Viale dei ciliegi

by azione azione
16 Settembre 2026

Sara Simoni, Segreti che sussurriamo alle ombre, Il Castoro OFF. (Da 14 anni)

Il «romance» è indubbiamente un genere letterario di tendenza nel pubblico giovanile, forse quello di maggior successo editoriale, anche grazie alla sua promozione sui social media, in comunità di lettori (soprattutto di lettrici), che trasformano la lettura in un’azione sociale (e quindi con connotazioni più attraenti rispetto alla tradizionale lettura solitaria), un’azione che comprende recensioni, commenti, condivisioni, e persino riscritture creative della storia del momento (la cosiddetta fan fiction). Il romance, insomma, è un genere che, lungi dall’essere letteratura di serie b, ha rinnovato in modalità degne di nota la storia della fruizione letteraria, e la sua definizione anglofona anche in italiano non è solo un modo per nobilitare il vecchio termine di «romanzo rosa», ma è un’indicazione precisa di specificità. Il romance, sì, pone l’amore al centro, talvolta con un’indagine piuttosto articolata sul mondo relazionale ed emotivo dei personaggi, ma i modelli femminili che mette in scena esprimono spesso una femminilità moderna, fiera e ribelle alle convenzioni, che non ha bisogno di un partner per sentirsi realizzata. Inoltre, il romance si intreccia sovente con altri generi, come il giallo, lo storico, il gotico, il fantasy, dando vita a storie particolarmente interessanti.

Naturalmente, come per tutti i generi, esistono anche romance scadenti, o francamente brutti, o che mettono in scena relazioni tossiche, di pessima ispirazione per le giovani lettrici. A maggior ragione, quindi, vale la pena di segnalare i romance di qualità, come quelli di Sara Simoni, giovane scrittrice italiana laureata in Lettere Classiche e in Scienze e Tecniche della Comunicazione, che raccontano storie ambientate in città italiane, nel passato, con elementi di soprannaturale. Segreti che sussurriamo alle ombre si potrebbe definire tecnicamente un «romantasy», in cui c’è fusione di romance e di fantasy. Siamo a Torino, nel 1898. Clelia è l’unica donna iscritta alla facoltà di medicina, deve sopportare lo sprezzo di molti colleghi, ma porta avanti con fermezza i suoi studi. La sua vita alberga un segreto: a prendersi cura di lei, dopo averle salvato la vita quando da bambina era rimasta orfana, è Lucrezia, una donna vampira. Clelia le è grata, ma il senso di lealtà nei confronti di Lucrezia inizierà a vacillare quando Clelia incontrerà Brando, un giovane giornalista determinato a trovare il vampiro che gli ha ucciso il padre e che è convinto si stia aggirando per Torino. Un romanzo appassionante, che affronta anche temi molto attuali (come la violenza contro le donne), e non privo di una sottile ironia, che traspare sin dall’incipit: «Il Giornale delle Signorine diceva che il cucito era il passatempo più adatto a una ragazza in età da marito, e diamine se aveva ragione. Poche cose aiutavano a svagare la mente e a rilassarsi quanto usare ago e filo su una ferita cutanea lineare».

Randall de Sève-Kate Gardiner, Provaci ancora, cucciolo, Terre di Mezzo (Da 3 anni)

Il titolo originale è Sometimes we fall, a volte cadiamo, e in effetti questo albo è proprio un invito a superare la paura del fallimento: «può capitare. E va bene lo stesso», ripete mamma orsa al suo orsetto, che vorrebbe tanto salire sull’albero per cogliere una susina. La storia procede con poche, precise e misurate parole, che lasciano tutto lo spazio alle grandi e belle illustrazioni, ma che, pur nella loro brevità, riescono a dar vita a una delicata suspense nel racconto dei timidi tentativi fatti da orsetto per raggiungere il frutto, riuscendo inoltre a creare una di quelle narrazioni a struttura iterativa-cumulativa, perfette per i piccoli, che amano sapere cosa aspettarsi ma anche avere ogni volta una piccola sorpresa.

A ogni ripetizione della sequenza narrativa si aggiunge un nuovo elemento: «È un problema quando anche tu vorresti una bella susina viola… ma hai troppa paura di saltare. “E se provo a prenderla e non ci riesco?” Chiedi alla mamma. “A volte proviamo e non riusciamo, può capitare”, risponde la mamma addentando il frutto viola e maturo. “Va bene lo stesso”. È un problema quando anche tu vorresti una bella susina viola e matura, ma hai troppa paura di arrampicarti…». La susina, gustata dalla mamma imperturbabile (che con saggezza non interviene a sostituirsi al suo cucciolo, ma lo lascia prendere qualche rischio e provare, incoraggiandolo e supportandolo) ogni volta ha un aggettivo in più a connotarla: viola, matura, succosa…
La storia – perfetta da leggere ad alta voce – procede con ritmo, e il finale è tenero e non scontato.