L’arte di cercare funghi tra carte e pedine

by azione azione
22 Luglio 2026

Colpo critico: non privo di rischi, «Amanite» intriga i giocatori tentandoli fino a portare i più ingordiall’eliminazione per eccesso di veleno

Nei giorni più caldi dell’estate ero di passaggio in un posto di mare.

Si camminava lenti, misurando le forze. Intorno a me, all’ombra di un’edicola, c’erano persone in costume da bagno e sandali. Prima di proseguire il mio viaggio ho pensato di prendere un ricordo di quell’indugio, di quella salsedine. Una rivista esposta in una rastrelliera ha attirato la mia attenzione. Era un allegato de «Il mio giardino», con un titolo magniloquente: L’enciclopedia dei funghi. La copertina strillava promesse: «La guida facile per una raccolta senza rischi. Tutte le specie da raccogliere 365 giorni all’anno. Sua maestà il porcino: il top a tavola!».

Prendere una rivista sui funghi in un luogo di mare? Perché no, mi sono detto, tentiamo questo incrocio fra valli umide e coste assolate. Nei giorni successivi, sfogliando l’«enciclopedia», mi è venuta voglia di azzardarmi nei boschi. Non sono mai stato un cercatore di funghi, ma riconosco il fascino di un’attività che, come scrive Matteo Righetto «non è un semplice, banale passatempo, è un Antico Ritorno. Un ritorno alle nostre origini, al richiamo selvatico – dunque poetico – che abbiamo trascurato, perduto, cancellato» (Lo zen e l’arte di andare a funghi, Feltrinelli, 2026). Righetto definisce la ricerca di funghi un gesto di libertà: «Viviamo in un’epoca che ci ha convinti che la vita consista nel produrre: oggetti, immagini, contenuti, denaro. Ma il raccoglitore sopito in noi sa bene che la vita consiste nel raccogliere: esperienze, presenze, stupori».

Il senso della raccolta è ben presente anche in Amanite, un gioco di Thanos Vasov pubblicato nel 2025 da Spiral Éditions (in italiano GateOnGames, 2026). I partecipanti (da 2 a 4, a partire dall’età di 10 anni) si sfidano per trenta minuti circa inviando le loro pedine di legno negli angoli più discosti nel bosco. La raccolta, tuttavia, non è definita solo dall’azzardo della sorte – sotto quali carte si troveranno i funghi migliori? – bensì anche da un confronto serrato con gli altri. Amanite infatti è costruito secondo la meccanica dello split & choose: il primo che arriva divide il bottino in due parti, non per forza uguali, e il secondo sceglie per primo quale parte prendere. Inoltre, non tutti gli effetti dei funghi sono conosciuti da tutti i giocatori: qualcuno è velenoso, qualcuno è un antidoto, altri danno dei diversi punteggi. Questa situazione genera domande interessanti. Perché Tizio sembra interessarsi ai funghi rossi? Sarà perché sono preziosi o è solo un bluff? E perché Caio invece sceglie sempre due colori in numero uguale? Non saranno un veleno e il suo antidoto, visto che possederli insieme garantisce un bonus?

Amanite introduce anche una dose di rischio, legata proprio al veleno: chi ne prende troppo viene eliminato. Visto che la partita è breve, ciò non implica lunghe attese ma regala un piccolo brivido al momento di ogni scelta. Al suo esordio come autore, Thanos Vasof è riuscito a inventare un gioco pieno di colpi di scena, illustrato da Roxane Campoy con eleganza, tratto deciso e colori vivaci.

Agli appassionati della meccanica split & choose (detta anche tu dividi, io scelgo) segnalo altri due titoli. Il primo è The great split, creato da Hjalmar Hach e Lorenzo Silva nel 2022 per Horrible Guild. Qui i partecipanti (da 2 a 7) si scambiano libri rari, oro e oggetti preziosi: le carte girano intorno al tavolo, e di continuo bisogna dividerle, lasciando poi al proprio vicino la decisione su quale pacchetto tenere per sé. Un altro titolo interessante è Marabunta (Space Cowboys, 2023). L’autore, il celebre e prolifico Reiner Knizia, ha messo a punto un congegno ludico assai bene oliato. I due partecipanti rappresentano gruppi di formiche che si disputano il controllo di un territorio, segnando i loro possedimenti con dei pennarelli su una mappa. Il confronto avviene lanciando dei dadi e dividendoli in due mucchietti, per lasciare all’avversario la solita scelta fatidica.

Il destino segue strane vie. In queste settimane ho giocato (o rigiocato) a questi titoli, ma ancora non mi sono preso il tempo di andare a funghi. Lo farò nelle prossime settimane. Intanto, quella rivista comprata per caso ha suscitato misteriose assonanze di pensieri, piccole scoperte, letture e riletture. In fondo, come scrisse Sandro Campani in un bel libro qualche anno fa, andare a funghi non è solo scoprire posti nuovi, ma tornare sulla pista dei ricordi: «Certi funghi che hai trovato, quattro anni fa o quaranta, se chiudi gli occhi li rivedi nel dettaglio. Perché quelli, fra migliaia, non lo sai: ti ritornano in sogno, come divinità di un attimo preciso» (Alzarsi presto, Einaudi, 2023).