Un luogo da amare: i primi trent’anni di uno spazio libero e capace di stimolare la riflessione sulla società e l’arte contemporanea
Il Museo Migros di arte contemporanea esiste da trent’anni. Ecco cosa è piaciuto di più, quale esposizione è risultata particolarmente «odorosa» e perché l’entrata è gratuita.
L’installazione video The Visitors dell’artista islandese Ragnar Kjartansson è stata esposta due volte al Museo, nel 2012 e nel 2022. La prima volta i visitatori sono stati 13mila e la seconda volta ben 23mila. La coda di appassionati d’arte non riusciva più a trovare posto sulla Löwenbräuareal di Zurigo e si snodava fino alla Limmatstrasse. Su nove schermi separati, l’opera mostra una serie di persone nelle stanze di una vecchia villa alle porte di New York intente a cantare e suonare un gospel malinconico. Qualcuno è seduto in veranda, un altro suona dalla vasca da bagno, il risultato è sorprendente e capace di creare un’attrazione irresistibile.
Gottlieb Duttweiler, fondatore di Migros, era un appassionato d’arte, e ha sempre difeso una cultura accessibile a tutti
Una forte provocazione
La macchina Cloaca dell’artista belga Wim Delvoye, esposta nel 2001, si è dimostrata all’altezza del suo nome: l’installazione, composta da fiaschette e tubi di vetro, era in grado di digerire professionalmente il cibo, trasformandolo in escrementi. La «Cloaca» veniva alimentata con i pasti del ristorante per il personale Migros presso la torre di Limmatplatz a Zurigo.
La mostra più bizzarra
Nel 2000, la star dell’arte italiana Maurizio Cattelan ha esposto ll vuoto: per l’occasione, non solo il museo è stato completamente svuotato, ma sono state addirittura abbattute alcune pareti. Le sale, di colpo enormi, erano inondate da una luce bianca, e solo alla fine del percorso il pubblico notava la minuscola bambolina con i lineamenti di Cattelan. L’esperimento ha lasciato perplessi alcuni spettatori, mentre altri hanno trovato liberatorio il museo completamente vuoto.
I dipinti più preziosi
La collezione del museo comprende sei dipinti del celebre artista tedesco Gerhard Richter. Tra essi spicca anche il monumentale dipinto a olio astratto Seepferd 486 del 1982. Il valore assicurativo dei sei quadri è segreto, le opere di Richter figurano infatti fra quelle contemporanee più costose. Alle aste alcune hanno raggiunto prezzi superiori ai 40 milioni di dollari.
Un’opera fragile
Si tratta della scultura Hautraum dell’artista Heidi Bucher, morta nel 1993. Essa consiste in una «stanza» (della casa dei genitori, a Winterthur) ricoperta prima di lattice e in seguito «sbucciata». L’insieme crea un’immagine che sembra stranamente viva. Poiché il lattice è molto delicato e si degrada nel tempo, l’opera è stata restaurata nel 2024.
I visitatori più giovani
A volte ai pomeriggi per famiglie del Museo Migros partecipano bambini di soli tre anni. In questo modo, non solo imparano a conoscere l’arte, ma creano anche le loro piccole opere in tessuto o pasta di sale. Anche molte classi, dalla scuola materna a quella media, partecipano alle visite guidate del museo. Solo l’anno scorso vi sono stati circa 2mila scolari in visita.
La novità più radicale
Dal 2023 l’ingresso al museo è gratuito. L’obiettivo era quello di rendere l’arte accessibile a un numero ancora maggiore di persone. Da allora, circa 100mila persone hanno approfittato dell’offerta.
Gli inizi del museo
Il fondatore della Migros, Gottlieb Duttweiler, era un appassionato collezionista d’arte e possedeva dipinti di Ferdinand Hodler, Ernst Ludwig Kirchner o Cuno Amiet. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1962, la Migros ha continuato ad ampliare la collezione. Questi tesori sono resi accessibili al pubblico dal 1996, in occasione della fondazione del Museo Migros. Un’idea perfettamente in linea con la visione di Dutti, che ha sempre voluto che il maggior numero possibile di persone potesse godere della cultura.

