Dalla diffusione dei negozi «servisol» in Svizzera all'Isola del Diavolo, passando per gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati
Sono Annamaria, papà ticinese e mamma vodese. Sono nata a Losanna l’8 agosto 1952, in una giornata torrida. Forse è per questo che adoro il caldo e l’estate: mi riempiono di energia. Da giovane ho viaggiato, partecipando a trasferte ginniche in Svizzera e in Europa, e da adulta ho coltivato con passione la danza classica. Senza contare i tanti concerti che mi hanno aperto un mondo di esperienze meravigliose. So poco di quanto accadeva nel 1952: vorrei questo vostro regalo. (Anna Juri, Melano)
Cara Anna, in quegli anni la Svizzera è nel pieno del boom economico e anche in Ticino si affermano nuovi modelli di consumo. Un esempio? La diffusione dei negozi «servisol», di cui parla «Azione» del 7-14 agosto 1952: «Dopo la Depressione del 1929 e la tremenda crisi, negli Stati Uniti si aprirono improvvisati negozi in autorimesse e depositi vuoti. Obbligati dalla mancanza di personale adatto e specializzato, note ditte americane svilupparono ciò che verrà poi definito super-market». Anche l’Europa segue la tendenza, e nel «tuo» anno la Confederazione conta già 200 spacci di questo tipo, osserva il giornale. «Il quarto negozio sistema servisol del Ticino è stato inaugurato sabato, 2 agosto, a Massagno». Qualcuno teme che la nuova formula commerciale riduca il lavoro di addetti/e alla vendita, ma gli esperti replicano: servono comunque persone per far funzionare la macchina organizzativa. E contro la disonestà di alcuni? La soluzione è semplice: gli specchi. Altro che videosorveglianza.
Ma il giornale guarda anche oltre i nostri confini. Nel 1952, mentre la Guerra fredda divide il mondo, in Egitto la Rivoluzione dei Liberi ufficiali pone fine al Regno di Faruk (che diventa Repubblica nel 1953). A guidare il colpo di Stato sono il generale Naguib e un gruppo di giovani ufficiali, tra cui Nasser. «La rivoluzione del Cairo non è che uno degli episodi della liquidazione degli imperi coloniali», scrive «Azione». Via i britannici! Cade così una monarchia che governava il Paese da oltre un secolo e si apre la strada all’ascesa di Nasser, una delle figure chiave della decolonizzazione e del nazionalismo arabo.
La spaventosa «ghigliottina fredda»
Visto che ti piacciono i viaggi, cara Anna, facciamo tappa anche nella Guyana francese. Sull’edizione citata troviamo la storia de L’uomo che liberò l’Isola del Diavolo. «Dopo quasi cento anni di esistenza, la famigerata colonia francese dell’Isola del Diavolo è stata sciolta. L’uomo che ha spinto il Governo francese ad abolire la spaventosa “ghigliottina fredda”, che dalla sua istituzione avvenuta nel 1885 ha fatto più di 70’000 vittime, è un mite ufficiale dell’Esercito della salvezza di nome Charles Péan».
Per 18 anni Péan combatte quasi da solo la sua battaglia. Visita la colonia e osserva i prigionieri, costretti a vivere in condizioni disumane. «Dei mille e più che ogni anno arrivavano dalla Francia (…) meno del 10 per cento rimaneva in vita». Péan cerca allora di riformare il sistema: crea ospizi, fattorie, officine per permettere ai detenuti di riscattarsi e, magari, di tornare a casa. Fiducia e lavoro. Una storia che ci piace perché mostra come la volontà e la dedizione di una sola persona possano cambiare sistemi malati che sembrano immutabili.
Alieni contro umani
E dalla prigione passiamo al cielo. Negli Stati Uniti del 1952 «i rapporti sull’avvistamento di dischi volanti sono quest’estate più numerosi che in qualsiasi altro periodo, eccezion fatta per quello iniziale nel 1947; si tratta in media di cento rapporti al mese». Ma «Azione», testata con i piedi per terra, risponde così a un lettore: «Le favole o le realtà dei dischi volanti ci interessano per il momento solo come giornalisti informatori», tanto più che «non ci hanno mai fatto paura. Non han mai fatto del male e se vengono da altri pianeti dimostrano di essere ben più educati dei nostri bombardieri moderni, i quali invece sono nati e concepiti solo per distruggere e lanciare bombe. Che in altri pianeti si sia più umani di noi abitanti della Terra, non sarebbe da stupire».
Chi vuole essere la prossima storia? Scrivi a info@azione.ch, oggetto «Il mio compleanno».
