Viale dei ciliegi

by azione azione
22 Luglio 2026

Silvia Bernardi, La torre dei Senzaluna, Pelledoca (Da 11 anni)

La frase che ci accoglie in esergo è della grande Pamela Lyndon Travers, da Mary Poppins: «Quello che vorrei sapere è questo – disse – sono le stelle a essere fatte di carta dorata, oppure è la carta dorata a essere fatta di stelle?». A chieder(se)lo è la piccola Jane, senza aspettarsi una risposta da suo fratello Michael, perché sapeva che solo «qualcuno di molto più saggio poteva darle la giusta risposta». Una risposta a una domanda così profonda e spiazzante, come possono essere quelle dell’infanzia o dei grandi iniziati – Are the stars gold paper or is the gold paper stars? – poteva darla solo una creatura sciamanica come Mary Poppins, in grado di attraversare, col Vento dell’Est o dell’Ovest, soglie misteriose tra il Qui e l’Altrove.

Di tutt’altro genere – nonostante parli di stelle (e di galassie e di pianeti) – è questo romanzo, il quale si può definire un giallo, con molte peculiarità della detective story classica: dubbio tra malore o omicidio, location chiusa con dentro il possibile colpevole, bufera che infuria all’esterno, un Palazzo, Palazzo Senzaluna, la cui Torre alberga polverosi reperti ed enigmatiche carte. Però, pur essendo di tutt’altro genere, questo romanzo ha in comune con lo sguardo di Mary Poppins la capacità di guardare oltre, e di immaginare qualcosa di nuovo, e «chissà, magari, possibile», come scrive in postfazione l’autrice. Che poi è la prospettiva che hanno anche gli scienziati, perché se non sapessero immaginare strade nuove da percorrere non scoprirebbero proprio nulla. Tellurio Delcorvo, geniale professore di astronomia e scienziato insofferente alle beghe avide e vanagloriose del mondo accademico, crolla a terra rantolando nel bel mezzo della festa per il suo pensionamento. Viene portato via in barella, da soccorritori che arrivano a piedi perché nevica talmente tanto che l’ambulanza non riesce ad avanzare, mentre gli invitati rimangono barricati dentro il Palazzo.

Saranno tre ragazzini a indagare, correndo su e giù per le scale e scoprendo cose affascinanti sulle ricerche di Tellurio, tra incontri inquietanti e trepidazione crescente. Tra l’altro ognuno dei tre giovani protagonisti si trova ad affrontare, anche individualmente, un percorso non facile e scontato. Marnie, figlia del professor Roverè, pupillo di Delcorvo, sarebbe destinata alla carriera accademica mentre vorrebbe invece dedicarsi alla sartoria, sua vera passione; il suo fratellino Michelino ha delle fragilità attribuibili forse allo spettro autistico; il loro amico Pietro vorrebbe tanto diventare scienziato, ma il suo ceto sociale e le sue condizioni famigliari non sembrano permetterglielo. Il giallo è ambientato negli anni Cinquanta del secolo scorso, e ha notevoli venature fantascientifiche, che ancora una volta sottolineano (come fece non solo Mary Poppins ma anche Giordano Bruno, amato da Tellurio e molto citato in questo libro) l’importanza di percorrere strade non battute.

Rémi Giordano, Olivia Godat, Laura Pérez, Meravigliose Sirene, Terre di Mezzo (Da 8 anni)

È dedicato alle Sirene, questo albo di grande formato, in cui i testi del francese Giordano e della svizzera Godat riprendono alcuni miti e leggende da tutto il mondo proponendone una riscrittura e dando luogo a dieci racconti, ai quali le illustrazioni di Laura Pérez infondono potenza evocativa. Tra le Sirene scelte dagli autori, troviamo figure più note, come quelle narrate da Omero, le donne-uccello tentatrici di Ulisse e dei suoi marinai; o la piccola Sirena di Andersen; o Melusina, struggente creatura della tradizione celtica. Ma ci sono anche Sirene da mondi a noi più lontani, come Sedna, dalla tradizione inuit, o Lara, da una leggenda brasiliana, o la Ningyo, spirito del folclore giapponese.

Come le Fate, anche le Sirene hanno una natura ambigua, possono essere terribilmente vendicative, e quando trascinano i mortali giù negli abissi incarnano quella percezione del femminile inquietante, in grado di portare alla perdizione chi se ne fa ammaliare. Ma altre volte la bellezza della loro essenza ibrida incarna quella meravigliosa dimensione «selvatica» e in connessione con la natura che ognuno di noi dovrebbe preservare. E il loro essere creature di soglia, tra Terra e Acqua, ci apre sguardi profondi sull’Alterità e sul rispetto che a essa dovremmo portare.