Il 3 dicembre 2025, il 999 di Southampton, in Inghilterra, ha ricevuto una telefonata: «C’è stata un’aggressione a sfondo razziale». I poliziotti sono arrivati, un ragazzo sikh di 22 anni ha detto di essere stato assalito e di essersi dovuto difendere. Il presunto aggressore, un ragazzo bianco di 18 anni, per terra, si lamentava: non riesco a respirare, sono ferito. Il poliziotto lo ha guardato, «non credo proprio», gli ha detto, e gli ha messo le manette. Poco dopo il ragazzo bianco, che si chiamava Henry Nowak, è morto: era stato pugnalato dal ragazzo sikh, Vikrum Digwa, che il primo giugno è stato condannato a 21 anni di prigione. Da quel giorno ci sono proteste davanti alla stazione di polizia di Southampton, poliziotti sono stati feriti, agitatori sono stati arrestati. La polizia ha fatto un errore madornale, quel 3 dicembre, e pure nei giorni successivi: ha continuato a credere a Dwiga, individuando un terzo uomo come il presunto assassino. Durante il processo la polizia si è scusata più volte, ma il fatto che abbia creduto alle parole del ragazzo sikh e non ai propri occhi è diventato un caso.
Farage e i neofascisti di Robinson
Alle proteste sono arrivati molti sostenitori dell’estrema destra, intesa come Reform Uk, il partito nazionalista di Nigel Farage, e come i neofascisti legati a Tommy Robinson. Gridavano «White lives matter» e contro la difesa delle minoranze a scapito dei bianchi. Farage ha cercato di strumentalizzare il più possibile questa tragedia che, come ha scritto «The Times», è in effetti un’occasione ghiotta per la sua retorica nazionalista. La rabbia è legittima, ha detto Farage, la rabbia è giusta: sono state le sue dichiarazioni a innescare le proteste. Il leader di Reform Uk sta sfruttando ogni scontro del Regno Unito per amplificare il suo messaggio, e non si può dire che l’attualità non gli dia materiale: non si era ancora quietata Southampton che a Belfast un sudanese di 30 anni ha aggredito con estrema violenza un uomo per strada – è rimasto senza un occhio – e nella notte successiva una banda a volto coperto ha incendiato le case e le auto nella strada in cui vivono gli immigrati. Farage ha l’ambizione di arrivare a guidare il Paese sull’onda della rabbia anti-immigrato, un suo grande classico. La leadership del premier Keir Starmer è stata messa in discussione dal Labour dopo il risultato mediocre alle amministrative di maggio e il principale rivale, il sindaco di Manchester Andy Burnham, si gioca proprio contro Reform Uk il posto per entrare ai Comuni, il primo passo necessario per lanciare la sfida a Starmer alla guida del Labour e del Governo. Il voto si terrà domani – il 18 giugno – in una elezione suppletiva a Makerfield, una circoscrizione dell’area metropolitana di Manchester guidata da decenni dal Labour. I giornalisti sono arrivati proprio lì per capire l’umore dei 75’000 elettori. Un sessantenne intervistato dal «Financial Times», sostenitore di Reform UK e presente alla manifestazione Unite the Kingdom, ha detto che Farage ha esagerato nell’aizzare la folla a Southampton e che ignorare l’appello della famiglia Nowak a non usare la morte del figlio per dividere il Paese potrebbe costargli voti.
Dispersione di voti
Recenti sondaggi mostrano che a Makerfield Burnham è in vantaggio, anche perché nell’estrema destra ci sono anche altri partiti, come Restore Uk, nato da una scissione dentro Reform Uk, che potrebbe disperdere un po’ i voti. Alcuni commentatori ritengono che Farage abbia attaccato la polizia per ricompattare quell’area, ma un sondaggio mostra che tra gli elettori di Reform UK prevalgono i contrari alle sue parole. La retorica anti immigrazione però raccoglie consenso: molti elettori di Reform UK credono che musulmani, neri e ambientalisti ricevano un trattamento più indulgente dalla polizia. Nel dibattito pesa anche il kirpan, il coltello sacro sikh usato da Digwa per uccidere Nowak e che la legge consente di portare per motivi religiosi. Burnham ha detto che la norma andrebbe rivista. Nel primo dibattito TV, Burnham ha insistito sulla sicurezza, citando il nuovo capo della polizia, soprannominato «il poliziotto del popolo». Il suo rivale, Robert Kenyon, punta invece su immigrazione e radicamento locale: sostiene che Burnham userà Makerfield per andare a Londra, mentre lui è «qui per voi». Molti elettori laburisti potrebbero sostenere Burnham proprio per indebolire Keir Starmer, lo stesso obiettivo che in questa fase ha anche Nigel Farage.