Cosa succedeva quando sono nata, il 7 maggio 1972

by azione azione
22 Luglio 2026

Dalla parte oscura della Luna al suffragio delle donne che si fa aspettare in Svizzera, passando tra fantasmi razzisti

Sono nata il 7 maggio 1972 quando la primavera era ancora una mezza stagione. Il giorno del mio compleanno le enormi azalee rosa del giardino fiorivano tutte insieme, come per magia, e si sentiva il ronzio sano delle api. La pioggia era pioggerellina e di caldo non se ne sentiva parlare almeno fino a luglio. (Roberta Nicolò)

Cara Roberta, visto che canicola e fatti della Terra ci stanno stretti, voliamo sulla Luna con la missione Apollo 16, di cui parla «Azione» del 4 maggio 1972. Si tratta della penultima spedizione a portare l’umanità sul nostro satellite (l’ultima, Apollo 17, si conclude nel dicembre dello stesso anno). È la fine di un’epoca, dunque, ma anche l’occasione per spingersi oltre i confini noti. Gli astronauti John Young e Charles Duke si avventurano infatti sugli altopiani di Descartes, una regione lunare mai esplorata prima. E si improvvisa un piccolo «gran premio»: Young spinge il rover alla massima velocità consentita, facendolo sobbalzare sul terreno come in un improbabile rally extraterrestre.

A proposito di Luna, ecco una curiosità musicale che guarda al suo lato oscuro: proprio nell’anno della tua nascita i Pink Floyd portano in tour e registrano agli Abbey Road Studios di Londra The Dark Side of the Moon. Lanciato nel marzo 1973, l’album entrerà nella leggenda del rock.

Ma ora atterriamo, sempre grazie al vecchio numero di «Azione», in una Svizzera sospesa tra cambiamento e tradizione. Il suffragio femminile a livello federale è realtà da poco più di un anno ma, se in Ticino le donne ottengono il diritto di voto/eleggibilità nel 1969, in altri Cantoni la battaglia rimane aperta. Con un articolo dal titolo Gli ultimi uomini maschi, il giornale racconta le resistenze più accanite. In Appenzello Interno, indicato come «l’ultima roccaforte degli antifemministi», si proclama: «Da noi gli uomini fanno gli uomini e le donne fanno le donne». Le cittadine dovranno attendere ancora quasi vent’anni: l’agognato diritto arriverà soltanto nel 1990, imposto da una sentenza del Tribunale federale.

Per quel che riguarda Appenzello Esterno: dal 1972 le donne possono votare ed essere elette nei Comuni, ma la Landsgemeinde rinvia ancora la decisione sul suffragio cantonale. Obvaldo approva il principio della parità integrale, nel Canton Soletta solo qualche Comune si oppone, nei Grigioni circa la metà di essi. Landarenca, in Val Calanca, è il primo Comune della Svizzera italiana ad avere introdotto il suffragio femminile.

Gli anni di piombo

Mentre in Svizzera si discute di diritti politici, l’Italia è immersa negli anni di piombo. Un mese prima delle elezioni del 7-8 maggio 1972 – lo ricorda l’edizione citata del nostro giornale – viene trovato morto Giangiacomo Feltrinelli, editore e militante della sinistra radicale, ai piedi di un traliccio dell’alta tensione. Secondo alcune ricostruzioni stava preparando un sabotaggio e un’ordigno è esploso accidentalmente, ma il caso alimenta per decenni ipotesi e polemiche (omicidio?). Nello stesso clima di tensione il Movimento Sociale Italiano – d’ispirazione neofascista – di Giorgio Almirante registra una forte avanzata elettorale.

Anche il nostro Paese, comunque, deve fare i conti con le ombre del passato… In un articolo intitolato Fantasmi razzisti, «Azione» racconta la proposta di un deputato, che non ha «l’aria di un ariano aitante e biondo», deciso a difendere la presunta «purezza della razza elvetica». «Bisogna impedire che una snella e bionda svedese sia adottata da una famiglia appenzellese» – afferma – e anche che «il figlio di una danzatrice cubana sia adottato in una famiglia dell’Emmental». La proposta viene per fortuna respinta, anche se raccoglie il sostegno di 28 parlamentari. Un paradosso, se si pensa che nella stessa Camera bassa siede già Tilo Frey, tra le prime donne elette nel 1971 e prima parlamentare svizzera di origine africana. La Svizzera che cambia è già lì, sotto gli occhi di chi continua a non volerla vedere.

Zio Tom e Il padrino

E in tema di razzismo, le pagine del settimanale parlano anche di Zio Tom (1972), versione censurata e rimaneggiata di Addio zio Tom di Jacopetti e Prosperi, una scioccante ricostruzione della schiavitù negli Usa che divide pubblico e critica: film di denuncia o pellicola piena di stereotipi che punta su un pesante sensazionalismo? Nelle stesse pagine compare Il padrino di Coppola, uscito nelle sale americane nel marzo 1972. Un’altra pellicola destinata a segnare la storia.

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