Un giardino da vivere con tutti i sensi

by azione azione
16 Settembre 2026

Le esperienze nei giardini sensoriali favoriscono il benessere fisico e psicologico nelle persone con problemi di declino cognitivo: l’esempio della casa per anziani Al Pagnolo di Sorengo

Un giardino ricco e variato per la natura che offre, per le attività che ospita, per le persone che lo animano. Così si presenta oggi il giardino sensoriale e terapeutico della casa per anziani Al Pagnolo a Sorengo, i cui residenti provengono anche dai Comuni di Collina d’Oro e Muzzano nell’ambito di un Consorzio composto dai tre Comuni. Inaugurato un anno fa, il giardino è definito sensoriale e terapeutico, essendo concepito quale spazio protetto per rispondere alle esigenze delle persone con disturbi percettivi o carenze sul piano comportamentale e cognitivo, problematiche presenti in numero crescente nelle case per anziani. Arricchita da un box vetrato con funzione di giardino d’inverno, la trasformazione dell’area verde che affianca l’edificio ha permesso di realizzare un articolato spazio di svago piacevole per tutti che è però anche parte integrante delle cure. A mostrarci peculiarità del grande giardino è la direttrice della casa per anziani Al Pagnolo Chiara Sassi.

Molteplici sensi vengono subito sollecitati quando si entra nel giardino del Pagnolo: la vista della cascata e dello specchio d’acqua con i pesci, il rumore dell’acqua, il profumo di fiori ed essenze. Ed è proprio questo l’obiettivo di un giardino sensoriale e terapeutico, come d’altronde suggerisce il nome. Il contatto diretto con la natura attraverso percorsi e spazi che garantiscono sicurezza è pensato per offrire stimolazioni sensoriali in modo da coinvolgere tutti i cinque sensi. Le finalità di questo tipo di progetto, sempre più attuato nell’ambito della cura delle persone con problemi di declino cognitivo, mirano a favorire il benessere fisico e psicologico, a stimolare la memoria remota, a rallentare il deterioramento delle capacità psico-fisiche, a ridurre i problemi comportamentali come la deambulazione compulsiva o il vagabondaggio. Ciò significa di conseguenza poter diminuire la contenzione e l’uso di farmaci.

«Per realizzare il nostro giardino sensoriale – spiega Chiara Sassi – ci siamo basati sui principi di queste strutture, integrando però le esigenze che abbiamo osservato nei nostri residenti. Ad esempio, il piacere di sedersi insieme a chiacchierare e di guardare con curiosità cosa succede sulla strada si riflette nella disposizione delle panchine che, sotto un pergolato verde, sono rivolte in parte verso il giardino e in parte verso l’esterno. Un altro fattore importante legato al box vetrato è rappresentato dall’esperienza della pandemia. La necessità di organizzare incontri con i familiari a piccoli gruppi separati ha favorito la nascita di questo spazio che, grazie alla presenza di diversi elementi (caminetto, diffusore di essenze, luci colorate, musica di sottofondo) rappresenta un piccolo salotto con vista aperta sul giardino».

Il frutteto

Quest’ultimo è composto da due spazi su altrettanti livelli (collegati da un camminamento) con funzioni e aspetti specifici. Il giardino pianeggiante, che comprende le strutture già citate, ha diversi percorsi e aree di sosta con piante destinate con il tempo a garantire zone d’ombra sempre più ampie. Al momento, teli e ombrelloni fanno le veci della natura laddove necessario. Fiori e arbusti rendono il giardino colorato e profumato, mentre sfruttando il dislivello naturale del terreno è stato realizzato un laghetto alimentato da acqua di riciclo che scende a cascata da una struttura in pietra. «La parte superiore – aggiunge la direttrice – è riservata al frutteto e agli orti rialzati. Oltre ai meli e ai peri già presenti, sono stati piantati altri dodici alberi da frutto. Lungo il muro perimetrale crescono invece le bacche e non mancano neppure le erbe aromatiche. L’intero raccolto è utilizzato nella nostra cucina. Nel giardino sensoriale i residenti svolgono diverse attività: nutrono i pesci, curano gli orti rialzati o ancora contribuiscono a colorare il muro della cascata con le loro creazioni. Sono attenti a tutto quanto accade in questo spazio e riferiscono a chi di dovere. Nella parte superiore sono inoltre stati posati diversi attrezzi per svolgere semplici esercizi alle braccia e alle gambe adatti anche a coloro che si muovono in sedia a rotelle». Al di là delle attività organizzate, ognuno può utilizzare il giardino sensoriale come e quando preferisce.

La natura calma l’ansia e favorisce i ricordi

L’effetto benefico dei giardini sensoriali è comprovato da alcuni decenni. Il principio di utilizzare la natura per calmare l’ansia e favorire i ricordi nei malati di demenza è stato applicato dapprima negli Stati Uniti e nei paesi del Nord Europa come Svezia e Regno Unito. Dopo i primi studi negli ospedali psichiatrici e geriatrici, si sono sviluppati i progetti di spazi all’aperto che potessero garantire a questi pazienti di muoversi liberamente, ma in sicurezza (fondo regolare, pendenze lievi, presenza di corrimani, eliminazione degli ostacoli, nessuna pianta tossica). In genere i percorsi sono circolari per evitare il senso di chiusura. In Italia si è compiuto quest’anno un ulteriore passo inaugurando a Cesena il primo giardino sensoriale all’interno di un parco pubblico.

Il 2026 è significativo anche per la casa per anziani Al Pagnolo che festeggia 40 anni di attività con una giornata speciale prevista l’11 novembre. La struttura accoglie 63 residenti in camere singole e rappresenta un progetto lungimirante in quanto a organizzazione degli spazi. L’idea di un nuovo giardino era già stata avanzata dal direttore che l’ha guidata per i primi 33 anni: Daniele Geiser. La nuova direttrice ha potuto realizzarlo grazie anche alla volontà della Delegazione consortile presieduta da Stefano Giulieri. Enti pubblici e privati hanno sostenuto finanziariamente l’importante intervento progettato dall’architetto Enrico Sassi la cui esperienza in questo campo è legata in particolare al giardino sensoriale del Centro diurno terapeutico di Pro Senectute Ticino e Moesano a Balerna, iniziativa pionieristica a livello cantonale.

Come ogni giardino, anche quello della casa per anziani Al Pagnolo è in continua evoluzione. Apprezzato dai residenti, è fonte di ispirazione anche per Chiara Sassi. La natura fa il suo corso con rigogliose crescite che favoriscono la biodiversità, ma i cambiamenti sono pure legati alle attività dei residenti e ai nuovi bisogni individuati con l’utilizzo del giardino. Precisa la nostra interlocutrice: «L’aggiunta di un nebulizzatore, la creazione di un nuovo spazio per sedersi all’ombra generata dall’edificio, la posa di luci per permettere passeggiate all’imbrunire, sono alcuni accorgimenti introdotti per rispondere al meglio alle esigenze dei residenti».

Il Pagnolo si propone quale luogo di vita accogliente sin dall’arrivo, come dimostra il muretto del parcheggio tinteggiato con colori vivaci che fungono al contempo da punto di riferimento per i residenti. Il motivo a strisce colorate fa riferimento all’ente Ricerca Demenze Svizzera – Fondazione Synapsis, richiamando così l’importanza degli studi sulle malattie legate al declino cognitivo, studi che hanno portato anche alla nascita dei giardini sensoriali.