Con Cervo Castello lungo il Sentiero del re

by azione azione
2 Settembre 2026

Vallemaggia: la via scelta dal Patriziato per rendere viva la valle di Campo valorizza patrimonio e attività produttive e offre nuove esperienze di scoperta

È un’estate festosa per il Patriziato di Campo Vallemaggia, la locale popolazione e i numerosi villeggianti. A luglio è stato infatti inaugurato uno dei progetti a tutela del paesaggio più importanti: il restauro del Corte Piemantiu all’alpe Sfille. Ora è in fase realizzativa il «Sentiero del re», percorso didattico-naturalistico fra i villaggi di Campo Vallemaggia e Cimalmotto che sarà pronto la prossima primavera. Si tratta solo di due esempi recenti dell’intensa attività svolta dal Patriziato in questi ultimi anni. Consapevole della preziosa risorsa che rappresenta la natura della valle di Campo, l’ente è impegnato a tutelare e valorizzare questo patrimonio nell’ambito di uno sviluppo turistico misurato. Il sentiero permetterà, attraverso otto postazioni, di scoprire contenuti legati alla natura, ma pure alla storia e alla cultura della valle, favorendo un apprendimento ludico e interattivo che mira a sensibilizzare le nuove generazioni.

Il Corte Piemantiu è uno dei quattro corti dell’alpe Sfille ed è composto da quattro edifici fra i quali lo stallone lungo 26 metri, tornato a ospitare il bestiame. Il suo recupero rappresenta un’iniziativa impegnativa dal punto di vista sia logistico sia  finanziario, con un investimento di circa 370 mila franchi. Un’iniziativa che ha però il pregio non solo di valorizzare antiche testimonianze della vita rurale, ma di rimetterle a disposizione di coloro che ancora gestiscono il territorio agricolo.

Aziende agricole solide e tre esercizi pubblici diversificati contribuiscono a rendere viva la valle di Campo che conta una sessantina di abitanti con un balzo avanti di sei volte se si considera l’occupazione delle residenze secondarie. Con il «Sentiero del re» l’attenzione è rivolta in primo luogo alle famiglie alla ricerca di una natura incontaminata e autentica. «Per questo progetto – spiega il presidente del Patriziato Martino Pedrazzini – abbiamo sfruttato un percorso ad anello esistente che si può quindi già percorrere, sul quale la società di consulenza ambientale Maddalena & associati di Gordevio ha elaborato il concetto narrativo». Il risultato sarà un’avventura di un paio d’ore da vivere come una missione. Accompagnando il personaggio di Cervo Castello fra i boschi ci si immergerà nella sua storia – che prende spunto dal libro Le avventure di Cervo Castello di Barbara Vago Ormachea – osservando e comprendendo nel contempo i fenomeni che caratterizzano questo ambiente, dalla biodiversità alla storia del territorio. Prosegue il nostro interlocutore: «La partenza e l’arrivo si troveranno all’info point di Campo Vallemaggia, situato nella casa patriziale. Il percorso di 4,2 km attraversa bosco, prati e pascoli con un dislivello di circa 200 metri ed è adatto ai bambini a partire dai 5-6 anni. Le otto postazioni didattiche saranno caratterizzate da totem in legno che in modo giocoso affrontano temi rilevanti come la biodiversità, il ruolo di alcuni edifici storici (lavatoio, chiesa, forno comunitario), le attività agricole passate e presenti e ancora la situazione geologica caratterizzata dalla grande frana sottostante i due villaggi arrestata grazie ai lavori di risanamento della fine del secolo scorso». Il «Sentiero del re» offrirà inoltre un’esperienza sonora con un’attività di ascolto alla postazione sette, dotata a questo scopo di due sedie a sdraio finlandesi in legno. Non mancherà nemmeno il puro divertimento grazie alla tirolese e a diversi scivoli.

Queste attività si svolgono nell’ambito di un programma più ampio varato dal Patriziato nel 2021 per preservare e dare nuova vita al paesaggio rurale, culturale e naturale della valle. Oltre ai progetti citati, nel documento Paesaggio Campo Vallemaggia spiccano la ristrutturazione delle tre case patriziali di Cimalmotto, Campo e Niva e il risanamento delle caraa, antiche vie di comunicazione testimoni della gestione agricola del passato. «Gli edifici sono tre case “gemelle” siccome tutte erano state costruite come scuole», precisa Martino Pedrazzini. «Quella di Cimalmotto è stata ristrutturata già all’inizio degli anni duemila ricavandone tre appartamenti di vacanza. A Campo (sede del Comune e del Patriziato con sale riunioni e un appartamento di vacanza) i lavori sono terminati nel 2020 e l’anno successivo è stato realizzato l’info point. Il progetto di Niva è in corso e auspichiamo che i tre appartamenti previsti possano essere occupati quali residenze primarie, considerata la vicinanza alla Vallemaggia. Per quanto riguarda le caraa, l’anno scorso è stata ripristinata quella del Cavà sopra Cimalmotto, ma è desiderio del Patriziato poter procedere anche per le altre che sono numerose. Oltre a permettere di apprezzare il paesaggio e la tecnica costruttiva dei muri a secco, questi ultimi sono elementi importanti per favorire la biodiversità».

Giovane e dinamico, il presidente del Patriziato sottolinea che l’intero ufficio patriziale lavora in maniera energica e compatta. L’impegno è costante e attento anche agli aspetti finanziari. Il programma Paesaggio Campo Vallemaggia prevede un investimento complessivo sull’arco di più anni di oltre un milione di franchi. Per il «Sentiero del re» il costo ammonta a poco meno di centomila franchi. Gli sforzi a tutti i livelli sono però ripagati dai risultati ottenuti fra i quali spicca dall’anno scorso l’inserimento nella rete internazionale dei Villaggi degli Alpinisti (di cui in Ticino fa parte anche la Valle Onsernone) promossa dai Club Alpini di diversi Paesi a favore di un turismo di montagna sostenibile. I criteri di ammissione sono rigorosi, perché «l’enorme potenziale di questi luoghi – si legge sul relativo sito – si trova nella loro autenticità, nelle loro tradizioni e nella loro cultura». La via imboccata dal Patriziato di Campo Vallemaggia è quindi quella giusta per mantenere viva la valle tutto l’anno, valorizzando le testimonianze del passato, favorendo le attività produttive e offrendo nuove esperienze di scoperta attuali ma rispettose del territorio.