Una dolce rivoluzione a suon di note

by azione azione
9 Settembre 2026

A colloquio con Christoph Müller, che racconta le novità di classicAscona, al via il prossimo 18 settembre

«Se devo indicare il concerto cui sono più affezionato dico il primo: non perché è quello inaugurale, ma perché intreccia un capolavoro assoluto come la Grande Messa in do minore di Mozart, uno dei migliori cori di voci bianche al mondo, il Tölzer Knabenchor, un direttore cui sono molto legato quale Francesco Corti, l’Orchestra da Camera di Basilea e una delle tre artiste che quest’anno sono in residenza, il soprano Julia Lezhneva».

L’indicazione di Christoph Müller è molto significativa perché sono davvero tanti gli appuntamenti e gli elementi che potrebbero essere sottolineati: se non è una vera e propria rivoluzione quella fatta dal nuovo direttore artistico di classicAscona e Locarno, di certo la si può considerare una radicale rivisitazione e un visionario rinnovamento rispetto alla lunga storia e alla gloriosa tradizione del festival: «Questa viene mantenuta con i diciannove concerti nelle due “case” della rassegna, le chiese del Collegio Papio ad Ascona e di San Francesco a Locarno; ma accanto ai “Concerti d’eccellenza” ho voluto creare due aree totalmente nuove, Ticino Terra d’artisti – Sehnsucht Ticino, sette eventi alla scoperta di luoghi di particolare bellezza naturale, artistica e paesaggistica nel locarnese, e quella che ho voluto intitolare Uno spazio per la prossima generazione, da intendersi non solo come generazione di artisti, ma di pubblico».

Anche con classicAscona le due «case» della kermesse musicale restano le chiese del Collegio Papio ad Ascona e di San Francesco a Locarno

Müller inizia proprio con questo filone la spiegazione della sua nuova visione di classicAscona: «Ho voluto lanciare “classicAscona Academy”, che coinvolgerà circa trecento giovani musicisti impegnati in masterclass con le artiste in residenza, workshop con grandi specialisti del Barocco come il flautista Maurice Steger e l’ensemble “Il Pomo d’Oro”, il laboratorio per circa duecento cantanti con Nigel Short e il suo meraviglioso Tenebrae Choir. Tutta questa attività accademica sfocerà in concerti pubblici che precederanno, durante il giorno, i “Concerti d’eccellenza” con i grandi artisti».

Proprio l’ultimo giorno, però, i due filoni si uniranno per quello che si prospetta uno dei più emozionanti e significativi momenti di classicAscona: il 10 ottobre un’ottantina dei duecento giovani partecipanti al laboratorio vocale tenuto da Short formeranno l’Ascona Choral Academy e si uniranno all’Orchestra Giovanile dell’Ucraina per eseguire lo Stabat Mater di Dvorak, diretti da Oksana Lyniv: «Lyniv, oltre a essere una grande direttrice, è la fondatrice dell’orchestra; l’aveva creata dieci anni fa per riunire i migliori giovani talenti del suo Paese, ma con la guerra le possibilità di far musica si sono praticamente annullate. Per questo ho deciso di invitare l’orchestra questa e nelle due prossime edizioni, per offrire non un’occasione isolata, ma un progetto di ampio respiro dove loro possano crescere ed esprimersi. Saranno nostri ospiti per una settimana, le prove saranno aperte al pubblico, in particolare alle scuole, così come altri concerti tenuti dai giovani dell’Academy. Mi è sembrato un modo significativo per dare un nostro contributo non solo a livello artistico, ma sociale».

In programma ci sarà anche Canticum di Hanna Havrylets, morta il 27 febbraio 2022 a Kiev, tre giorni dopo l’inizio dell’invasione russa, a causa della mancanza di cure mediche adeguate. «È un brano di profonda spiritualità: con i soli strumenti sembra recitare una preghiera segnata sia dalla malinconia per la situazione contingente, sia da una incrollabile speranza».

