sempre a Billboard ha aggiunto: «È fondamentale che la musica funzioni senza visual. […] Quando un disco è molto forte, come quello con Ellie Goulding, non hai nemmeno bisogno di avere dei visual dove succede chissà che cosa. Per esempio, lì ci siamo concentrati sull’ospite, creando una sorta di ologramma con l’idea di far percepire l’artista. Nell’ottica dello show ci sono anche dei momenti musicali, che potremmo definire di transizione, che non necessariamente vengono pubblicati. Sono dei “filler” che ogni DJ ha nei propri set, ma che nel mio caso accompagnano dei visual importanti per la narrazione. Ecco, lì avviene il procedimento inverso e la musica nasce dalle immagini, un po’ come fosse un film scoring».
Nel suo show a Milano abbiamo infatti visto ologrammi con personaggi come Lisa delle BLACKPINK (con cui ha collaborato sul brano Bad Angel) o la modella Stella Maxwell (alla quale è legato sentimentalmente). I loro volti si sono alternati a quelli dei personaggi digitali, androidi e figure ispirate alla mitologia e all’arte classica che si sono mossi a tempo di musica, durante i vari pezzi, invitando il pubblico a fare lo stesso.
Il successo di Anyma ha inevitabilmente acceso un riflettore importante sul suo personaggio e sulla sua arte. Non a caso anche uno dei pionieri mondiali della musica elettronica, Jean-Michel Jarre, ha speso parole piene di stima nei suoi confronti, come riportato da «Il Giorno»: «Il successo di Anyma dimostra che pure nella musica elettronica la straordinaria capacità italiana di unire tecnologia, design ed estetica, trasformando la tecnica in emozione pura, ha degli esponenti di alto livello». E se lo dice lui…
