Alta finanza

by azione azione
22 Luglio 2026

Le insidie di un certo tipo di successo nel nuovo romanzo di Lorenza Noseda

Un cognome, si sa, a volte può pesare come un macigno. Lo sa anche il protagonista del nuovo romanzo di Lorenza Noseda (Premio Chiara inediti 2019 per la raccolta Gente di frontiera – ed. Macchione, Varese).

  Tommaso Faggioli, infatti, nato e cresciuto a Zurigo, zurighese fino in fondo non è, lo si capisce subito da quel cognome tutto italiano che si porta appresso lo stigma dell’immigrato – colui che, nella Svizzera interna era chiamato Tschinkeli. Eppure, un salvifico mix tra impegno e fortuna ha portato il tenace e ambizioso Faggioli a realizzare una carriera bancaria non da poco, la quale, a sua volta, gli ha permesso di guidare macchine sempre più belle, frequentare gente sempre più ricca, e lo ha portato a credersi ormai arrivato ai vertici di quanto si possa umanamente bramare.

La cronaca di questi anni ci ha raccontato come a farla da padrone nei corridoi dei grandi istituti bancari possano essere anche oscure trame finanziarie, summa di operazioni ben lontane  da una concezione eticamente sostenibile dell’alta finanza. A Faggioli la batosta arriverà quando, senza preavviso, gli bloccheranno i conti. Tutto cambierà sembianze, rivelandosi per ciò che è davvero: ecco allora che gli amici forse non erano davvero tali, così come la città di Zurigo non è poi così allettante e «da mordere» come appare a chiunque abbia disponibilità economica.

In questo suo I ragni hanno gli occhi dietro la testa (puntoacapo), Noseda fa la disanima di una vita lineare solo all’apparenza, suggerendoci quanto sia aleatorio tentare di sfuggire al proprio passato, soprattutto quando lo si rinnega.