L’altro nuovo ambito aperto da Müller è Sehnsucht Ticino: «Il confronto con gli altri responsabili del festival ha fatto emergere la necessità di allargare il pubblico, intercettando soprattutto quello del Nord, proveniente dalla Svizzera Tedesca, da Germania e Austria, dall’Olanda e anche dall’Inghilterra. Che cosa amano questi turisti e perché vengono qui? Amano la musica, ma innanzitutto vengono qui per le bellezze dei luoghi e della natura. Per questo sono andato alla ricerca di scorci iconici che potessero attirarli; magari anche piccoli, da cinquanta, settanta spettatori, ma che creassero un’immagine un po’ diversa, anche a valenza più “turistica”, di classicAscona. Ne sono risultati sette eventi dove la musica si mescola con la letteratura, la cucina tipica locale e l’escursionismo».

Sul Monte Verità, a Villa Emden e al Castello Visconteo sarà protagonista Zora del Buono, che leggerà in italiano e tedesco affiancata ora da un trio, ora dai Fiati del Conservatorio, ora da un pianista. Due gli appuntamenti a Bordei, nelle Centovalli, col flautista Maurice Steger e Pietro Leemann, pioniere della cucina gourmet vegetariana. «Il 3 ottobre Mario Brunello condurrà il pubblico in un trekking musicale in Vallemaggia, per giungere alla chiesa costruita da Mario Botta a Mogno. Quando gliel’ho proposto, non ha esitato un attimo: lui è un innamorato della montagna e dei concerti all’aperto, ha inventato i “Suoni delle Dolomiti” di cui è anima da più di trent’anni, non vede l’ora di portare Bach nelle nostre montagne».

Brunello è uno dei massimi violoncellisti al mondo, e il suo nome conduce Müller alla sezione più tradizionale, ma non certo più banale, del nuovo cartellone. «Il blasone e la storia non solo non devono essere abbandonati o sminuiti, ma anzi vanno rinnovati e perpetrati, e ho cercato di farlo coinvolgendo grandi interpreti di ogni strumento, tra cui Sol Gabetta e Vilde Frang anche come artiste in residenza». Tre appuntamenti ciascuna: la violoncellista argentina, che a Lugano ha firmato dei progetti innovativi e apprezzati con l’Orchestra della Svizzera Italiana, sarà accompagnata in Elgar dalla Deutsche Kammerorchester Bremen, in Haydn dal Giardino Armonico di Giovanni Antonini e dal pianista Bertrand Chamayou in Grieg e Rachmaninov. La violinista norvegese suonerà due volte in trio e poi in un ensemble cameristico dove compaiono anche due altre stelle, il pianista Olli Mustonen e il violinista Ilya Gringolts, suo sodale anche nel secondo trio.

Tre sono le esibizioni anche della terza artista in residenza: dopo l’inaugurazione con Mozart, Julia Lezhneva sarà accompagnata alla tiorba da Luca Pianca e poi dall’Orchestra da Camera di Basilea in un originale e spumeggiante programma che titola Arie di baule – Arie da viaggio: le star dell’opera in tournée. Ed è proprio dalla lirica che arriva il nome per Müller «esemplare di come il festival prosegua all’insegna dell’eccellenza: Cecilia Bartoli, diva assoluta dell’opera, canterà l’Orfeo di Monteverdi, accompagnata da Gianluca Capuano, gli strumenti antichi de Les musiciens du prince e le voci del Canto d’Orfeo. Sarà una festa, un inno alla musica».

Grande attesa anche per i pianisti Arcadi Volodos, ormai una leggenda vivente, Hayato Sumino, funambolico giapponese che accosta Chopin e sue composizioni ispirate al Polacco, e i fratelli Lucas e Arthur Jussen, solisti con la Camerata Salzburg nel Concerto per due pianoforti di Mendelssohn.